Mondo
Nove marchi valgono il 76% dei vini italiani venduti da Sotheby's
Meno vino da collezione finisce all'asta nel 2020. Dom Pérignon, Salon e Krug hanno rappresentato il 59% degli Champagne assegnati. Romanée-Conti il 20% del giro d'affari di Sotheby's
06 aprile 2021 | C. S.
Il dipartimento vino della famosa casa d'aste Sotheby's ha chiuso il 2020 a quota 92 milioni di dollari (in calo dai 118 milioni di dollari del 2019).
Un solo produttore è di gran lunga il più iconico a livello internazionale, Romanée-Conti, ha rappresentato il 20% del giro d'affari di Sotheby's, con 19,4 milioni di dollari generati dai lotti finiti sotto il martello.
Per l'Italia i lotti di Ornellaia hanno rappresentato il 31% del totale dei vini del Belpaese battuti all'asta, seguito da Sassicaia (14%), Masseto (11%), Antinori (5%), Gaja (5%), Soldera (3%), Tenuta di Trinoro (3%), Fontodi (2%) e Biondi-Santi (2%). Tutte insieme rappresentano, a valore, il 76% dei lotti italiani battuti da Sotheby's nel 2020.
In Champagne la concentrazione è ancora maggiore: il 59% delle aggiudicazioni, a valore, è fatto da tre etichette, Dom Pérignon, Salon e Krug. Il 38% delle vendite di Bordeaux, invece, è dato da Pétrus, Mouton e Lafite.
A livello internazionale, dietro Romanée-Conti, c'è proprio Pétrus (vendite per 4,2 milioni di dollari), quindi Jean-Louis Chave (3,1 milioni di dollari), Henri Jayer (3 mln), Mouton Rothschild (2,8 mln), Lafite (2,8 mln), Domaine Leroy (2,1 mln) e Haut Brion (2,1 mln).
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