Mondo
Il valore dei terreni nell'Unione europea, specchio della differente competività agricola
Dai 1165 euro per un ettaro di seminativo in Bulgaria fino ai 108 mila della Liguria. Il livello dei prezzi dei terreni dipende da una serie di fattori nazionali, territoriali e agronomici ma anche di mercato. Gli incrementi di valore più consistenti nell'Est europeo
23 marzo 2018 | T N
Eurostat, sulla base dei dati ricevuti dai Paesi membri, per il periodo 2011-2016 ha calcolato la media del costo dei terreni agrari e degli affitti.
Solo Belgio, Germania, Cipro, Malta, Austria e Portogallo non hanno risposto al sondaggio.
Il livello dei prezzi dei terreni dipende da una serie di fattori nazionali (leggi), territoriali (clima, vicinanza alle reti) e agronomici (qualità del suolo, pendenza, drenaggio, ecc.) nonché dal mercato, dove un'influenza hanno anche le norme in materia di proprietà straniera.
In media, i Paesi Bassi hanno registrato il prezzo d'acquisto più caro dell'Ue, pari a 63 mila euro per un ettaro di terreno a seminativo nel 2016. Il prezzo dei seminativi in ogni regione dei Paesi Bassi era superiore a quello di tutte le altre regioni. Tuttavia, tra le regioni europee, il prezzo più alto registrato per un ettaro destinato a seminativo è stato registrato in Liguria: 108 mila euro.

I terreni a seminativo più a buon mercato si trovano invece in Romania, con un ettaro che nel 2016 costava in media 1958 euro. A livello regionale, il prezzo più basso per un ettaro di terreno lo troviamo nella regione Yugozapaden della Bulgaria: in media 1165 euro.
Le differenze di prezzo tra le varie regioni europee è quindi evidentissima ma il valore dei terrei nell'est europeo sta rapidamente lievitando.
In Repubblica ceca, dal 2011 al 2016, infatti il prezzo è triplicato. In Lituania, Estonia, Lettonia e Ungheria è raddoppiato. Aumenti si sono registrati in tutti i paesi dell'Unione europea, anche se con tassi di crescita molto più bassi.
Ovviamente il prezzo di acquisto di seminativi irrigui è stato maggiore rispetto alle terre non irrigabili, fino a sei volte nella Murcia spagnola.
Se andiamo a analizzare i costi per l'affitto scopriamo che, nuovamente, il prezzo più alto è olandese: in media 791 euro/ettaro all'anno. Il prezzo medio più basso nazionale, invece, lo abbiamo in Lettonia con soli 46 euro/ettaro all'anno.

Se guardiamo a livello regionale, il costo di affitto piuù basso di tutta l'Unione europea lo abbiamo nelle regioni Mellersta Norrland e Övre Norrland in Svezia con soli 28 euro/ettaro all'anno.
Nel complesso l'estrema eterogeneità nei costi, di acquisto o di affitto, dei terreni agricoli contribuisce a spiegare anche i diversi tassi di competitività delle agricolture dei diversi paesi dell'Unione europea.
Potrebbero interessarti
Mondo
Nuove regole per l’applicazione del regolamento europeo sugli imballaggi
Il regolamento fissa una serie di obiettivi strutturali al 2030, destinati a ridisegnare il settore. Tra questi spiccano l’obbligo di rendere gli imballaggi riciclabili e l’introduzione di quote minime di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica
09 aprile 2026 | 10:00
Mondo
Record produttivi di grano in Asia, calano nel resto del mondo
Raccolti di grano in tutto il mondo di 820 milioni di tonnellate, con un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. La guerra in Iran ha introdotto un'ulteriore incertezza sulle prospettive per il grano e il mais
08 aprile 2026 | 10:00
Mondo
In Andalusia metà dell'oliveto biologico spagnolo
La fotografia dell'agricoltura biologica spagnola continua a essere fortemente legata alle colture tipiche del Mediterraneo. I comparti principali restano infatti frutta a guscio (30%), oliveto (10%) e cereali (5%)
08 aprile 2026 | 09:00
Mondo
Contro il caro fertilizzanti Italia e Francia chiedono lo stop al CBAM
Serve per evitare un forte impatto sui costi di produzione agricoli, in particolare nel settore delle grandi colture che necessitano dei fertilizzanti il cui reperimento in questo periodo è diventato più difficoltoso. Il quadro è stato aggravato dalla guerra in Medio Oriente
07 aprile 2026 | 10:00
Mondo
La Spagna punta all'identità dell'olio d'oliva con DOP e IGP
In evidenza il legame diretto tra agricoltura sostenibile e qualità del prodotto finale. In Spagna ormai si contano 34 riconoscimenti DOP e IGP che certificano non solo l’elevata qualità del prodotto, ma anche il suo legame con il territorio di origine
03 aprile 2026 | 09:00
Mondo
Il nuovo colosso australiano-americano dell'olio di oliva
L’australiana Cobram Estate Olives, società quotata alla borsa di Sydney con una capitalizzazione superiore al miliardo di dollari, ha finalizzato l’acquisizione di California Olive Ranch. Il mercato statunitense dell'olio di oliva cambia
02 aprile 2026 | 12:00