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Cresce l'olivicoltura biologica in Spagna
Superati ormai stabilmente i 200 mila ettari olivetati in biologico. Sono 16 mila gli ettari di nuovi oliveti bio nel 2020, concentrati prevalentemente in Andalusia e Castilla-La Mancha. Pochi a Valencia, seconda regione olivicola nazionale
13 luglio 2021 | T N
La superficie spagnola dedicata alla coltivazione di olivi biologici ha registrato un aumento del 6,4% nel 2020, per attestarsi a 222.722 ettari (ha), secondo i dati del Ministero dell'agricoltura iberico.
Dei 222.722 ettari (produzione stimata di 325.829 tonnellate), 186.701 ettari sono biologici a tutti gli effetti, 19.421 ettari sono in conversione e 16.600 ettari hanno fatto domanda per entrare in conversione.
217.864 ettari sono di olivicoltura da olio e 4.858 ettari per olive da tavola.
Distinguendo per regioni, l'Andalusia ha il primato: 88.691 ettari, seguita da Castilla-La Mancha (74.153 ha.), Extremadura (29.131 ha.), Catalogna (8.870 ha.), Valencia (5.589 ha.), Murcia (4.583 ha. ), Aragona (4.419 ha.), Madrid (3.716 ha.), Baleari (1.055 ha.), Navarra (813 ha.), La Rioja (736 ha.), Castilla y León (697 ha.), Galicia (179 ha.), Canarias (61 ha.) e País Vasco (24 ha.).
1.092 sono i frantoi e gli impianti di confezionamento certificati bio (1. 002 nel 2019), la maggior parte dei quali in Andalusia (509), seguita da Castilla-La Mancha (189), Catalogna (116), Valencia (82), Estremadura (54), Isole Baleari (45), Murcia (23), Aragona (21), Isole Canarie (13), La Rioja (11), Navarra (10), Madrid (9), Castilla y León (5), Galizia (3) e Paesi Baschi (2).
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