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L'oliveto biologico spagnolo stabile nel 2017
La coltura bio permanente più diffusa, come in Italia, è proprio l'olivo. L'Andalusia è la regina delle regioni organiche iberiche con oltre 75 mila ettari. In tutta la Spagna solo 854 frantoi e stabilimenti di confezionamento biologici
22 giugno 2018 | T N
L'olivicoltura biologica iberica rimane stabile anche nel 2017, con quasi 200 mila ettari coltivati, quasi 50 mila in più dell'arboricoltura da noce e quasi il doppio del vigneto bio.
Se guardiamo alle zone geografiche, come prevedibile, l'estensione maggiore è in Andalusia, con 75 mila ettari, seguita dalla Castilla-Mancha con 64 mila ettari, dall'Estremadura con 29 mila, la Catalogna con 8 mila e Valencia con 4 mila.
Nonostante in Andalusia si concentri il 60% dell'olivicoltura della Spagna, quindi, la superficie a biologico rappresenta solo il 38% del totale, mentre l'area olivicola biologica per eccellenza è rappresentata da Castilla-Mancha, regione olivicola in forte ascesa negli ultimi anni.
Se il numero di ettari olivetati organici in Andalusia è modesto, se rapportati al totale, in questa regione vi è il record di frantoi e stabilimenti di confezionamento certificati per il biologico: 374, di cui 87 nella provincia di Siviglia, 91 a Cordoba, 70 a Jaen e 44 ciascuno a Malaga e Granada.
Nell'area della Castilla-Mancha i frantoi e stabili9menti di confezionamento attivi sono 152, di cui 66 nella provincia di Toledo, 44 a Ciudad Real, 20 a Albacete e 17 a Cuenca.
In totale in Spagna vi sono solo 854 frantoi e stabilimenti di confezionamento che si dedicano alla lavorazione e al confezionamento dell'olio di oliva bio.
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