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La guerra commerciale tra Unione europea e Stati Uniti si intreccia con la riforma della Pac
I tagli al bilancio dell'Unione europea post Brexit rischiano di mettere a rischio l'agricoltura che può diventare l'oggetto prediletto di scontro tra le due sponde dell'Atlantico. Dalle olive spagnole ai dazi su boubon, cereali e burro d'arachidi
22 giugno 2018 | T N
Acciaio e olive, così può iniziare la storia della guerra commerciale tra Unione europea e Stati Uniti.
I dazi sull'acciaio e l'alluminio hanno fatto infuriare la Germania e tutto il blocco continentale dell'Unione europea, quelli sulle olive, la cui decisione finale è attesa per fine luglio e che metterebbe fuori mercato quelle spagnole negli States, ha scatenato la dura reazione del blocco mediterraneo. Coinvolti, infatti, sono principalmente due paesi ma non è da escludere che la platea dei prodotti si allarghi, magari toccando vino e olio d'oliva, quindi mettendo in difficoltà pure l'agricoltura italiana.
Al momento non si vedono i presupposti di uno stop all'escalation di quella che è, da tutti i punti di vista, una guerra commerciale tra le due sponde dell'Atlantico che, fino a poco più di due anni fa, invece parlavano di un trattato di libero scambio, il TTIP, poi naufragato con l'uscita di scena di Barak Obama.
L'agricoltura potrebbe divenire quindi l'anello debole dell'economia europea, quello che maggiormente può subire il forte impatto della guerra commerciale.
Oggi la Commissione europea ha deciso di imporre dazi, per un valore complessivo di 2,8 miliardi, su jeans, il bourbon, scarpe da ginnastica, i cereali, il burro d'arachidi e le moto. Un lungo elenco che va a colpire marchi simbolo Usa come Levi's, Nike, All Stars, Kellog's e Harley Davidson.
In questo contesto, ricordando che sono in piedi le sanzioni alla Russia che bloccano gran parte dell'export agroalimentare europeo, si inizierà a discutere di riforma della Pac, la politica agricola comunitaria.
Sul piatto, per la sola Italia, 2,7 miliardi di euro di tagli nel prossimo quinquennio. Nel periodo finanziario 2021-2027 all'Italia dovrebbero andare complessivamente 36,3 miliardi, suddivisi in 24,9 miliardi per i pagamenti diretti, 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale e 2,5 miliardi per le misure di mercato.
La proposta per la nuova Pac prevede un taglio del 5% dei fondi a prezzi correnti, del 12% in termini reali. Un taglio dovuto alla necessità per la Commissione di trovare soldi per fronteggiare la Brexit e l'emergenza migranti, ma che ha già provocato la levata di scudi di un gruppo di stati europei.
Un memorandum contro i tagli è stato firmato da Francia, Spagna, Finlandia, Portogallo, Grecia e Irlanda.
"L'agricoltura italiana è sotto tiro, lo sono i coltivatori e le loro produzioni, è il momento di contrattaccare - ha detto il neo-Ministro Centinaio -. Il mio nemico numero 1 sarà l'italian sounding. E tutelerò l'agricoltura italiana anche contro un'Unione Europea che determinate sensibilità non ne ha".
La riforma Hogan prevede anche un tetto agli aiuti diretti a 100.000 euro, per reindirizzare fondi alle imprese più piccole, e più flessibilità agli stati, ma anche più responsabilità, per l'applicazione delle regole.
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