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Portare le olive al frantoio solo con rese superiori al 18%

Il consiglio dei tecnici dell'associazione Asaja di Jaen non tiene in alcun conto dei parametri di qualità

05 novembre 2011 | R. T.

Se l'olivo non ha raggiunto tra il 18 e il 20% di resa in olio al momento della raccolta, sarà più conveniente lasciare le olive sulle piante che raccoglierle e mandarle al frantoio. È quanto emerge da uno studio condotto dai tecnici ASAJA-Jaén, che dimostra che, con i prezzi medi correnti, l'unica ancora di salvezza per i produttori sono le alte rese in frantoio, anche a scapito della qualità.

Solo le aziende agricole con una resa di frangitura tra il 18 e il 20% avrà la possibilità di avere un minimo utile altrimenti sarà in perdita.

Lo studio prende in considerazione diverse variabili sui costi dal momento della raccolta alla frangitura, senza considerare le spese di coltivazione e di campo. Secondo Luis Carlos Valero, direttore e portavoce di BDA-Jaén, raccolta, trasporto, frangitura e ammortamenti vari portano a un costo non inferiore ai 0,26 euro/kg. A questi vanno aggiunti, appunto, tutti i costi di campo (pesticidi, irrigazione, potatura).

“Con una serie di spese dal campo al frantoio tra 0,26 e 0,30 euro al chilo, temiamo che con basse rese e gli attuali prezzi dell'olio, ci saranno perdite e non profitti", dice Luis Carlos Valero.

Così, Valero consiglia agli agricoltori di considerare la resa in olio dei loro ulivi prima della raccolta.

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