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L'olivicoltura argentina chiude i battenti?
Nella sola provincia della Catamarca gli ettari olivetati sono scesi del 37%, con una perdita di mille posti di lavoro. L'associazione olivicola locale chiede aiuti al governo per sostenere il comparto, in attesa di una politica nazionale unitaria
19 luglio 2016 | T N
E' allarme in Argentina per il settore olivicolo che, dopo una crescita notevole negli ultimi 5-10 anni, ha visto subire una flessione impressionante.
Nella sola provincia della Catamarca, nel nord dell'Argentina, gli ettari olivetati sono passati da 20.000 a 12.600, con un arretramento del 37%, e una perdita di 1000 posti di lavoro permanenti.
A lanciare l'allarme è stata l'associazione olivicola Catamarqueña (Asolcat) che ha chiesto al governo locale di intervenire a sostegno del settore.
“Sono molto preoccupato – ha detto Federico Alonso, presidente di Asolcat – per la mancanza di attenzione delle autorità locali, proprio mentre l'Argentina sta cercando di sostenere il rilancio dell'olivicoltura del nord del Paese attraverso piani specifici.”
L'olivicoltura argentina è basata sull'attività di poche decine di imprenditori che, senza il dovuto sostegno, potrebbero presto cambiare coltura.
“Stiamo promuovendo – ha spiegato Alonso – ha Federazione Nazionale Olivicola argentina ma occorrono anche misure da parte del governo provinciale, altrimenti tutti gli sforzi saranno vani. La Catamarca ha peculiarità particolari che possono essere risolte solo dalle autorità locali.”
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