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Operazione Cvc-Deoleo. Chi cerca di far saltare l'accordo?

Sembrava tutto tranquillo e definito ormai da settimana con Cvc Partners destinata a prendere il controllo della spagnola Deoleo ma qualcuno sta ancora cercando di remare contro l'affare. Oppure si tratta solo di speculazione?

05 agosto 2014 | T N

L'agenzia statunitense Standard&Poor ha confermato il rating B per Deoleo, con outlook stabile nei prossimi mesi. Merito soprattutto del rifinanziamento per 6 milioni di euro deciso con l'acquisizione del controllo della società da parte del fondo britannico Cvc Partners.

Standard&Poor premia insomma la mossa finanziaria inglese, cercando di sostenere un accordo che, invece, vede ancora l'aperta ostilità di una fronda di piccoli azionisti. Questi azionisti, 705 in tutto, hanno sottoscritto il 3,707% delle azioni e contano di far sentire la propria voce contro l'Opa da parte di Cvc partners. Un fronte che potrebbe persino ingrandirsi se le quotazioni attuali di Deoleo, circa 0,5 euro per azione, si mantenessero stabili anche nelle prossime settimane.

L'Opa di Cvc Partners, infatti, prevede l'acquisto a 0,38 euro per azione, quindi una soglia ben al di sotto della quotazione attuale. Un fatto che potrebbe destare qualche preoccupazione anche all'autorità di borsa iberica quando dovrà dare il via libera all'operazione il 22 agosto prossimo.

Secondo le informazioni acquisite da Teatro Naturale, dietro all'aumento del valore azionario di Deoleo, ci sarebbero gli acquisti sempre più ingenti da parte della Fidelity Fund Sicav che, in poche settimane, è salita al 3,325% di Deoleo, per un esborso superiore ai 14 milioni di euro.

E' quindi lecito chiedersi se l'operazione lanciata dalla Fidelity Fund Sicav sia puramente speculativa, oppure se si tratti di un rastrellamento di azioni in favore di un terzo soggetto, come potrebbe essere la Sepi (fondo sovrano spagnolo) che, all'apparenza, in questo momento vuole stare lontano dal settore.

La prima ipotesi, al momento, appare quella più probabile. E' infatti possibile che, alla luce del rialzo delle quotazioni di borsa, Cvc Partners si veda costretta ad alzare la posta, ovvero ritoccare quel valore di 0,38 euro per azione promesso a giugno. Un passo che permetterebbe di accontentare il gruppo dei piccoli azionisti, rendendoli meno intransigenti sulla vendita delle loro quote. Al contempo potrebbe generare buoni profitti per il Fidelity Fund Sicav su un investimento speculativo di breve termine.

L'ostacolo posto sul cammino di Cvc Partners sembra quindi tutt'altro che insormontabile considerando che il range di prezzo considerato equo è tra 0,40 e 0,55 euro per azione.

Il mondo olivicolo-oleario resta alla finestra, cercando di capire se e quando la conclusione di questa operazione porterà un po' di stabilità, anche sul fronte dei prezzi, considerando che, nel bacino del Mediterraneo, la prossima campagna olearia si presenta piuttosto scarsa.

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