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RAGGIUNTO L’ACCORDO SULL’OCM ORTOFRUTTA

Un accordo sulla proposta di riforma dell'organizzazione di mercato del settore ortofrutticolo è stato raggiunto a Lussemburgo a conclusione di una lunga e complessa trattativa i ministri dell'agricoltura dell'Unione europea

19 giugno 2007 | T N

In base alla riforma, le Organizzazioni dei produttori continueranno a ricevere il sostegno finanziario dell'Ue e saranno chiamate a svolgere un ruolo importante per la prevenzione delle crisi di mercato, per le quali finanziate misure finalizzate a tale scopo.

La riforma per le Organizzazioni dei produttori prevede un sostegno maggiorato (60 per cento di cofinanziamento Ue invece del 50 per cento) nelle zone in cui la produzione commercializzata attraverso le op e' inferiore al 20 per cento. Gli stati membri e le op svilupperanno programmi operativi basati su una strategia nazionale.
Per la gestione delle crisi sarà organizzata attraverso le Organizzazioni dei produttori con un finanziamento comunitario del 50 per cento. Le Organizzazioni dei produttori potranno condurre ritiri dal mercato con un cofinanziamento del 50 per cento. I ritiri destinati alla distribuzione gratuita a scuole ecc. saranno pagati al 100 per cento dalla comunità. Gli aiuti alle Organizzazioni dei produttori rimarranno limitati al 4,1 per cento del valore totale del prodotto commercializzato ma questa percentuale può salire al 4,6 per cento purché i soldi in più siano usati solo per la gestione e la prevenzione delle crisi. Per tre anni possono essere erogati aiuti di stato per estendere le misure di crisi agli agricoltori non soci che però si rivolgano ad una Organizzazione dei produttori. La compensazione per costoro non potrà essere superiore al 75 per cento del sostegno comunitario per i soci delle Organizzazioni dei produttori.

Il sistema di pagamento unico sarà adottato anche per l'ortofrutta. Tutti gli aiuti attualmente in vigore per l'ortofrutta trasformata saranno disaccoppiati per un totale di circa 800 milioni di euro. Per i pomodori gli stati membri potranno applicare un periodo di transizione di quattro anni (2008-2011), purché la percentuale accoppiata del pagamento non superi il 50 per cento del tetto nazionale. Per le colture non annuali il periodo di transizione sarà di cinque anni.
L'inclusione dell'ortofrutta nel sistema di pagamento unico significa che al settore sarà applicata la condizionalità. Inoltre le Organizzazioni dei produttori devono destinate almeno il 10 per cento di propri programmi operativi a misure ambientali. In ogni programma operativo ci sarà un tasso di cofinanziamento comunitario del 60 per cento per la produzione biologica.
Nei programmi operativi delle Organizzazioni dei produttori potranno essere incluse iniziative di promozione dei consumi. Saranno messi a disposizioni ulteriori 6 milioni di euro per la promozione destinata agli alunni delle scuole. 8 milioni di euro saranno destinati alla distribuzione gratuita in scuole, ospedali ed enti caritatevoli che sarà finanziata al 100 per cento dalla comunità fino ad un limite del 5 per cento della quantità commercializzata dalle Organizzazioni dei produttori.

Il compromesso odierno conferma per l'Italia, primo produttore di ortofrutticoli dell'Ue, il volume di sostegno attuale, pari a circa 470 milioni di euro, su un gettito complessivo di 1,5 miliardi, restando lo stato più beneficiato nel settore, pur in un budget invariato, mentre i paesi sono passati nel frattempo da 15 a 27. Inoltre, per il periodo di transizione al nuovo regime previsto per il pomodoro, Italia e Spagna sono state autorizzate ad erogare specifici aiuti di stato, entro giugno 2008, per 15 milioni di euro.
Tra gli altri obbiettivi raggiunti dall'Italia nel negoziato la possibilità di procedere al disaccoppiamento degli aiuti attraverso una fase transitoria di massimo quattro anni per i pomodori e di cinque per le culture arboree, durante la quale gli stati potranno erogare una parte del sostegno sotto forma di aiuto accoppiato.
Il ministro De Castro ha anche definito importante l'accettazione della richiesta italiana di aumentare le risorse finanziarie per i programmi realizzate dalle Op, dal 4,1 al 4,6 per cento della produzione commercializzata e quella della previsione, in via obbligatoria, del paese d'origine nella commercializzazione degli ortofrutticoli freschi, con possibilità di estenderla, se necessario per tutelare i consumatori, ai prodotti trasformati. Aiuti per un periodo transitorio sono stati ottenuti anche per i produttori di patate.
Anche il commissario all'agricoltura Mariann Fischer Boel ha espresso grande soddisfazione per l’intesa.

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