Mondo
LA FRANCIA UNITA RILANCIA IL SUO SETTORE VITIVINICOLO, INDIVIDUA SEI COMANDAMENTI E SI ALLEA CON L’ITALIA NELLA LOTTA ALLA FALSIFICAZIONE
Si profila un testa a testa fra Italia, Francia e Spagna per il primato nelle esportazioni mondiali di vino, ma mentre i cugini d’oltralpe trovano unità di filiera e dibattono sulle linee strategiche, in Italia ci perdiamo in dibattiti molto accaniti e poco costruttivi, come accade ad esempio sull’uso dei trucioli
10 febbraio 2007 | Graziano Alderighi
La Francia, attraverso un documento del Parlamento, mette a punto misure per superare la crisi del settore vitivinicolo.
I cugini dâoltralpe premono quindi sull'acceleratore e dopo la proposta di una indicazione geografica Vins de France cerca una strategia per rilanciare il settore, chiamando in causa il Parlamento nazionale per tracciare le linee da seguire.
Fin dal giugno dello scorso anno, il Parlamento francese aveva intrapreso una discussione sul grave stato del loro prodotto simbolo, con dibattiti e audizioni, per giungere al rapporto dei deputati Martin e Voicin, a nome della Commissione affari economici, sviluppo e territorio.
Con la individuazione di sei comandamenti della viticoltura francese (educare, formare, comunicare, semplificare, innovare e razionalizzare), il rapporto indica, al governo e agli altri organismi coinvolti, le proposte atte alla riscossa della viticoltura francese. Naturalmente al primo posto è messo un ampio programma di educazione interna al consumo, da attuarsi attraverso la istituzione di una Maison des vins de France strutturata su tutto il territorio nazionale, e quindi la costituzione della Maison des exportations che riunifichi tutte le competenze e le azioni promozionali sui mercati esteri.
âIn Italia ci perdiamo in dibattiti molto accaniti e poco costruttivi â afferma invece il Presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro - per esempio sull'uso dei trucioli e non riusciamo a concentrarci su disegni di legge più strategici e di più ampio respiro e poi nel nostro Paese si deve tener conto di competenze diverse, quelle del Parlamento, delle Regioni che spesso vanno per la loro strada e di una filiera spesso disunita e riottosa e poco propensa ad assumersi responsabilità â.
Si profila intanto un testa a testa fra Italia, Francia e Spagna per il primato nelle esportazioni mondiali di vino nel 2006.
Se fino ai primi anni Novanta la competizione si giocava tutta fra Italia e Francia con primati alterni a seconda delle annate, ora il panorama mondiale si è profondamente modificato. La Spagna addirittura nel 2005 si è classificata leader mondiale con 15,8 milioni di ettolitri venduti oltre i suoi confini nazionali, seguita dal nostro Paese con 15,7 milioni di ettolitri e dalla Francia con 15,5 milioni di ettolitri. Una sfida all'ultima goccia che si ripeterà anche nel 2006 e, tenendo conto dei buoni risultati americani e dei primi dati diffusi a livello europeo, lâItalia potrebbe tornare ad essere primo esportatore mondiale superando i 16 milioni di ettolitri.
Se sul fronte delle esportazioni la battaglie è dura e aperta, la lotta alla falsificazione dei prodotti tipici è una battaglia comune di Italia e Francia poiché insieme i due Paesi producono quasi la metà degli alimenti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall'Unione Europea e sono i due paesi più colpiti dalla pirateria alimentare internazionale che con molteplici esempi di falsificazioni e imitazioni danneggia gli imprenditori e i consumatori sul mercato globale.
Le falsificazioni delle specialità francesi riguardano soprattutto vini o alcolici come lo Champagne ma anche il Beaujolais, Bordeaux e il Cognac.
Potrebbero interessarti
Mondo
Addio a Carlin Petrini, il gastronomo che cambiò il modo di mangiare nel mondo
È morto all’età di 76 anni Carlo Petrini, per tutti “Carlin”, fondatore del movimento Slow Food e una delle figure più influenti della cultura alimentare globale. Con la sua scomparsa, il mondo perde un visionario capace di trasformare il piacere della tavola in una battaglia etica, ambientale e sociale
22 maggio 2026 | 10:30
Mondo
L'allarme delle cooperative olearie spagnole: "non svendete l'olio di oliva"
Il presidente del settore olivicolo di Cooperativas Agro-alimentarias lancia un appello alla prudenza: i dati non giustificano il panico. "Chi ha olio non si precipiti. Vendere sottocosto oggi significa indebolire il futuro di interi territori"
22 maggio 2026 | 09:00
Mondo
EFOI dà voce ai produttori europei di olive da mensa
Italia, Spagna e Grecia danno vita alla European Federation of the Olive Industry, federazione che rappresenta gli interessi dell’industria delle olive da tavola nell’Unione europea
21 maggio 2026 | 15:30 | Giosetta Ciuffa
Mondo
L'Andalusia olivicola consolida la leadership europea nel biologico
La regione spagnola supera già il 29% di superficie agricola biologica, ben al di sopra dell'obiettivo UE del 25% per il 2030. L'olio d'oliva trascina la crescita con un aumento del 12,5% dei frantoi certificati, mentre l'avicoltura da uova e le colture subtropicali segnano nuovi record
21 maggio 2026 | 14:00
Mondo
L'olio d'oliva torna a essere il motore dell'export andaluso: 518 milioni in due mesi
Il primato dell'olio d'oliva assume un rilievo particolare in un contesto internazionale segnato dalla volatilità dei mercati e dalla progressiva ripresa delle produzioni, dopo campagne agricole condizionate dalla siccità e dalla riduzione dei raccolti
21 maggio 2026 | 12:00
Mondo
Accordo internazionale per l’olio di oliva rinnovato per cinque anni
Quasi all’unanimità il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione per la modifica all'articolo 36 dell'Accordo internazionale sull'olio d'oliva e sulle olive da tavola. Il Consiglio oleicolo internazionale vivrà per altri cinque anni
21 maggio 2026 | 10:30