Mondo

Una PAC su misura di agricoltura europea con più ricerca e innovazione

La mission dell'agricoltura europea, secondo il pensiero del Commissario Hogan, sarà quella di soddisfare la crescente domanda di alimenti sani, sicuri e certificati per il ceto medio mondiale. Serve innovazione e così, fino al 2020 verranno stanziati 1,5 miliardi di euro per la ricerca agricola e agroalimentare

07 aprile 2017 | Alberto Grimelli

Nel corso del suo tour in Italia, il Commissario all'agricoltura Phil Hogan, che visiterà anche Vinitaly e Sol&Agrifood a Verona, ha tratteggiato alcune delle linee guida della nuova Politica Agricola Comunitaria.

Un passaggio centrale sulla PAC post 2020, oggetto di consultazione pubblica fino a 2 maggio prossimo, è stato presentato in occasione dell'inaugurazione del 264 anno accademico dei Georgofili a Firenze.

Ai più scettici, il Commissario Phil Hogan ha ribadito che l'Unione europea è solida e, nonostante la Brexit, rimane forte e in buona salute. Certo non esiste nulla al mondo che sia irrevocabile ma Hogan si è detto convinto che al bivio l'Europa sceglierà più unità. “Troppo spesso ci si dimentica degli obiettivi raggiunti – ha ricordato il Commissario all'agricoltura – la PAC doveva servire a sfamare l'Europa ed è stato un successo oltre le aspettative, tanto che ormai l'Unione europea è il maggior esportatore mondiale di cibi e bevande.”

Certo non è un'Europa, né una PAC, semplice, “come l'aveva pensata Spinelli”, ricorda Hogan. Sulla semplificazione “ho battuto molto negli ultimi due anni, con ben 300 modifiche di procedimenti presentate. Un processo che continuerà per molti anni ancora. Un esempio? Quello che riguarda i sussidi erogati dagli enti pagatori: ho proposto che prima che la domanda venga presentata dagli agricoltori, si effettui un controllo preliminare in modo da eliminare gli eventuali piccoli errori che impediscono l'erogazione del sussidio e le possibili sanzioni che ne deriverebbero”.

Ma se la PAC nei decenni successivi alla fondazione della Comunità europea e poi Unione europea ha pensato a dover garantire sicurezza alimentare alla propria popolazione, quale dovrà essere la mission dei prossimi decenni? “Con l'indiscutibile qualità dei nostri prodotti, noi siamo i più indicati di chiunque altro a rispondere alla domanda crescente del ceto medio mondiale” ha dichiarato Hogan.

Sarà quindi una PAC sempre più orientata al mercato, sostenendo i piccoli e medi agricoltori.

Sollecitato dal Presidente dell'Accademia dei Georgofili Giampiero Maracchi, che ha puntato l'indice contro gli eccessi di una logica competitiva, Phil Hogan ha ammesso che una delle sfide della PAC post 2020 sarà sostenere gli agricoltori di fronte alla volatilità dei prezzi di mercato, volatilità non più facilmente controllabile in un mercato mondiale senza però dimenticare che, con una bilancia commerciale agroalimentare in attivo da ben sette anni “gli agricoltori europei e le filiere agroalimentari sono oggi estremamente competitivi sui mercati internazionali, particolarmente quando si tratta dei nostri prodotti di origine, famosi in tutto il mondo. Qui l'Italia è “prima inter pares”, voi fate strada tra le altre nazioni europee per quanto riguarda il numero di prodotti registrati con marchi di qualità.”

Il Commissario Hogan, come ha fatto notare durante la conferenza toscana sull'agricoltura, non è preoccupato neanche per Brexit e Trump: “Con il Regno Unito c'è un legame molto forte. Una loro legge impone che il 40% dei prodotti venga importato, quindi da questo punto di vista non vedo problemi per il futuro. Inoltre sono fiducioso si possa arrivare, a breve, ad una sorta di accordo di libero scambio che porterebbe benefici reciproci - ha detto Hogan - Riguardo agli Usa i cittadini americani hanno dimostrato e dimostrano di voler prodotti agro-alimentari di qualità, come dimostra il +11% di esportazioni nel 2016. Spero che Trump, che ha fatto la propria scelta, non imponga dazi troppo elevati. Ma anche nel resto del mondo vogliamo continuare a crescere. L'anno passato sono stato in Cina, Messico, Colombia e prossimamente mi recherò in Arabia Saudita e Iran, accompagnato da prodotti e produttori di qualità. L'Ue quest'anno metterà a disposizione 130 milioni di euro per spingere i propri paesi a promuovere i loro prodotti”

Per proseguire lungo questa strada, però, c'è anche bisogno di innovazione. E' questa la ragione per cui, fino al 2020, l'Unione europea spenderà in ricerca agricola e agroalimentare 1,5 miliardi di euro.

L'Unione europea ha elevato la qualità – ha dichiarato Hogan – a fulcro filosofico del nostro sistema agroalimentare.”

Una qualità che va intesa a tutto tondo.

“Ho chiesto e ottenuto dal Commissario europeo la disponibilità a inserire il rispetto delle normative sul lavoro come condizione per accedere ai finanziamenti comunitari in agricoltura” ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
“Mi adopererò - ha poi confermato Hogan - per inserire nuove misure che riguardino il rispetto delle normative sul lavoro nella nuova programmazione”.

Hogan, nel dare avvio al 264 anno accademico dei Georgofili, ha quindi lanciato un appello a partecipare attivamente alla pubblica consultazione, che si chiuderà il 2 maggio prossimo, sulla riforma della PAC post 2020. Al momento sono arrivate 27 mila risposte, di cui 1200 dall'Italia. “La PAC – ha concluso il Commissario europeo all'agricoltura – è realmente una politica europea e un reale trionfo della cooperazione politica al di là dei miopi interessi nazionali.”

Potrebbero interessarti

Mondo

La Spagna rafforza la tracciabilità sull'olio d'oliva: obbligo di conferma per gli oli sfusi

La modifica del Real Decreto 760/2021 introduce nuovi adempimenti per gli operatori della filiera olearia spagnola. Alla ricezione degli oli sfusi sarà necessario confermare telematicamente la consegna e la corrispondenza dei dati dichiarati. Diventa inoltre obbligatorio caricare nel sistema informatico il bollettino di analisi o il documento equivalente

15 ottobre 2026 | 11:00

Mondo

Imbottigliatori spagnoli contro l'ammasso privato dell'olio d'oliva

Le associazioni spagnole dell’industria olearia e dell’export contestano la proposta del Ministero dell’Agricoltura di ritirare obbligatoriamente l’olio di oliva dal mercato. La misura potrebbe aumentare i costi, alterare la concorrenza e favorire i Paesi concorrenti

14 ottobre 2026 | 11:00

Mondo

Crollano le esportazioni di olio d’oliva turche: -62% in volume

Tra novembre 2025 e agosto 2026 le vendite estere di olio turco scendono a 17.721 tonnellate. Più resiliente l’oliva da tavola, mentre il comparto perde complessivamente quasi un terzo del valore

14 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

A Bruxelles i costi di produzione dell'olio di oliva spagnolo: a rischio la redditività di gran parte degli oliveti

L’associazione dei Comuni olivicoli spagnoli ha presentato al gruppo di esperti della Commissione europea le nuove analisi sui costi dell’olio extravergine e delle olive da tavola. Con il calo delle quotazioni degli ultimi mesi, numerosi sistemi produttivi non riescono a coprire i costi

13 ottobre 2026 | 10:30

Mondo

I primi no all'aiuto all'ammasso privato dell'olio di oliva in Spagna: rischia di alterare concorrenza e prezzi

La produzione spagnola 2026/27 è stimata a 1,60 milioni di tonnellate, il 23% in più rispetto alla campagna precedente. Ma l’ipotesi di attivare il meccanismo di ritiro temporaneo dell’olio in caso di eccesso di offerta suscita le perplessità della Commissione nazionale dei mercati e della concorrenza

12 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

Ucraina, Bruxelles al lavoro per sbloccare le esportazioni agricole: sul tavolo 1,1 miliardi di euro

La Commissione europea conferma i contatti con Kiev per potenziare i “corridoi di solidarietà”. La richiesta ucraina riguarda la copertura dei maggiori costi logistici necessari a mantenere aperti i flussi di grano, semi oleosi e altri prodotti agricoli verso i mercati internazionali

11 ottobre 2026 | 10:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati