Mondo

Casi che fanno scuola: primo round giudiziario contro Filippo Berio

In California, dopo che il giudice Seebord, in fase d'istruttoria, ha dato torto a Carapelli, ora un altro giudice, Gonzales Rogers, ha accolto le istanze contro Salov. I due marchi “italiani” a processo, anche per frode

06 marzo 2015 | T N

Negli Stati Uniti, al contrario che in Italia, il diritto fa legge.

E' questa la ragione per cui si segue, con molto interesse ed attenzione, le due cause, intentate da Koeller contro Deoleo (Carapelli) e da Kuman contro Salov (Filippo Berio).

Dopo che già il giudice Seeborg si era pronunciato a favore del ricorrente, e contro Deoleo, a inizio gennaio, ora anche il giudice Gonzales Rogers si è pronunciato, quasi specularmente, contro Salov e a favore di Kuman.

Si tratta, è bene ricordarlo, delle fasi di istruttoria del processo ma è significativo che le istanze preliminari delle due aziende, con relative eccezioni, siano state respinte con motivazioni molto simili.

Qualcuno può legittimamente pensare che il giudice Gonzales Rogers si sia ispirato alla dottrina Seeborg per l'affinità nelle motivazioni addotte.

Il giudice Rogers, infatti, il 3 febbraio scorso, ha affermato che il consumatore può ragionevolmente pensare di essere stato ingannato rispetto alle diciture in etichetta, tipo “imported from Italy”, essendo indotto a credere che anche la materia prima provenisse dall'Italia.

Salov ha provato a eccepire a questo ragionamento sulla base dell'impossibilità del danno futuro. Ovvero un consumatore che comprenda che “imported from Italy” non significa che l'origine del prodotto è italiana, non potrà essere ingannato una seconda volta. In realtà, secondo il giudice, la probabilità di danni futuri viene a palesarsi nel momento in cui il consumatore non ha più la certezza del significato e della natura delle dichiarazioni che appaiono in etichetta, non essendo più sicuro che siano vere.

In altre parole, secondo l'interpretazione molto pragmatica del giudice Rogers, se vieni ingannato una volta, il tuo livello di fiducia cala al tal punto da costituire esso stesso un possibile danno futuro.

Respinto anche il ricorso di Salov contro l'istanza di Kumar sulla frode, ovvero sul fatto che l'olio non fosse più extra vergine al momento dell'acquisto. Secondo il giudice Rogers, il querelante Kumar non doveva “dimostrare che la bottiglia di olio che ha acquistato era degradata a tal punto da essere più extra vergine” poiché, citando espressamente la sentenza e le motivazioni del giudice Seeborg (quello del caso Carapelli): “ogni consumatore che acquista extra vergine ha diritto di ricevere un prodotto che soddisfa tale definizione, senza eccezioni.”

Sebbene si tratti di due cause distinte e diverse, i casi sono evidentemente correlati e indirizzati verso la massima tutela del consumatore, di cui è ammessa l'ignoranza e la buona fede.

Le sentenze, se il processo procederà lungo i binari che sembrano delinearsi, sarà un duro colpo per l'immagine degli imbottigliatori che dovranno necessariamente cambiare lo stile, l'approccio comunicativo e, ovviamente, tutta la strategia di marketing che è stata alla base dei loro marchi negli Stati Uniti.

Potrebbero interessarti

Mondo

Raccolto promettente negli oliveti della Sierra de Cazorla in Spagna

L'elevato numero di frutti per germoglio lascia intravedere una campagna olearia superiore alla media. Tuttavia, la DOP Aceite Sierra de Cazorla invita alla prudenza: saranno l'andamento climatico, la disponibilità d'acqua e la formazione dell'olio nei prossimi tre mesi a determinare il risultato finale

04 agosto 2026 | 11:00

Mondo

Olio d'oliva, l'accusa di OliveA: le importazioni tunisine vengono usate per deprimere i prezzi all'origine

L'associazione spagnola OliveA Tradición y Progreso denuncia un utilizzo sempre più esteso delle importazioni di olio tunisino, in particolare attraverso il regime di perfezionamento attivo. Così si mantengono sotto pressione le quotazioni riconosciute agli olivicoltori

04 agosto 2026 | 09:00

Mondo

L'olivicoltura tradizionale di Jaén alla prova della sostenibilità economica: i costi nascosti mettono in crisi il modello produttivo

Una ricerca basata sul metodo OliCost rivela che la principale minaccia per l'olivicoltura tradizionale non è il prezzo dell'olio, ma una struttura aziendale frammentata e l'incapacità di contabilizzare i reali costi di produzione

03 agosto 2026 | 14:00

Mondo

La Spagna investe sempre più nell'olivicoltura irrigua: 9000 ettari in Castilla La Mancha

Il governo regionale ha presentato alla Confederazione Idrografica del Guadalquivir un progetto per trasformare tra 6.000 e 9.000 ettari di oliveto da asciutto a irrigato. L’intervento, sostenuto da un investimento di 15 milioni di euro

03 agosto 2026 | 11:00

Mondo

Olio di oliva, il mercato si stabilizza in Spagna: vendite piatte ma segnali di ripresa

Dopo anni di rincari e scarsità di prodotto, il settore degli imbottigliatori chiude il primo semestre della campagna 2025/2026 con volumi quasi invariati. Ma nel secondo trimestre si registra un +3,46%, sintomo di una graduale ripresa dei consumi

03 agosto 2026 | 09:00

Mondo

Olive da tavola spagnole in difficoltà: export in calo del 9%, crollo del mercato Usa

Il rapporto del Ministero dell’Agricoltura spagnolo fotografa una fase complessa per la filiera: diminuiscono le esportazioni, aumentano la pressione competitiva di Egitto e Turchia e gli operatori denunciano il peso dei costi produttivi e delle barriere commerciali

02 agosto 2026 | 10:00