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Servono ingenti fondi per attuare i progetti europei Biodiversity e From Farm to Fork

Le organizzazioni agricole dovranno poter contare su linee finanziarie autonome, senza sfruttare la Pac. Si calcola che l’obiettivo del biologico al 25% per l’Italia, richiederebbe sussidi per almeno 150 milioni di euro

11 settembre 2020 | Marcello Ortenzi

Il Green Deal europeo muove i suoi passi attuativi, per rivoluzionare in senso “verde” l’economia e la società europea, volendo raggiungere l’obiettivo di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Due programmi sono stati lanciati dalla Commissione Europea a maggio, la strategia per la biodiversità (la cosiddetta “Biodiversity Strategy”) e la strategia “dal produttore al consumatore” (la cosiddetta “From Farm to Fork Strategy”).

Le due strategie sono complementari e intendono spingere tutta l’economia verso sistemi innovativi e virtuosi, a impatto climatico zero. Ambizione e sostenibilità sono le nuove parole chiave della Commissione, che dovrà presentare per approvazione il programma al Parlamento europeo e al Consiglio, per poi indicare proposte concrete entro il 2021. L’agricoltura è implicata con una scaletta di obiettivi da realizzare entro il 2030 in modo molto pesante sull’agroalimentare: riduzione del 50% dei pesticidi; riduzione almeno del 20% dei fertilizzanti; riduzione del 50% delle vendite di antimicrobici per gli animali da allevamento e per l’acquacoltura entro il 2030; raggiungere almeno il 25% della superficie agricola ad agricoltura biologica; trasformare almeno il 10% delle superfici agricole in aree ad alta biodiversità; proteggere almeno il 30% delle aree rurali e marine europee; per zootecnia e acquacoltura un taglio del 50% dei consumi di antibiotici.

Tali obiettivi richiederanno risorse finanziarie notevoli, che per le organizzazioni agricole dovranno poter contare su linee finanziarie autonome, senza sfruttare l’attuale Pac. Si calcola che l’obiettivo del biologico al 25% per l’Italia, richiederebbe sussidi per almeno 150 milioni di euro. Agrinsieme, in audizione alla Camera, ha puntualizzato che "per attuare gli obiettivi della strategia europea ‘Dal produttore al consumatore’ o ‘Farm to Fork’, bisogna evitare di mettere mano alle risorse della Pac, le quali risultano già consistentemente ridotte rispetto alla precedente programmazione. Va, inoltre, scongiurato il rischio di una diminuzione quantitativa della produzione agricola comunitaria con conseguenze dannose per i produttori agricoli e le loro cooperative, nonché una possibile contrazione dei consumi su prodotti comunitari ad alto valore aggiunto a vantaggio di produzioni extraeuropee più economiche ma meno performanti quanto a salubrità e standard ambientali".

Le due strategie sono una grande opportunità per gli agricoltori, l’industria agroindustriale e i consumatori per costruire un sistema più sostenibile, equo e competitivo e rilanciare e preservare la biodiversità. Tuttavia sarà necessario il coinvolgimento degli operatori agricoli di tutta la filiera alimentare in questa nuova riforma europea e una decisa azione in questo senso della Commissione.

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