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Il boom dell'olio d'oliva cileno è già finito

Dopo anni di crescita tumultuosa, l'olivicoltura cilena ha raggiunto il suo picco e una fase di consolidamento, volta ad aumentare la produttività e ridurre l'alternanza

24 maggio 2017 | T N

Il mondo dell'olio di oliva cileno ha ormai raggiunto il suo picco, secondo gli ultimi dati del Ministero dell'agricoltura del Paese sudamericano.

Il tasso di crescita delle nuove olivete si è stabilizzato e ridotto a qualche centianio di ettari all'anno. Non ci sono nuove realtà imprenditoriali disposte a investire in olivicoltura ma sono quelle già esistenti che pensano a consolidarsi.

Oggi l'olivicoltura cilena vanta 25 mila ettari olivetati, con varietà prevalentemente italiane, spagnole, la israeliana Barnea e l'americana Mission.

Oggi lo sforzo prevalente delle imprese olivicolo-olearie cilene è quello di consolidare il livello produttivo raggiunto, in particolare aumentando la produttività ad ettaro e riducendo l'alternanza di produzione.

Dopo un periodo di forte crescita dei nuovi oliveti e, subito dopo, di intenso lavoro sul miglioramento della qualità degli oli, l'olivicoltura cilena sembra aver raggiunto una sua maturità.

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