Mondo
Allarmi alimentari: ora è panico per i cetrioli
I precedenti storici sono ricchi di fobie per determinati alimenti contaminati, che hanno provocato molto allarmismo e un diffuso senso di insicurezza, con danni per centinaia di milioni di euro
04 giugno 2011 | Graziano Alderighi
Oggi è la volta dei cetrioli, anzi no. L'ortaggio è stato scagionato e l'origine di questa epidemia è ancora sconosciuto.
I danni alla salute sono provocati da una rara forma di Escherichia Coli, salvo poi scoprire che non è poi così rara e si tratta di una mutazione di un ceppo ben conosciuto.
E' stata, come già successo in passato, la settimana degli allarmi e degli allarmismi, con i media che, a caccia di informazioni che non potevano essere certe, alzavano via via i toni, alimentando il senso di insicurezza dei cittadini tedeschi e dell'Unione europea.
E' stata anche una buona scusa, per la Russia, per fare la voce grossa propio con l'Ue, rea di imporre condizioni spesso molto gravose per l'export. E' così che il blocco delle importazioni di ortaggi dall'Unione europea è stata solo il pretesto per una dichiarazione politica da parte del capo dell'agenzia russa Rospotrebnadzor per la protezione dei consumatori, Gennady Onishchenko, che ha detto che le morti provocate dall'epidemia "dimostrano che le lodate leggi sanitarie europee, che la Russia è stata esortata ad adottare, non funzionano". Il blocco verrà presto revocato ma con quali conseguenze economiche per i produttori europei? C'è chi stima il danno in più di 200 milioni di euro.
Intanto la Spagna si prepara a chiedere un risarcimento all’Ue per i danni causati ai suoi agricoltori dalla crisi del "cetriolo spagnolo", accusato ingiustamente di essere all'origine di un'intossicazione alimentare che ha già causato diversi morti in Europa. Il capo della diplomaziona spagnola, signora Trinidad Jimenez, ha detto che la Spagna sta valutando la possibilità "di chiedere un indennizzo alla Commissione europea per compensare i danni finanziari subiti dai produttori" spagnoli. Ma al momento, ha proseguito il ministro, "la cosa più importante è determinare l'origine dell'infezione".
Nel frattempo l'allarme sembra, pian piano, ridursi. Secondo un medico di Amburgo la diffusione del batterio si sta "stabilizzando". L'Oms ha reso noto che i Paesi colpiti sono 12 (oltre alla Germania, Austria, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti).
La malattia si manifesta con delle emorraggie nel sistema digestivo e nei casi più gravi con una sindrome renale che può avere esito fatale.
In Italia al momento non risultano esserci allarmi. . "Esiste - ha dichiarato il Ministro alla Salute Fazio - la possibilita' teorica che qualche contaminato dalla Germania possa arrivare in Italia ma sicuramente non e' possibile che prodotti contaminati arrivino sui nostri mercati". In Germania, ha spiegato il Ministro "le contaminazioni sono a livello locale. Gli italiani stiano tutti tranquilli, mangino pure frutta e verdura lavandola bene".
In Germania, invece, l'allarme cresce: la Bild ha titolato in prima pagina che cio' a cui si sta assistendo assomiglia ormai a "un film dell'orrore". Il giornale tedesco ha citato nuovi casi di infezioni di tipo secondario causate dalla trasmissione del batterio da persona a persona, anche senza aver mangiato, cioè, vegetali sospetti. In particolare in un liceo di Amburgo alcuni studenti si sono contagiati tra loro e a Hagen, in Nordreno-Westfalia, una scuola e' stata chiusa per il sospetto di contagi.
Negli ospedali tedeschi ormai si e' arrivati all'emergenza, dopo i circa duemila ricoveri di persone colpite dal batterio Ehec. Nel frattempo e' sempre buio pesto sull'origine del contagio, come conferma il batteriologo Holger Rohde, secondo il quale "non sappiano ancora spiegare dove ha avuto origine questo batterio, se in un animale, nell'uomo, in una pozzanghera o in un impianto di depurazione".
Nonostante la psicosi, il numero di decessi legati a questo batterio è molto inferiore a quanto registrato nel passato per episodi simili.
L'olio di colza all'anilina portò a morte 1200 persone in Spagna nel 1981.
I decessi da mucca pazza (sindrome Creutzfeldt-Jakob) furono meno di 300 nel 1986, di cui 170 solo in Gran Bretagna.
Nel 2006 morirono 240 persone, in Asia, a causa dell'influenza aviaria.
Una diminuzione dell'incidenza del numero di decessi per episodi di contaminazione alimentare che ci deve rendere ottimisti per il futuro e che invece continua a creare panico e allarmismi.
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