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La campagna olearia spagnola in grande ritardo ma l'export vola

Nel primo mese di ottobre la Spagna ha prodotto solo 9300 tonnellate. Le rese troppo basse, 13,3%, hanno spinto gli olivicoltori a ritardare il conferimento in frantoio. La paura degli operatori ha però fatto volare l'export, cresciuto del 53% rispetto al mese precedente

01 dicembre 2016 | T N

Poco olio nuovo è stato prodotto in Spagna in ottobre.

Secondo le indicazioni ufficiali del Ministero dell'agricoltura iberico sono state prodotte sole 9300 di olio d'oliva, in calo del 59% rispetto a quanto prodotto nello stesso mese dell'anno passato e in calo del 46% se consideriamo la media degli ultimi quattro anni.

A frenare gli olivicoltori spagnoli soprattutto i dati di resa, con un dato medio del 13,3%, in diminuzione di 1,33 punti rispetto a quanto ottenuto nello stesso periodo dello scorso anno.

Se la produzione stenta a decollare, invece molto alti sono i dati di vendita all'estero. L'export nel mese di ottobre ha toccato quota 72 mila tonnellate, con un incremento del 53% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 6% se consideriamo la media delle ultime quattro.

In flessione, invece, il mercato interno iberico, con un consumo a ottobre di 33.800 tonnellate, in calo dell'8% rispetto allo scorso anno e dell'11% se consideriamo la media delle ultime quattro annate.

A fine ottobre le scorte di olio in Spagna sono così arrivate ai minimi, con 242 mila tonnellate stoccate, in calo del 29% rispetto alla media degli ultimi quattro anni.

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