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I cittadini europei chiedono un aumento dei contributi all'agricoltura

La maggior parte degli europei chiede "prodotti di buona qualità, sicuri per la salute" ma anche "benessere degli animali allevati” e “protezione dell’ambiente”. Per il 94% dei 28mila intervistati dall'Eurobarometro il mondo rurale è importante e per il 62% la Politica agricola comunitaria apporta benefici alla collettività. Un'apertura di credito significativa per il settore primario

01 aprile 2016 | T N

L'agricoltura sta tornando nel cuore dei cittadini europei, anche se con qualche significativa differenza da nazione a nazione.

E' quando emerge dal sondaggio condotto dall'Eurobarometro, su incarico della Commissione europea, sulla percezione del ruolo sociale ed economico degli agricoltori, dell’agricoltura e sulla percezione della Politica Agricola Comunitaria (PAC). L’indagine ha riguardato un campione di circa 28 mila persone, mille per ciascuna nazione aderente all’Unione europea.

Il 62% dei cittadini dell’UE considera l’agricoltura e il mondo rurale “molto importanti”, il 32% “abbastanza importanti”, il 3% “non molto importanti”; ha risposto “per nulla importanti” l’1% e “non so” il 2% (tabella 1). Si tratta di indicazioni molto positive, tanto più se confrontate con quelle dei precedenti sondaggi (del 2009 e 2013), quando l’incidenza dei “molto importanti” era inferiore.

I cittadini italiani, pur rappresentando uno dei principali Paesi agricoli dell’UE ed esprimendo complessivamente una percezione positiva (95% fra le prime due risposte), sono quelli con la più bassa percentuale (50%) di “molto importanti”.

Le priorità dell'agricoltura dovrebbero essere: “offerta di prodotti diversificati e di qualità” (42%) e “benessere degli animali allevati” (35%); seguono “protezione dell’ambiente” (30%), “mantenimento delle attività economiche e dell’occupazione nelle zone rurali” (29%). “autosufficienza alimentare dell’UE” (25%), “miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali” (24%).

Da notare che Sondaggio in Germania, Slovenia e Belgio l'autosufficienza alimentare dell'Unione europea è molto sentita (35%), mentre lo è molto meno (15%) in Italia che chiedono soprattutto all'agricoltura protezione dell’ambiente (36%) e offerta prodotti diversificati e di qualità (33%),

Da notare che gli italiani sono anche poco interessati al "giusto standard di vita per gli agricoltori", indicato come una priorità della Politica agricola comunitaria solo dal 25% degli italiani, contro il 49% della media europea.

Evidentemente il messaggio di Slow Food sul buono e sul pulito è stato ben colto, un po' meno il concetto di giusto.

E' noto che proprio la PAC assorbe gran parte del budget comunitario e allora il sostegno della società è indispensabile per mantenere i fondi a disposizione.

Il 45% dei cittadini europei sostiene che gli incentivi della PAC a favore degli agricoltori debbano nei prossimi anni essere incrementati, il 13% diminuiti, il 29% lasciati invariati. A confronto con precedenti sondaggi (del 2007 e del 2009) sono costantemente aumentati coloro che sostengono la necessità di incrementare le risorse della PAC (nel 2007 erano il 29%, nel 2009 il 39%), e sono diminuiti i favorevoli a una riduzione degli aiuti (nel 2007 erano il 18%, nel 2009 il 14%).
Gli italiani che si sono pronunciati per l’incremento degli incentivi agli agricoltori sono il 41%, 4 punti percentuali sotto la media europea. Il minimo di favorevoli ad aumentare gli aiuti agli agricoltori si è registrato in Germania (31%), Danimarca (24%) e Olanda (23%).

I cittandini europei hanno anche preso coscienza che la Politica Agricola Comunitaria apporta beneficio non solo agli agricoltori, ma a tutti i cittadini. Il 19% degli intervistati dell’Ue si è dichiarato “del tutto d’accordo” a questa affermazione, il 43% “abbastanza d’accordo”, il 16% “abbastanza in disaccordo” e il 6% “del tutto in disaccordo”. E’ significativo che analogo sondaggio del 2013 abbia registrato l’11% in più di pieno accordo e il 4% in più di accordo parziale.

Gli italiani “del tutto d’accordo” sono stati il 15%, gli “abbastanza d’accordo” sono stati invece il 53% (10 punti percentuali oltre la media europea). Evidente che per gli italiani, quindi, l'agricoltura ha più una funzione sociale, ambientale e di mantenimento del paesaggio che non produttiva.

La territorialità e il legame con un'area geografica del cibo che si consuma quotidianamente è però molto molto importante per i nostri concittadini che sanno riconoscere meglio degli altri europei i marchi Dop, Igp e Stg. Fanalino di coda invece per quanto riguarda la conoscenza dei marchi del commercio equo e solidale e quello dell'agricoltura biologica.

L'Italia, come dimostra questo sondaggio, ha perso il legame con l'agricoltura, tanto che l'Eurobarometro classifica l'attenzione dei nostri connazionali per il settore primario come "bassa" e comunque ancorata a un modello di agricoltura familiare e tradizionale.

 

 

 

 

 

 

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