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Le Colline del Prosecco sono patrimonio dell'umanità Unesco

Tra i fiori all'occhiello delle Colline del Prosecco ci sono i terrazzamenti inerbiti con cui dal '600 si coltiva su queste colline ripidissime e il mosaico dei piccoli vigneti circondati da bosco. I nostri prodotti tipici hanno una qualità non solo legata ai processi produttivi ma anche nel paesaggio

09 luglio 2019 | T N

Un'area totale di 18.967,25 ettari nel cuore del Veneto, caratterizzata da una 'buffer zone' di 9.769,80 ettari, la zona "cuscinetto", e quindi dalla 'core area', l'area "centrale" di 9.197,45 ettari dove le protagoniste indiscusse "sono cordonate di colline molto ripide, sviluppate longitudinalmente da est a ovest, da Vittorio Veneto in direzione di Valdobbiadene che formano "un paesaggio affascinante e unico al mondo" che è il "vero valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza del nostro sistema Paese".

Così all'Ansa il professor Mauro Agnoletti della Scuola di Agraria Università di Firenze, coordinatore scientifico del dossier per la candidatura del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella Lista del Patrimonio Mondiale come Paesaggio culturale (Unesco), descrive l'area scelta raccontandone i punti di forza.

Tra i fiori all'occhiello delle Colline del Prosecco, fondamentali per il parere favorevole dell'Icomos, il Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, organo consultivo Unesco, come spiega Agnoletti "ci sono i terrazzamenti inerbiti con cui dal '600 si coltiva su queste colline ripidissime e il mosaico dei piccoli vigneti circondati da bosco che ha origine dal sistema mezzadrile del medioevo che si è mantenuto fino ad oggi". Agnoletti, che presiede anche il comitato scientifico del programma mondiale 'patrimonio agricolo' Fao aggiunge che "il dossier si è incentrato sulla qualità del paesaggio, traendo spunto dal fascicolo con cui l'area si era iscritta nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali storici del Ministero dell'Agricoltura e tenendo conto dei suggerimenti di Icomos". "Si scorda spesso che i nostri prodotti tipici hanno una qualità non solo legata ai processi produttivi - sottolinea -, ma trovano un valore aggiunto non riproducibile nel paesaggio".

“Oggi è una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera. Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono finalmente, e giustamente, patrimonio dell’umanità. Un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale. Una terra dalla quale nascono i frutti che danno vita a uno dei prodotti che più caratterizza l’eccellenza del nostro made in Italy”. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio commenta con soddisfazione da Baku l’iscrizione delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista mondiale UNESCO dei siti patrimonio dell’umanità. La decisione è stata ufficializzata oggi nella capitale azera nel corso della 43° sessione del Comitato Mondiale UNESCO.
“Questo risultato arricchisce l’insieme dei siti e beni italiani presenti nella prestigiosa lista UNESCO - sottolinea Centinaio - e conferma, ancora una volta, la grande attenzione mondiale nei confronti del patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno creduto e contribuito a questo successo. Il mio plauso va alle autorità italiane che, a tutti i livelli, hanno profuso i loro impegno verso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, condividendo e tutelando i valori della cultura, della scienza e dell’educazione”.
“Questo riconoscimento è un punto di partenza per il futuro. Adesso la sfida che ci attende è quella della conservazione dei caratteri specifici e tradizionali di questo splendido territorio quale patrimonio da trasmettere alle future generazioni, a beneficio dell’intera umanità”, conclude Centinaio.

"Le splendide Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi il 55mo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità – ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi – Con la decisone dell’apposito Comitato di selezione Unesco, si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante".

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