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Nella promozione dell'olio di oliva la Spagna copia l'Italia

Deoleo cambia rotta e punta tutto su salute e qualità, sulla scia di quanto fatto da imbottigliatori e industriali italiani. Una ricerca Nielsen evidenzia che il mercato iberico ha copiato anch'esso dall'Italia: sopra i 3 euro al litro si sceglie l'olio di semi

27 maggio 2015 | T N

L'Italia è sempre un punto di riferimento per la Spagna olearia.

Avranno creato un modello produttivo alternativo ma quando si parla di qualità e linee strategiche il paese iberico ha dimostrato di aver preso il meglio e il peggio da noi.

Dopo anni di promozione incisiva e permeante, tutta basata su competizione sui prezzi e tecniche commerciali molto aggressive, Deoleo si accorge di aver eroso talmente tanto la sua marginalità da non riuscire a fare più utili adeguati a stare sul mercato, garantendo dividendi sufficienti ai propri azionisti.

Con l'ingresso di Cvc Partners, Deoleo cambia così rotta e dirigenza. Jaime Carbó lascia il testimone a Manuel Arroyo con esperienze in colossi multinazionali come S.C. Johnson’s & Son e Coca Cola Company. Tocca però al vecchio amministratore delegato, nel corso di una riunione al Ministero delle politiche agricole, spiegare la nuova linea di Deoleo. Jaime Carbó ha apertamente ringraziato imbottigliatori e industriali italiani per aver indicato la rotta: adattamento al gusto del cliente internazionale senza perdere identità e attenzione agli aspetti nutrizionali e salutistici.

Deoleo, insomma, inizierà a copiare le strategie commerciali, a partire dai blend, e quelle di marketing degli operatori italiani e siamo sicuri che il gap oggi esistente verrà colmato in breve tempo, anche in virtù della presenza nello staff di Bertolli e Carapelli di ottimi professionisti allenati sul fronte della qualità e di un profilo di olio “italiano”.

Si preannuncia quindi vita ancora più dura e competizione intensa per i marchi ancora in mani italiane sui mercati esteri.

E quanto la Spagna olearia sia ormai vicina a quella italiana lo dimostra un'altra ricerca Nielsen a proposito di mercato iberico dell'olio d'oliva. Il 77% degli spagnoli dichiara di affidarsi più al prezzo che non al marchio. Vi è quindi da presumere che le offerte speciali siano diffuse in terra spagnola quanto in Italia, visto le percentuali simili tra i due mercati.

A testimonianza di quanto appena detto un altro dato. Nel primo trimestre 2015 i consumi di olio di oliva sono scesi del 10% e quelli degli oli di semi sono saliti del 4%. Tutto dovuto all'incremento del prezzo dell'olio d'oliva. E qui spunta la prima differenza tra Italia e Spagna. La soglia di prezzo oltre la quale il consumatore iberico preferisce l'olio di semi rispetto a quello di oliva è sensibilmente più bassa in Spagna: 3 euro al litro. Secondo Sebastian Rodriguez-Correa, Client Executive di Nielsen, "il consumatore è molto attento al prezzo e usa indifferentemente l'olio di oliva o di semi in casa.”

Almeno in termini di cultura gastronomico olearia l'Italia ha ancora tanto da insegnare alla Spagna.

 

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