Mondo

Stupire, incantare, provocare. Fin dove si può spingere il marketing del vino?

Più del vino a 2 euro a bottiglia dell'azienda Carrisi, a far discutere il mondo vitivinicolo internazionale è l'ultimo messaggio pubblicitario dell'azienda Premier Estate Wines, giudicato offensivo e sessista

28 agosto 2015 | T N

Mentre in Italia ci si divideva tra innocentisti e colpevolisti sul caso di Albano Carrisi e del suo vino, venduto a 1,91 euro a bottiglia alla Coop, con relativa polemica lanciata da Slow Food, a livello internazionale a far discutere era ben altro messaggio.

Un'azienda australiana ha fatto parlare mezza stampa anglosassone, specializzata e non, per un messaggio pubblicitario ambiguo e volutamente provocatorio.

Lo spot, diffuso soprattutto sui social media, vede una giovane donna che, descrivendo le caratteristiche organolettiche del vino della Premier Estate Wines, appoggia poi il bicchiere sul tavolo, ma all'altezza del pube, esclamando una frase molto ambigua: “l'Australia esce dal bicchiere la puoi assaporare” (la frase inglese completa è: Australia practically jumps out of the glass. In fact, some say you can almost taste the bush).

Il messaggio pubblicitario in questione è stato ritenuto offensivo e sessista.

Certo ne è passato di vino sotto i ponti dai tempi delle pin up americane degli anni 1950. Allora ammiccavano, in casti (per i tempi moderni) costumi da bagno, reclamizzando diversi prodotti.

L'uso del corpo della donna a scopo pubblicitario, con doppisensi e allusioni sessuali più o meno velate, non è questione dei giorni d'oggi e, già dal 1950, ci si chiese fin dove i pubblicitari e gli uomini di marketing si potessero spingere.

Stessa domanda che ci si pose, qualcuno lo ricorderà, una ventina di anni fa con la pubblicità della Bacardi. Che c'azzecca il sedere di Charlize Theron con un alcolico?

Troppo spesso ci dimentichiamo che la cultura anglosassone è anche figlia di Oscar Wilde e del suo romanzo Dorian Grey: nel bene o nel male, purchè se ne parli.

Il giornalismo scandalistico, e quello spazzatura, nascono proprio nei paesi anglosassoni. Rupert Murduch è figlio di quella cultura.

Dudge Dhariwal, titolare della Premier Estate Wines, ha solo applicato un modello imperante da qualche decennio. Lo ha fatto con cattivo gusto ma, da un punto di vista prettamente aziendale, funziona visto il numero di discussioni con l'hastag #tastethebush e il numero di articoli giornalistici dedicati a questo spot.

Quanto sarebbe costato al signor Dhariwal acquistare pari spazi pubblicitari a livello internazionale? Così li ha avuti, gratis.

Il successo si misura in termini di fatturato o di incrementi di fatturato. Tutto il resto, etica e morale compresi, evidentemente sono solo noia.

Qual'è il limite allora?

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