Mondo
Quale futuro per il biologico, business oriented o purista?
Il nuovo regolamento comunitario sulle produzioni organiche è al centro di una diatriba che vede alcuni paesi spingere per avere più flessibilità. La Commissione invece spinge per la linea del rigore, anche se può causare una riduzione del numero di opeatori bio
20 novembre 2014 | T N
Il nuovo regolamento comunitario sul biologico è una delle partite più difficili del semestre di presidenza italiana.
Il nostro Paese punta a trovare l'accordo politico entro dicembre ma ancora esiste un buon numero di nazioni, tra cui Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Bulgaria, Romania e Slovenia, che si oppongono al progetto della Commissione europea.
Non si tratta di dettagli tecnici ma proprio della filosofia di fondo per l'agricoltura biologica.

La Commissione spinge per un regolamento che, pur riducendo la burocrazia, sia più stringente. Una decisione scaturita dal sondaggio e dalle consultazioni compiute dall'inizio 2013 che ha dato la seguente definizione di bio: "l’agricoltura biologica è un sistema agricolo che cerca di fornire al consumatore prodotti freschi, saporiti e autentici che rispettino il ciclo di vita naturale".
Su questa base la Commissione prevede un sistema con meno deroghe, regole di produzione e di etichettatura più semplici e controlli più efficienti. Il progetto comunitario prevede per esempio l'abolizione delle aziende agricole miste (sia bio sia convenzionali), azzera di soglie di contaminanti sugli alimenti bio, quali i residui di fitofarmaci, elimina la deroga che consente di alimentare gli animali con mangimi il cui 5% è costituito da materie prime convenzionali e la deroga che consente il ricorso all’uso di sementi convenzionali quando quelle biologiche non siano disponibili entro il 2021.
I Paesi che si oppongono a questa legislazione, più ferrea e rigida ribattono che così si avrà una riduzione del numero di operatori. Nel 2013 si contavano sul suolo dell’Unione Europea 186000 aziende biologiche per un totale di 9,6 milioni di ettari coltivati, ovvero il 5,4% della superficie agricola dell’Ue.
All'ultimo Consiglio agricolo europeo un nutrito gruppo di paesi ha presentato una dichiarazione che chiede il cambiamento del regolamento, in particolare consentendo deroghe per l’uso di sementi convenzionali, mantenendo la possibilità di avere nella stessa proprietà sia produzione convenzionale che biologica e riducendo il numero di atti delegati.
Potrebbero interessarti
Mondo
Nuove regole per l’applicazione del regolamento europeo sugli imballaggi
Il regolamento fissa una serie di obiettivi strutturali al 2030, destinati a ridisegnare il settore. Tra questi spiccano l’obbligo di rendere gli imballaggi riciclabili e l’introduzione di quote minime di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica
09 aprile 2026 | 10:00
Mondo
Record produttivi di grano in Asia, calano nel resto del mondo
Raccolti di grano in tutto il mondo di 820 milioni di tonnellate, con un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. La guerra in Iran ha introdotto un'ulteriore incertezza sulle prospettive per il grano e il mais
08 aprile 2026 | 10:00
Mondo
In Andalusia metà dell'oliveto biologico spagnolo
La fotografia dell'agricoltura biologica spagnola continua a essere fortemente legata alle colture tipiche del Mediterraneo. I comparti principali restano infatti frutta a guscio (30%), oliveto (10%) e cereali (5%)
08 aprile 2026 | 09:00
Mondo
Contro il caro fertilizzanti Italia e Francia chiedono lo stop al CBAM
Serve per evitare un forte impatto sui costi di produzione agricoli, in particolare nel settore delle grandi colture che necessitano dei fertilizzanti il cui reperimento in questo periodo è diventato più difficoltoso. Il quadro è stato aggravato dalla guerra in Medio Oriente
07 aprile 2026 | 10:00
Mondo
La Spagna punta all'identità dell'olio d'oliva con DOP e IGP
In evidenza il legame diretto tra agricoltura sostenibile e qualità del prodotto finale. In Spagna ormai si contano 34 riconoscimenti DOP e IGP che certificano non solo l’elevata qualità del prodotto, ma anche il suo legame con il territorio di origine
03 aprile 2026 | 09:00
Mondo
Il nuovo colosso australiano-americano dell'olio di oliva
L’australiana Cobram Estate Olives, società quotata alla borsa di Sydney con una capitalizzazione superiore al miliardo di dollari, ha finalizzato l’acquisizione di California Olive Ranch. Il mercato statunitense dell'olio di oliva cambia
02 aprile 2026 | 12:00