Mondo
Raggiunto l'accordo sul bilancio dell'Unione europea 2014-2020
La seconda proposta di Van Rumpoy permette la quadra del cerchio ma l'Europa vede sfumare le risorse per la crescita. L'Italia porta a casa comunque 3,5 miliardi in più di cui una parte per lo sviluppo rurale
09 febbraio 2013 | T N
Scende sotto quota 960 miliardi di euro, a 959, l'ammontare del bilancio europeo 2014-2020.
E' la prima volta nella storia dell'Unione europea che si sono tagli al bilancio dell'Unine ma questi erano stati la condizione sine qua non per Cameron e Merkel per arrivare a un'intesa.
Secondo quanto dichiarato da Van Rumpoy, autore anche di questa seconda bozza di accordo, i tagli sono di 34 miliardi di euro sia sugli impegni, che scendono a 959 miliardi di euro, che sulla spesa effettiva, scesa a 908. L'impegno equivale all'1% del pil europeo.
"E' stato trovato un buon compromesso per i paesi contribuenti netti" ha dichiarato la cancelliera Angela Merkel.
Soddisfazione anche per il premier inglese David Cameron. "Il popolo britannico può essere orgoglioso, abbiamo messo un limite alla carta di credito Ue" a 908 miliardi di spese. Lo sconto britannico sul bilancio Ue "è stato attaccato da tutte le parti nelle ultime riunioni ma è salvo, non ci sarà nessun cambiamento".
Una vittoria su tutta la linea per i paesi del nord Europa ma non va male anche all'Italia.
"Il risultato è soddisfacente", ha detto il presidente del consiglio Mario Monti dopo l'accordo raggiunto a Bruxelles. “L'Italia nel complesso ottiene fondi aggiuntivi per 3,5 miliardi di euro sui 7 anni rispetto alla prima proposta di Van Rompuy ad inizio novembre".
Dei 3,5 miliardi di fondi aggiuntivi ottenuti dall'Italia, 1,5 è destinato allo sviluppo rurale, la cui dotazione complessiva sale a 9,26 miliardi e 2 miliardi aggiuntivi sono, invece, indirizzati alle politiche di coesione. In particolare, 500 milioni serviranno alle aree rurali delle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno e oltre 400 milioni per l'occupazione giovanile al sud.
Per l'Italia il negoziato sul bilancio si è concluso con un "miglioramento molto significativo" del saldo netto, pari a meno 3,8 miliardi di euro rispetto ai sette anni precedenti, ha riferito il premier Mario Monti, precisando che la cifra rappresenta lo 0,23% del Pil. Nel settennato precedente, ha ricordato il premier, la differenza tra le somme versate all'Ue e quelle tornate al nostro paese era stata pari a 4,5 miliardi, circa lo 0,28% del reddito nazionale lordo. Nel 2011 il saldo negativo aveva addirittura quasi raggiunto i 6 miliardi di euro.
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