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Troppe frodi sull'olio d'oliva nel mercato francese: irregolare una bottiglia su due
La Repressione frodi francese ha appena pubblicato i dati sui controlli effettuati sugli oli della campagna olearia 2014/15. Particolare attenzione sulla tracciabilità e al panel test che “offre livelli di sensibilità che attualmente nessuna analisi chimica può garantire”
31 marzo 2016 | T N
La Repressione Frodi francese (Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes) sotto al Ministero dell'economia e dell'industria ha scoperto che quasi la metà degli oli d'oliva venduti in Francia è irregolare, ovvero non conforme a quanto dichiarato in etichetta.
Nel rapporto annuale sui controlli, la Repressione Frodi francese ha dichiarato di aver visitato 287 stabilimenti e aver analizzato 146 campioni d'olio d'oliva, trovando un tasso di non conformità pari al 46,5%.
La Francia ha prestato particolare attenzione al settore proprio nel 2015 poiché “nel 2014 le condizioni meteorologiche sono state particolarmente sfavorevoli” e “i batteri e gli insetti hanno decimato molti oliveti causando il calo della produzione.”
Questo ha portato a un aumento considerevole dei prezzi, passati dai 3 euro al litro degli anni precedenti ai 6 euro al litro.
In questo contesto “operatori senza scrupoli” avrebbero potuto sviluppare business illegali, compresa la “francesizzazione” della produzione. Per questa ragione particolare attenzione gli investigatori hanno posto sulla tracciabilità degli oli.
Numerose irregolarità sono state riscontrate sulle etichetta, da fuorvianti indicazioni fantasiose, per esempio per quanto riguarda l'origine: “dalle migliori regioni europee”, fino a vere e proprie falsificazioni di Dop, con citazioni come “olio d'oliva prodotto nella valle Les Baux-de-Provence”, fino a claim salutistici non autorizzati come “stimola la bile” o “cura l'insufficienza epatica”
Molti i controlli anche sulla qualità degli oli, effettuati nei laboratori SCL di Marsiglia.
La responsabile del centro, l'ingegnere Véronique Ollivier, ha esaltato il panel test quale metodo per scovare le frodi sulla qualità degli oli: “l'analisi sensoriale offre livelli di sensibilità che attualmente nessuna analisi chimica può garantire a livello internazionale per sostenere le decisioni dei panel test.”
A seguito dei risultati riscontrati, la Repressione frodi francese porrà particolare attenzione per il futuro al settore dell'olio d'oliva, considerando come fattori di rischio le frodi relative all'origine e l'arrivo sul mercato francese di oli impropriamente etichettati come europei.
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