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La Spagna quasi doppia l'Italia nel mercato giapponese dell'olio d'oliva

In Giappone a dominare la scena è l'extra vergine. Il consumo pro capite resta comunque molto limitato: 350 grammi all'anno, un valore più molto più basso che in altri paesi, dove comunque non fa parte della dieta tradizionale

23 febbraio 2018 | T N

I giapponesi sono interessati all'olio extra vergine di oliva. Il 64% della popolazione ha assaggiato o vuole assaggiare l'olio che resta, però, un prodotto etnico.

Il consumo è limitato a 350 grammi pro capite all'anno, inferiore ad altri paesi dove non fa parte della cucina tradizionale.

Nonostante questi dati il mercato giapponese è estremamente interessante, poiché le importazioni, nel 2017, hanno superato le 57 mila tonnellate, di cui il 77% è extra vergine. Un dato molto simile a quello italiano.

Si tratta di un mercato anche estremamente ricco, visto che le esportazioni valgono quasi 270 milioni di euro, per un prezzo medio di acquisto che supera i 4,7 euro/kg.

Il mercato nipponico è dominato dalla Spagna, con quasi 34 mila tonnellate di export, per 143 milioni di euro, a fronte delle 20 mila tonnellate italiane per 112 milioni di euro di export.

E' quindi evidente che la Spagna sta vincendo, quasi doppiando, l'Italia in termini di volumi, mentre il nostro Paese riesce a vendere con un maggiore valore aggiunto.

Non è infatti un caso che la Spagna vende il 59% di extra (contro il 77% del mercato), il 36% di olio d'oliva e la restante parte di altri oli, contro l'Italia che, praticamente, vende solo extra vergine.

Spagna e Italia detengono quasi il 95% del mercato, a seguire la Turchia con l'1,7% in volume e l'1,4% in valore, poi Grecia, Australia e Cile.

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