Mondo
Export vitivinicolo tedesco e americano col freno a mano tirato
Segnali contrastanti per due forti paesi produttori. La Germania vede una tenuta in valore e un calo dei volumi nel 2014. Trend inverso per gli Usa che vedono nero per il 2015 a causa del rafforzamento del dollaro
27 febbraio 2015 | T N
Lo scenario vitivinicolo mondiale vede molto dinamismo, con trend che possono cambiare rapidamente, in funzione di ragioni macroeconomiche e politiche.
Ottimismo in Europa e pessimismo in Usa.
La Germania dovrà fare i conti, nel 2014, con un potenziale calo dell'export sia in volume sia in valore, anche se gli ultimi dati segnano un riequilibrio sul fronte dei prezzi. Secondo il Deutsches Weininstitut (DWI)negli Stati Uniti, in cui si realizza un quarto del valore delle esportazioni, i vini tedeschi hanno beneficiato di un "rinascimento Riesling". Il Regno Unito continua a vedere un passaggio da vini entry-level a fasce di vini più alte, con una diminuzione in volume ma un aumento in valore. Buone prospettive in Asia soprattutto in considerazione delle buone possibilità di abbinamento del vino tedesco con la cucina locale. “Tutto sommato, le esportazioni di vino si stanno muovendo nella giusta direzione con un migliore livello generale dei prezzi e una tendenza verso la vendita di vini di qualità superiore” ha dichiarato il portavoce del DWI Ernst Büscher.
Diverse le prospettive per gli Usa, stando ai dati del Wine Institute & Global Trade Information Services. Il 2015 sarà un anno difficile per i vini statunitensi nell'Unione europea a causa del rafforzamento del dollaro, con la conseguente ri-regolazione del mercato.
Le cantine statunitensi dovranno spostare la loro attenzione verso nuovi mercati, per esempio il Canada, dove vi è stato un aumento del 30% in volume tra il 2013 e il 2014. Ma l'Europa resta il principale mercato di sbocco per i vini californiani, pari al 50% in volume e al 35% in valore. Giappone, Cina e Hong Kong sono stati rispettivamente il terzo, il quarto e il quinto più grandi mercati di esportazione per gli americani. Se per gli europei la salvezza è rappresentata dalla valorizzazione del prodotto, con aumento dei prezzi, per gli statunitensi è l'aumento dei volumi, dell'1,6% nel 2014, a fronte di una diminuzione del 3,9% in valore.
Potrebbero interessarti
Mondo
Nuove regole per l’applicazione del regolamento europeo sugli imballaggi
Il regolamento fissa una serie di obiettivi strutturali al 2030, destinati a ridisegnare il settore. Tra questi spiccano l’obbligo di rendere gli imballaggi riciclabili e l’introduzione di quote minime di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica
09 aprile 2026 | 10:00
Mondo
Record produttivi di grano in Asia, calano nel resto del mondo
Raccolti di grano in tutto il mondo di 820 milioni di tonnellate, con un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. La guerra in Iran ha introdotto un'ulteriore incertezza sulle prospettive per il grano e il mais
08 aprile 2026 | 10:00
Mondo
In Andalusia metà dell'oliveto biologico spagnolo
La fotografia dell'agricoltura biologica spagnola continua a essere fortemente legata alle colture tipiche del Mediterraneo. I comparti principali restano infatti frutta a guscio (30%), oliveto (10%) e cereali (5%)
08 aprile 2026 | 09:00
Mondo
Contro il caro fertilizzanti Italia e Francia chiedono lo stop al CBAM
Serve per evitare un forte impatto sui costi di produzione agricoli, in particolare nel settore delle grandi colture che necessitano dei fertilizzanti il cui reperimento in questo periodo è diventato più difficoltoso. Il quadro è stato aggravato dalla guerra in Medio Oriente
07 aprile 2026 | 10:00
Mondo
La Spagna punta all'identità dell'olio d'oliva con DOP e IGP
In evidenza il legame diretto tra agricoltura sostenibile e qualità del prodotto finale. In Spagna ormai si contano 34 riconoscimenti DOP e IGP che certificano non solo l’elevata qualità del prodotto, ma anche il suo legame con il territorio di origine
03 aprile 2026 | 09:00
Mondo
Il nuovo colosso australiano-americano dell'olio di oliva
L’australiana Cobram Estate Olives, società quotata alla borsa di Sydney con una capitalizzazione superiore al miliardo di dollari, ha finalizzato l’acquisizione di California Olive Ranch. Il mercato statunitense dell'olio di oliva cambia
02 aprile 2026 | 12:00