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.wine e .vin saranno assegnati al miglior offerente

Le lettere giunte all'Icaan negli ultimi giorni non hanno fatto fare alcuna marcia indietro all'ente che ha deciso di procedere all'assegnazione senza prevedere un meccanismo di protezione delle indicazioni geografiche

27 marzo 2014 | C. S.

ICANN, società di diritto privato che gestisce i domini su Internet, ha deciso nel 2011 di aprire nuovi domini di primo livello riconoscendo l’esistenza di tale esigenza. Più di 1.000 nuovi nomi di domini di primo livello saranno creati ed aggiunti a quelli esistenti. Dall’aprile del 2011 a Pechino i rappresentanti dei governi, riuniti nel GAC di ICANN ( Commissione Governativa Consultiva), stanno evidenziando le difficoltà derivanti dalla creazione ed assegnazione dei domini “.wine” e “.vin”. E’ stato chiesto ad ICANN di non procedere all’assegnazione di questi due domini in assenza di misure di protezione delle Denominazioni di Origine (IG). Nel contempo le tre società richiedenti i domini “.wine” e “.vin” hanno annunciato la loro intenzione di mettere all’asta i domini di secondo livello senza fornire nessuna protezione ai nomi di vini a Denominazione ( ad .es: bordeaux.wine, rioja.wine, chianti.wine)

I produttori europei, di fronte a questa decisione, hanno denunciato i rischi derivanti per i consumatori (travisamento del prodotto) e per gli operatori del settore (utilizzo improprio della notorietà delle Denominazioni di Origine). Da allora stiamo assistendo ad una vera e propria battaglia. Gli Stati Uniti
da un lato sostengono la liberalizzazione di Internet e le loro aziende. Gli europei ed i loro alleati dall’altro lato, si appellano al rispetto della proprietà intellettuale e della sua disciplina internazionale.

Nonostante le obiezioni avanzate dall’Unione Europea e dagli Stati Membri ICANN ha deciso di proseguire con l’assegnazione dei domini “.wine” e “.vin” senza prevedere un meccanismo di protezione delle Indicazioni Geografiche.

I viticoltori europei scandalizzati da questa decisione, attraverso la Federazione Europea dei Vini di Origine – EFOW, richiedono ai loro governi e alla Commissione Europea di reagire con forza.
L’Unione Europea e soprattutto i nostri Governi devono essere urgentemente coinvolti nelle discussioni, in corso di svolgimento, sulla gestione della rete di Internet per tutelare i cittadini ed i loro diritti.

Le discussioni sulla creazione dei nuovi domini “.wine” e “.vin” hanno avuto un’accelerazione a seguito della decisione presa unilateralmente da ICANN il 22 marzo scorso per procedere alla loro assegnazione senza prevedere l’attuazione di un meccanismo di salvaguardia delle IG. Questo annuncio si pone in contrasto con gli impegni che la leadership di ICANN aveva assunto negli ultimi mesi di volersi concentrare sulla individuazione di una soluzione compromissoria mediante dibattiti tra i rappresentanti del settore e le tre società richiedenti i domini in questione.

I dirigenti di ICANN basano la loro decisione su uno studio legale del dossier il quale esclude completamente una loro diretta responsabilità nella protezione delle IG, ma riconosce l’esistenza di un rischio per le stesse connesso alla possibilità che i loro nomi vengano registrati come domini di
secondo livello (es: chianticlassico.wine).

“Questa decisione è una pura provocazione di ICANN diretta ai viticoltori e cittadini europei, ai nostri Governi” ha immediatamente reagito Riccardo Ricci Curbastro Presidente di EFOW. “ICANN ha ignorato tutte le posizioni espresse, compresa quella del Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz della settimana scorsa. Si sta incoraggiando il compimento di abusi, in particolare l’utilizzazione illegittima dei nomi delle nostre IG senza alcuna regola.” EFOW invita i richiedenti dei domini “:wine” e “.vin” a proseguire i negoziati per raggiungere una soluzione soddisfacente per tutte le parti, ed annuncia che se ICANN procederà all’assegnazione di questi domini senza tutelare i nomi delle Denominazioni avvierà una campagna di boicottaggio nei confronti dei domini stessi imponendo ai Parlamenti nazionali di introdurre norme che vietino l’utilizzo dei siti Internet terminanti con l’estensioni “.wine” e “.vin” all’interno del territorio nazionale ed europeo.Per i viticoltori europei “ è giunto il momento di ripensare alla gestione mondiale di Internet. Non è più tollerabile che i regolamenti internazionali possano essere ignorati e violati. L’Unione Europea, che promuove un altro modello di governance, non dovrà perdere l’occasione, che avrà al prossimo summit sulla governance mondiale di Internet ( San Paolo il 23 e 24 aprile prossimo), per far sentire la sua voce e quella dei cittadini europei. L’Unione infatti ritiene necessario un cambiamento nella governance di Internet.”

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