Mondo

Exploit del vino italiano in cina, sperando non sia una bolla

La Francia comincia a cedere sul fronte dell'export vitivinicolo in cina, a favore di competitor sempre più agguerriti, tra cui italiani e australiani. L’Italia ha chiuso il primo trimestre con vendite per oltre 45 milioni di euro e una quota di mercato che sale al 7%

25 maggio 2018 | C. S.

“Sarà un Vinexpo Hong Kong da protagonista per l’Italia del vino, che assieme all’Australia sta facendo segnare il migliore trend di crescita in Cina. Il + 41,4% registrato nelle importazioni dal Dragone nel primo trimestre 2018 – contro una media import del Paese a +18,1% – consolida il sorpasso sulla Spagna al 4° posto e soprattutto rappresenta un segnale tangibile del recupero del vino italiano su una piazza da sempre considerata difficile”. Lo ha detto, alla vigilia di Vinexpo Hong Kong, la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta. “Le elaborazioni del nostro Osservatorio Paesi terzi – ha proseguito Ballotta – ci dicono che il grande mercato va aggredito sempre di più attraverso l’hub commerciale di Hong Kong per i rapporti con il trade e tramite il canale digitale per l’off trade: sul web infatti passano ormai il 19% degli acquisti di vino, che rappresenta la quota più alta al mondo di vendite di vino online. Per questo – ha concluso – Business Strategies parteciperà a Vinexpo con una collettiva di 22 aziende tricolori e il prossimo 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, lancerà su WeChat una nuova piattaforma e-commerce in partnership con il principale gruppo editoriale di Shanghai, lo Shanghai Morning Post”.

Secondo l’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, realizzato in collaborazione con Nomisma Wine-Monitor, l’Italia ha chiuso il primo trimestre con vendite per oltre 45 milioni di euro e una quota di mercato che sale al 7%, complice l’exploit dei fermi imbottigliati (+41%) che rappresentano l’87% del prodotto importato. Se l’Italia dovesse mantenere questo trend a fine 2018 potrebbe superare per la prima volta quota 200 milioni di euro di vendite nel mercato cinese. Una performance notevole se si pensa che 2 anni fa il valore era di 120 milioni di euro.

Sempre su base dogane cinesi, sul fronte dei competitor bene anche l’Australia in formato exploit come l’Italia (+41,4%) e si avvicina sempre più alla leader Francia che con un timido +1,3% cede 6 punti di market share, ora al 35,7% contro il 28,2% degli Aussies. Sul podio ancora il Cile che non approfitta in pieno del ‘dazio 0’ a Pechino e cresce sostanzialmente in linea con il mercato (+16,7%), come pure la Spagna, quinta a +19,9%.

La collettiva delle 22 aziende targate Taste Italy! – il brand di Business Strategies per la promozione del made in Italy in Cina – sarà a Vinexpo Hong Kong (29-31 maggio) con un presidio di 200 mq dedicato al prodotto enologico tricolore. Le etichette di punta delle cantine saranno protagoniste di 6 degustazioni sulle macro-aree enologiche regionali guidate da Sam Chen, campione di blind tasting e head teacher della Taste Italy! Wine Academy, la wine school di Business Strategies interamente rivolta ai consumatori cinesi già presente con i suoi corsi a Pechino, Shangai e Wuhan, la città più popolosa della Cina centrale. Guangzhou, Chengdu, Qingdao, Hangzhou e Suzhou sono inoltre le città in cui verranno attivati i corsi entro la fine dell’anno.

La nuova e unica piattaforma di e-commerce esclusivamente dedicata al wine&food italiani promossa da Business Strategies e lo Shanghai Morning Post, partner dell’azienda fiorentina nel progetto di promozione e valorizzazione “Absolute Italy Lifestyle”, sarà presentata a Shanghai in occasione della festa della Repubblica Italiana. La start-up, attiva dal 2 giugno sul fronte “wine” con 15 aziende e circa 50 etichette inserite, è un negozio virtuale per vini che vanno dalla fascia premium all’entry-level, ed è pensata per promuovere i prodotti italiani ai consumatori nel gigante asiatico attraverso contenuti altamente targetizzati in lingua cinese.

Potrebbero interessarti

Mondo

Raccolto promettente negli oliveti della Sierra de Cazorla in Spagna

L'elevato numero di frutti per germoglio lascia intravedere una campagna olearia superiore alla media. Tuttavia, la DOP Aceite Sierra de Cazorla invita alla prudenza: saranno l'andamento climatico, la disponibilità d'acqua e la formazione dell'olio nei prossimi tre mesi a determinare il risultato finale

04 agosto 2026 | 11:00

Mondo

Olio d'oliva, l'accusa di OliveA: le importazioni tunisine vengono usate per deprimere i prezzi all'origine

L'associazione spagnola OliveA Tradición y Progreso denuncia un utilizzo sempre più esteso delle importazioni di olio tunisino, in particolare attraverso il regime di perfezionamento attivo. Così si mantengono sotto pressione le quotazioni riconosciute agli olivicoltori

04 agosto 2026 | 09:00

Mondo

L'olivicoltura tradizionale di Jaén alla prova della sostenibilità economica: i costi nascosti mettono in crisi il modello produttivo

Una ricerca basata sul metodo OliCost rivela che la principale minaccia per l'olivicoltura tradizionale non è il prezzo dell'olio, ma una struttura aziendale frammentata e l'incapacità di contabilizzare i reali costi di produzione

03 agosto 2026 | 14:00

Mondo

La Spagna investe sempre più nell'olivicoltura irrigua: 9000 ettari in Castilla La Mancha

Il governo regionale ha presentato alla Confederazione Idrografica del Guadalquivir un progetto per trasformare tra 6.000 e 9.000 ettari di oliveto da asciutto a irrigato. L’intervento, sostenuto da un investimento di 15 milioni di euro

03 agosto 2026 | 11:00

Mondo

Olio di oliva, il mercato si stabilizza in Spagna: vendite piatte ma segnali di ripresa

Dopo anni di rincari e scarsità di prodotto, il settore degli imbottigliatori chiude il primo semestre della campagna 2025/2026 con volumi quasi invariati. Ma nel secondo trimestre si registra un +3,46%, sintomo di una graduale ripresa dei consumi

03 agosto 2026 | 09:00

Mondo

Olive da tavola spagnole in difficoltà: export in calo del 9%, crollo del mercato Usa

Il rapporto del Ministero dell’Agricoltura spagnolo fotografa una fase complessa per la filiera: diminuiscono le esportazioni, aumentano la pressione competitiva di Egitto e Turchia e gli operatori denunciano il peso dei costi produttivi e delle barriere commerciali

02 agosto 2026 | 10:00