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I fitofarmaci, a partire dal glifosato, sono tornati a essere sorvegliati speciali

Mentre il Tribunale di Lione revocava l’autorizzazione al Roundup Pro 360, evocando un “principio di precauzione”, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione per rendere ancora più stringenti le procedure di autorizzazione per i fitofarmaci

25 gennaio 2019 | T N

Troppi fitofarmaci nei piatti dei cittadini europei. Questa è almeno l'opinione, espressa a larghissima maggioranza, dal Parlamento europeo che ha chiesto alla Commissione nuove procedure di autorizzazione per i fitofarmaci, affinchè non si ripeta un caso glifosato.

Nel mentre il Parlamento europeo votatava tale risoluzione, il Tribunale francese di Lione revocava l'autorizzazione al Roundup Pro 360, erbicida a base di glifosato, perchè il prodotto presenta “rischi ambientali suscettibili di nuocere in modo grave alla salute umana”.

I giudici hanno ritenuto che l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro (Anses) abbia “commesso un errore di valutazione in materia di principio di precauzione" quando nel 2017 concessero l'autorizzazione al commercio e all'uso di tale erbicida. Nella sentenza il tribunale lionese ha citato le conclusioni alle quali è giunto il Centro internazionale di ricerca sul cancro (Circ), Secondo le quali il glifosato dovrebbe “essere considerato come una sostanza dal potenziale cancerogeno per l’essere umano”.

Negli stessi giorni il Parlamento europeo ha ricordato che circa il 50% degli alimenti analizzati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare nel 2016 conteneva residui di pesticidi, di cui il 3,8% superava i limiti consentiti per legge.

Per proteggere al meglio la salute dei cittadini il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di mettere in pratica delle azioni che perfezionino la gestione dell’uso dei pesticidi nell’UE.

Procedure d’approvazione dell’uso di pesticidi più trasparenti

Nel febbraio del 2018 il Parlamento ha istituito una Commissione speciale per indagare sulle procedure di autorizzazione europee per l’uso di pesticidi. Il 16 gennaio 2019 gli eurodeputati riuniti in seduta plenaria hanno approvato la relazione finale della Commissione in cui si richiede l’introduzione di procedure più trasparenti che assicurino una chiara responsabilità politica.

Gli eurodeputati hanno suggerito una lista di idee per poter intraprendere questa strada. In primis, si richiede di garantire il pubblico accesso agli studi utilizzati nella procedura d’autorizzazione. Si consiglia ai produttori che richiedono l’approvazione di nuove sostanze di registrare in un registro pubblico tutti gli studi normativi eseguiti, così da assicurare che tutte le informazioni rilevanti siano prese in considerazione. Gli esperti scientifici, prosegue la lista stilata dagli eurodeputati, dovrebbero revisionare gli studi riguardanti la cancerogenicità del glifosato e stabilire dei livelli massimi di residui per il terreno e le acque di superficie. Inoltre, i pesticidi e le loro sostanze attive dovrebbero essere testati scrupolosamente, nell’analisi bisogna tenere in conto anche degli effetti cumulativi e della tossicità a lungo termine. Infine, i pesticidi non dovrebbero più essere utilizzati in prossimità delle scuole, delle strutture per l’infanzia, dei campi da gioco, degli ospedali, delle cliniche ostetriche e delle case di cura.

Migliorare l’accesso agli studi sulla sicurezza della catena alimentare

Nel dicembre del 2018 il Parlamento ha votato a favore di un aggiornamento della legislazione alimentare che comprende la sicurezza del cibo in tutti gli stadi della catena alimentare, inclusa la salute animale, la protezione delle piante e la produzione.

Le nuove regole proposte mirano a migliorare l’accesso pubblico agli studi utilizzati dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare per ciò che riguarda la valutazione dei rischi della produzione del cibo, così da assicurare l’affidabilità, l’oggettività e l’indipendenza delle ricerche.

Dovrebbe essere creato un registro comune europeo per gli studi commissionati, così che l’Agenzia possa controllare che le aziende non nascondano studi contrari ai loro interessi. Se c’è ragione di dubitare delle prove fornite da chi ha inoltrato domanda, l’Agenzia potrebbe richiedere degli ulteriori studi.

Interferenti endocrini

Le sostanze che agiscono da interferenti endocrini sono usate in agricoltura per proteggere le piante dai parassiti mutandone i processi di crescita o di riproduzione. Queste sostanze possono avere un impatto sulla salute umana e possono essere causa di alcune forme tumorali legate ai cicli ormonali, del diabete e dell’infertilità.

Nell’ottobre del 2017 gli eurodeputati hanno bloccato la proposta redatta dalla Commissione europea che avrebbe permesso l’esenzione di alcuni prodotti chimici contenuti nei pesticidi dall’essere identificati come interferenti endocrini nonostante siano stati in realtà progettati proprio per attaccare il sistema endocrino di un organismo.

Promuovere le alternative

Gli europei hanno speso €30,7 miliardi in cibo biologico nel 2016, attestando un aumento del 50% rispetto al 2012. Nel 2018 gli eurodeputati hanno aggiornato le norme esistenti sulla produzione e l’etichettatura biologica in risposta agli ingenti cambiamenti avvenuti nel settore.

Nel 2017 gli eurodeputati hanno inoltre adottato una risoluzione con cui si richiede alla Commissione europea di presentare una proposta per accelerare la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione dei pesticidi a basso rischio.

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