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Via libera all'import senza dazi dell'olio d'oliva tunisino

Blitz del Presidente dell'Europarlamento Schulz che mette all'ordine del giorno il voto sull'aumento delle importazioni di 70 mila tonnellate di olio d'oliva tunisino per 2016 e 2017. Agricoltori italiani pronti alla mobilitazione

10 marzo 2016 | T N

L'Unione europea è pronta ad aprire il suo mercato all'import senza dazi di 35mila tonnellate in più di olio tunisino per il 2016 e altrettante per il 2017.

Il via libera del Parlamento europeo autorizza la Commissione a predisporre un regolamento di attuazione per l'aumento delle importazioni privilegiate di olio d'oliva dalla Tunisia.

Le precedenti riunioni dell'Europarlamento sembravano aver raffreddato l'urgenza di prendere una decisione sulla questione, rimandandola nuovamente alla politica e a una riunione del Consiglio d'europa. Una lettera della presidenza di turno olandese dei 28 ha dato il via libera degli Stati membri, inclusa l'Italia, al nuovo testo, ha accelerato a sorpresa i tempi e spinto l'Assemblea di Strasburgo a cambiare l'ordine del giorno per inserire il voto del provvedimento nell'agenda della plenaria di oggi.

Le reazioni dell'associazionismo

Il via libera finale dell'Europarlamento all'accordo che comprende anche la quota aggiuntiva per l'importazione senza dazi nella Unione Europea di 35.000 tonnellate in più l'anno di olio d'oliva tunisino è una scelta sbagliata che non aiuta i produttori tunisini, danneggia quelli italiani ed aumenta il rischio delle frodi a danno dei consumatori. E’ quanto ha affermato Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti. “Di fronte al moltiplicarsi di frodi per olio di bassa qualità venduto come extravergine o olio straniero spacciato per italiano – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea e togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari dall’estero perché sapere chi sono gli importatori e quali alimenti importano rappresenta un elemento di trasparenza e indubbio vantaggio per i consumatori e per la tutela del ‘made in Italy’ agroalimentare. Il flusso ininterrotto di prodotti agricoli che ogni giorno dall’estero attraversano le frontiere serve a riempiere barattoli, scatole e bottiglie da vendere sul mercato come Made in Italy”.

Insoddisfazione di Agrinsieme dopo il via libera di all’importazione agevolata di 70 mila tonnellate di olio d’oliva provenienti dalla Tunisia per i prossimi due anni. Dopo il passaggio del Coreper -spiega il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari- e la successiva calendarizzazione d’urgenza del provvedimento al Parlamento Ue, non possiamo non manifestare il nostro malcontento. Nonostante le migliorie introdotte in prima lettura sotto la spinta degli eurodeputati italiani, che prevedono il limite temporale della misura e garantiscono l’origine dell’olio importato, le aspettative che avevamo nutrito sul successivo passaggio in Consiglio sono state disattese. Appare a questo punto opportuno alzare il livello di attenzione nell'attività di controllo per contrastare possibili contraffazioni e far emergere il vero prodotto italiano. Pur consapevoli dell’importanza degli obiettivi di solidarietà dell’Europa nei confronti dei Paesi terzi in difficoltà, soprattutto in una delicata fase geopolitica come quella attuale -evidenzia ancora Agrinsieme- crediamo che non si possa sempre penalizzare l’agricoltura e in particolare le produzioni mediterranee. Adesso non è il momento di abbassare la guardia ma, piuttosto, di valutare gli ultimi ed eventuali spazi che ancora sussistono per introdurre quantomeno l’emendamento della Comagri che prevedeva le licenze mensili, anche accogliendo gli spazi che la Mogherini sembra abbia lasciato aperti. In tal senso -conclude Agrinsieme- la fase gestionale del contingente e la revisione intermedia dell’articolo 6 rappresentano l’ultima opportunità che il Governo non deve farsi sfuggire.

Con una modifica d'urgenza, è stato inserita nell'ordine del giorno dell'ultima giornata di seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo la votazione sul regolamento che autorizza l'importazione in Europa di 35mila tonnellate di olio tunisino a dazio zero. Confagricoltura Puglia chiede ancora con forza agli eurodeputati italiani di opporsi ad ogni soluzione che danneggi i produttori italiani.

Dopo l'approvazione a larga maggioranza da parte del Parlamernto europeo è ormai ufficiale la manovra che porterà ad incrementare di 70.000 tonnellate le importazioni a dazio zero dalla Tunisia, con una prima tranche di 35.000 tonnellate per il corrente anno e una seconda di analoga entità per il 2017. Ora ci sono solo formalità legislative e poi inizia un flusso supplementare di import che può destabilizzare il fragile mercato dell'olio di oliva in Europa ed in Italia. "E' una scelta politica che abbiamo sempre decisamente contestato e che trova tutta la nostra più convinta disapprovazione, afferma Gennaro Sicolo, presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO). Ci sarebbero state tanti altri modi per solidarizzare con il popolo tunisino e per fornire all'economia del Paese nordafricano un reale sostegno da parte dell'Unione europea. E' stata scelta la strada sbagliata che danneggia il settore olivicolo italiano, già fortemente provato dalla penalizzante riforma della Pac e, sottolinea Sicolo, reduce da alcune cattive stagioni sotto il profilo della produzione e del mercato." "C'è chi dice che il quantitativo di 70.000 tonnellate sia contenuto rispetto al totale delle importazioni europee e che il mercato abbia la possibilità di assorbirne l'impatto, visto che il contingente a dazio zero entrerà in due annualità. Contesto questa ricostruzione assolutoria a priori. Il mercato dell'olio di oliva si regge su labili equilibri, come sa benissimo chi conosce il funzionamento del settore. Basta un aumento di qualche punto percentuale della offerta, dichiara il presidente del CNO, per scatenare un effetto amplificato sui prezzi. Purtroppo, mi spiace dirlo, ma il bel gesto europeo graverà sulle spalle degli olivicoltori italiani e, in particolare, su quelli delle Regioni più deboli economicamente, come il Mezzogiorno, dove si produce oltre il 70% dell'olio extra vergine di oliva nazionale." "Le istituzioni europee hanno mostrato una inaudita pigrizia, scartando altre ipotesi di lavoro che potevano essere considerate, ha concluso Sicolo. Si poteva benissimo evitare di creare difficoltà al settore dell'olio di oliva che non attraversa certo un momento di tranquillità e di solidità. Siamo stati sacrificati in nome di scelte strategiche di politica internazionale, senza valutare preventivamente l'impatto potenziale su un sistema di aziende fragili, su un mercato già in condizioni di disequilibrio e su un territorio economicamente svantaggiato."

Le reazioni della politica

"Con la strategia del Pd abbiamo guadagnato tempo, portato a casa l'obbligo di tracciabilità e il divieto di proroga della misura" spiega De Castro, annunciando che "in più abbiamo incontrato il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, che ha preso l'impegno di lavorare per la suddivisione mensile del contingente extra, quando la Commissione europea si occuperà del regolamento attuativo". "Se avessimo seguito la logica del Movimento 5 Stelle, quella solo del respingimento, non avremmo portato a casa nulla" aggiunge l'ex ministro dell'agricoltura, convinto che "la Tunisia va aiutata, ma con provvedimenti che sostenga davvero le imprese tunisine e non gli imprenditori italiani e spagnoli che dopo trasformano l'olio tunisino in olio spagnolo o italiano, senza pagare i dazi". "Portiamo a casa un piccolo risultato che non è poco, in un contesto di crisi dell'olivicoltura" conclude De Castro.

"La Commissione europea deve adesso monitorare l'implementazione dell'accordo per evitare frodi e contraffazioni, e procedere al più presto con il riconoscimento di misure compensative per i nostri olivicoltori" è l'appello di Giovanni La Via (Ap/Ppe).

"Questa accelerazione è una vergogna - afferma l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Tiziana Beghin - così come è una vergogna che il governo Renzi non si sia opposto a questa misura in Consiglio europeo. Martina ha perso definitivamente la faccia perché a parole è contrario all'invasione dell'olio tunisino, nei fatti però ha voltato le spalle a migliaia di agricoltori e produttori". "In più - continua Beghin - oggi abbiamo saputo della nuova misura arrivata al Parlamento europeo di un nuovo sostegno economico alla Tunisia, ben 500 milioni di euro. Che bisogno c'era allora di questa importazione senza dazi? Forse per regalare olio a basso costo e di dubbia qualità alle multinazionali?".

 

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