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Un altro anno in profondo rosso per Deoleo. Non si guadagna più con l'olio d'oliva?

Dopo l'acquisizione da parte di Cvc Partners la situazione dei conti non pare migliorare. Chiara però la volontà del nuovo management di attuare misure per “mitigare la volatilità dei prezzi delle materie prime”. Previsto un potenziamento della presenza nel settore degli oli d'oliva premium

01 marzo 2016 | T N

Anche il 2015 si chiude in profondo rosso per Deoleo, con una perdita per 61 milioni di euro e un margine operativo lordo sceso del 56% a 35,6 milioni di euro.

In lieve aumento, invece, il fatturato giunto a 817 milioni di euro, in crescita del 5,7% rispetto al 2014.

Il nuovo management, costituitosi in maniera definitiva nel secondo semestre 2015, ha fatto ricadere le responsabilità dell'andamento lacunoso dei conti sulla volatilità dei prezzi delle materie prime “che ha avuto un effetto negativo sulle vendite, soprattutto nei mercati maturi, Spagna e Italia.”

Secondo Deoleo “il calo del margine operativo lordo è dovuto alla incapacità di spostare immediatamente l'aumento dei costi delle materie prime ai prezzi al dettaglio”.

Rimane alto anche l'indebitamento finanziario di Deoleo, a 524,9 milioni di euro.

In particolare Deoleo ha sottolineato i problemi operativi sopportati a causa dell'annus horribilis dell'olio d'oliva. In Spagna il calo dei consumi è stato del 7,7%, con la necessità di forti promozioni nella prima parte dell'anno, con ritardo nel trasferimento dell'aumento dei costi sul prezzo. Quando ciò è avvenuto, ovvero nell'ultimo trimestre dell'anno, ha portato a un calo di vendite “generando perdite molto significative nel nostro business.”

Deoleo si salva grazie ai buoni affari negli Stati Uniti dove il gruppo ha incrementato il fatturato del 21%, nonostante l'apprezzamento dell'euro sul dollaro e dell'aumento dei prezzi delle materie prime.

Diversi invece i dati in altre nazioni, in particolare il Russia e Brasile, con cali dei volumi venduti e delle marginalità.

Chiara la strategia di Deoleo per il prossimo futuro:
- attuazione di una politica di risparmio sui costi, volta a aumentare efficienza e logistica industriale, mitigando la volatilità dei prezzi delle materie prime
- aumentare l'offerta, attraverso i marchi in possesso del gruppo, nel settore premium, dove la presenza di Deoleo è scarsa e dove c'è maggiore potenziale, massimizzando la marginalità e imbottigliando “qualità superiore e prodotti a più elevato valore aggiunto”
- miglioramento dei processi interni e dei controlli di gestione

Quello che non è scritto nel report di presentazione del bilancio 2015 è se saranno i marchi “italiani” (Bertolli, Carapelli e Sasso) in mano a Deoleo a essere protagonisti della filiera premium oppure se preferiranno utilizzare brand iberici (Carbonell su tutti).
Ancora non è chiaro se la riorganizzazione della logistica industriale coinvolgerà gli stabilimenti industriali del gruppo anglo-spagnolo presenti in Italia.

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