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In esaurimento le scorte di olio extra vergine d'oliva spagnolo

In esaurimento le scorte di olio extra vergine d'oliva spagnolo

Ora il braccio di ferro tra imbottigliatori, frantoi e cooperative si sta spostando sul lampante, le cui giacenze sono elevate. In attesa dell'inizio della campagna olearia iniziano le manovre speculative di chi vuole che le quotazioni scendano

22 settembre 2021 | T N

Nel mercato dell'olio di oliva spagnolo si respira un certo nervosismo tra gli attori della filiera in attesa che vengano diramate le previsioni ufficiali della campagna olearia e i frantoi inizino realmente a macinare le olive.

Gli acquisti del poco extra vergine di oliva rimasto procedono senza sosta anche perchè il prezzo, fermo a 3,3-3,4 euro/kg è appetibile in virtù delle incertezze sulla prossima produzione. Nessun problema, dunque, per i frantoi e le cooperative di liberare le cisterne di extra vergine per far posto al nuovo raccolto.

Le tensioni, così, si stanno spostando in particolare sull'olio lampante. Da sempre, in Spagna, quest'olio è cartina al tornasole del mercato ed è su questa categoria che spesso si innescano fenomeni speculativi che poi si riverberano anche sulle altre classi.

Sull'olio lampante, oggi, gli imbottigliatori e le raffinerie mostrano molta cautela. Il prezzo, nelle ultime settimane, è salito molto, sfiorando i 3 euro/kg, un livello considerato troppo alto. Così si sono raffreddati gli acquisti e gli ordini che invece in questo periodo erano sostenuti, anche perchè il primo lampante di nuova produzione si avrà a gennaio. Frantoi e cooperative sono nervosi e vogliosi di liberare le cisterne, così cominciano a offrire prezzi al ribasso.

Su Poolred, la scorsa settimana, le quotazioni sono scese sotto la soglia di 2,9 euro/kg, ma le pressioni sono alte perchè arrivi a 2,7-2,8 euro/kg. Questo aiuterebbe a calmierare i prezzi al consumo, aiutando i volumi di vendita, come auspicato dagli imbottigliatori.

L'ovvio riflesso sarebbe anche un abbassamento del prezzo dell'extra vergine a 3,2 euro/kg, come voluto dagli imbottigliatori, contro i 3,5 euro/kg desiderati dal mondo della produzione. In questi 30 centesimi si sta consumando il braccio di ferro iberico ad alta tensione.

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