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Il flop dell'olio vergine di oliva sul mercato spagnolo

L'associazione degli industriali oleari iberica segnala che, nonostante l'olio vergine abbia permesso politiche commerciali aggressive da parte della Grande Distribuzione, ha perso l'appeal del consumatori che hanno preferito l'olio di oliva o l'extra vergini

11 febbraio 2019 | T N

 Dopo più di un decennio di successi, l'olio di oliva vergine sta scomparendo anche dagli scaffali spagnoli.

A certificarlo l'Anierac, secondo cui l'anno scorso la categoria vergine ha rappresentato solo l'8% delle vendite totali di oli d'oliva, per un totale di 25,5 milioni di litri. Ben lontano dai quasi 118 milioni di litri di extravergini e persino dai 114 milioni di olio di oliva “delicato”e dai 50 milioni di olio di oliva “intenso”.

A partire dal 2000, anno in cui inizia la perdita di protagonismo dell'oliva vergine sul mercato, comincia il forte aumento della commercializzazione dell'oliva extra vergine. Si tratta degli anni '90 del secolo scorso, quando l'oliva extravergine supera per la prima volta la barriera dei 50 milioni di litri confezionati e commercializzati secondo i dati di Anierac.

Nonostante questo trend ben delineato e affermato, l'olio di oliva vergine ha mantenuto una sua dimensione commerciale come prodotto che grazie a quotazioni di 25-35 inferiori rispetto all'extra vergine, permetteva politiche commerciali più aggressive da parte della Grande Distribuzione.

Pian piano però l'extra vergine prende il sopravvento, con il 2007 che segna una svolta, in quanto per la prima volta le aziende associate ad Anierac superano i 100 milioni di litri di olive extravergine vendute.
Oggi l'epilogo.
Le vendite di olio di oliva vergine nel 2018 sono state le più basse degli ultimi sette anni, mentre le vendite di olio extra vergine di oliva sono state le più alte degli ultimi sei anni, secondo i dati di Anierac.

 

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