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Stop all'export di prodotti agroalimentari per paura del Covid-19

Per ora soltanto due Paesi minori, Algeria e Mecedonia, hanno stabilito uno stop all'export di prodotti strategici. Lo stop decretato fino alla fine dell'emergenza sanitaria mondiale

26 marzo 2020 | T N

Le barriere commerciali che la globalizzazione aveva abbattuto stanno tornando prepotentemente di moda a causa della pandemia mondiale.

Se si fa incetta di mascherine e respiratori e gli Stati fanno a gara per accapparrarsi questi presidi sanitari e macchinari, anche con colpi bassi e scorrettezze diplomatiche, ci sono piccoli Paesi, al momento, che pensano di blindarsi, impendendo l'export di generi alimentari, considerati ormai strategici.

E' il caso di Algeria e Macedonia.

L'Algeria ha deciso di vietare 17 prodotti all'export, in seguito alle indicazioni date dal presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune, riguardanti "il divieto di esportare ogni prodotto 'strategico', sia medicale che alimentare, fino alla fine della crisi, e ciò per salvaguardare la riserva strategica nazionale". La lista dei prodotti, scelti nell'ambito della lotta contro il Coronavirus, di cui è sospesa l'esportazione, comprende: semola, farina, legumi secchi e riso, paste alimentari, olii, zucchero, caffè, acqua minerale, concentrato di pomodoro, preparazioni alimentari, tutti i prodotti lattiero-caseari inclusi quelli destinati ai bambini, le verdure e la frutta fresca, le carni rosse e bianche, le attrezzature medicali e paramedicali, i medicinali e prodotti farmaceutici, prodotti per l'igiene personale e detergenti domestici. 

Divieto all'esportazione di grano e farina di grano in tutti i Paesi per un periodo indefinito. Esenzione doganale per tutti i prodotti di importanza critica (prodotti di grano, olio di semi di girasole, zucchero, prodotti sanitari, mascherine, prodotti sanitari e uniforme). Divieto all'aumento dei prezzi di prodotti di prima necessità (prodotti alimentari, farmaci e disinfettanti). Sono queste parte delle misure straordinarie prese dalla Macedonia per contenere l'effetto coronavirus sull'economia interna.

In tempi di emergenza i confini sono molto meno permeabili di qualche settimana fa.

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