Mondo

Nuovo stallo sul regolamento per il biologico. Tutto rimandato all'anno che verrà

La riforma della legislazione comunitaria sul biologico è iniziata nel 2014 ma ancora non si è trovata la quadra del cerchio. Nuova fumata nera durante il Consiglio dei Ministri dell'agricoltura del 12 e 13 dicembre. I punti caldi sono emissioni, deroghe alla raccolta dei dati, sementi e sostanze non autorizzate

16 dicembre 2016 | T N

Nuovo stallo a Bruxelles sul regolamento per il biologico, ormai in discussione da due anni.

Anche nella riunione del 12-13 dicembre scorso non si è trovata la quadra e tutto è stato rimandato all'anno nuovo. Il Consiglio dei Ministri agricoli ha deciso quindi di rinviare nuovamente il dossier ma la Commissione si sta spazientendo e potrebbe essere tentata di avviare l'iter legislativo per la sua proposta.

L’Esecutivo comunitario ha infatti manifestato la propria intenzione a non ritirare la proposta di riforma del Regolamento (CE) n. 834/2007 relativo alla produzione e etichettatura dei prodotti biologici nel corso del 2017.

La presidenza slovacca ha dovuto riconoscere che sarà necessario un "periodo di riflessione" prima di rimettere mano al dossier bio nel 2017:  "la presidenza ha informato il Consiglio - riferisce la nota ufficiale di Bruxelles - che, nonostante i considerevoli progressi fatti negli ultimi triloghi, nessun accordo potrà essere raggiunto entro la fine dell'anno. Questo a causa dell'impossibilità di trovare un compromesso relativamente a emissioni, deroghe alla raccolta dei dati, sementi e sostanze non autorizzate".

La proposta originaria della Commissione conteneva sostanzialmente tre novità: la modifica del regime di importazione dei prodotti biologici, in base alla quale i Paesi terzi potranno esportare in Ue prodotti biologici solo conformemente alle norme produttive europee o in base a regimi di reciprocità. Poi l'introduzione della certificazione di gruppo che mira ad agevolare l'ingresso nel mercato del biologico delle piccole aziende produttive. Infine resta l'obbligo di un controllo annuale con relative norme mantenute all'interno del regolamento del biologico per una maggiore semplificazione e chiarezza.

La questione, però, è assai spinosa anche per la Commissione europea che dovrebbe agire in regime di codecisione con il Parlamento.

Paolo De Castro, coordinatore del gruppo S&D al Parlamento europeo, parla di “riduzione di standard invece che miglioramento”, e punta il dito sulla possibile riduzione dei “controlli sulle soglie d’ingresso dei prodotti biologici importati” e su “l’eccesso di burocrazia sia per quanto riguarda le aziende al loro interno che per le realtà miste”. Per questi motivi, spiega il coordinatore S&D, il Parlamento europeo potrebbe opporsi alla proposta di riforma della Commissione europea.

Tutto è quindi rimandato all'anno che verrà.

Potrebbero interessarti

Mondo

Export di olio d'oliva tunisino in forte crescita: ricavi a +45%

Nei primi otto mesi della campagna olearia 2025/2026 la Tunisia esporta 352 mila tonnellate di olio di oliva, con un incremento del 56,7% rispetto all'anno precedente. Tra novembre 2025 e la fine di giugno 2026 il valore delle vendite all'estero ha raggiunto 4,394 miliardi di dinari

28 luglio 2026 | 10:00

Mondo

Caldo estremo e siccità frenano le previsioni sulla prossima campagna olearia in Extremadura

Le due ondate di calore di luglio aumentano le preoccupazioni tra gli olivicoltori spagnoli. APAG Extremadura ASAJA invita alla prudenza sulle stime produttive 2026/2027 mentre il mercato dell’olio di oliva resta sostenuto da scorte ridotte e vendite elevate

27 luglio 2026 | 16:00

Mondo

Champagne, la vendemmia 2026 parte con una resa più bassa: il limite scende a 8.800 kg per ettaro

Il Comité Champagne riduce ancora i quantitativi commercializzabili per riequilibrare gli stock e adeguare la produzione alla domanda. Una scelta condivisa tra vigneron e maison per difendere qualità e valore della denominazione

27 luglio 2026 | 15:00

Mondo

L’olivo guarda all’Asia Centrale: Uzbekistan e Kazakistan puntano alla nascita di una nuova filiera

Dagli accordi internazionali agli investimenti privati, cresce l’interesse per la coltivazione dell’olivo in una regione oggi fortemente dipendente dalle importazioni ma adatta alla produzione di olio di oliva

27 luglio 2026 | 10:00 | Giosetta Ciuffa

Mondo

La Spagna prepara il piano anti-crisi per l'olio di oliva: possibile ritiro fino al 20% della produzione nella campagna 2026/27

Se produzione e scorte supereranno del 20% la media delle ultime sei campagne, scatterà il ritiro temporaneo di una quota dell'olio per evitare eccessi di offerta e tutelare la stabilità del mercato

27 luglio 2026 | 09:30

Mondo

Il Brasile punta sull’olio extravergine di oliva superpremium con un nuovo marchio di qualità

L’Istituto Brasiliano di Olivicoltura lancia il Selo Premium Origem e Qualidade RS, una certificazione riservata ai migliori oli extravergini prodotti nello Stato brasiliano. Il sistema introduce criteri più severi della normativa e punta a valorizzare origine, tracciabilità e qualità per conquistare i consumatori della fascia alta

26 luglio 2026 | 12:00