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L'India prossimo membro dell'Oiv

Entro il prossimo giugno sarà formalizzata l'adesione che conferirà pieno mandato alla delegazione indiana per prendere attivamente parte al Comitato Esecutivo, alle Commissioni e i Gruppi di Esperti

29 gennaio 2011 | T N

Lo scorso 12 gennaio il Governo indiano, per tramite del Ministero dell'Industria della Trasformazione Alimentare (Ministry of Food Processing Industries), ha presentato ufficialmente la richiesta di adesione all'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.

Tale richiesta è un risultato assolutamente positivo, frutto di un anno di incontri e di scambi epistolari tra l’OIV e il Ministero indiano, e dimostra l’interesse di questo Paese per il settore della vigna e del vino, così come espresso dall’Ambasciatore indiano, Ranjan Mathai, durante gli ultimi incontri dell'OIV tenutisi a Beaune nell'ottobre 2010.

Questa adesione sarà formalizzata entro 6 mesi, tempo necessario per le procedure diplomatiche di accettazione, e conferirà pieno mandato alla delegazione indiana, rappresentante del 45º Stato Membro, per prendere attivamente parte al Comitato Esecutivo, alle Commissioni e i Gruppi di Esperti dell’OIV.

Discorso di S.E. Ranjan Mathai, Ambasciatore dell’India
Beaune - Borgogna – Incontri OIV Ottobre 2010

Signor Presidente,
Membri del Comitato Direttivo,
Signore e Signori,

È per me un onore essere presente a questa cena, che precede la riunione del Comitato Esecutivo dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino. Vi riunite oggi a quasi 10 anni dalla nascita della nuova Organizzazione, le cui origini tuttavia risalgono agli albori della globalizzazione così come la conosciamo; il 1874, il 1908 e il 1924 sono date fondamentali della vostra storia.

Oggi l’India è ormai parte integrante del processo di globalizzazione e la nostra economia si lega sempre più strettamente a quella degli altri paesi. Milioni di indiani viaggiano all’estero, mentre oltre 5 milioni di turisti visitano il nostro paese. Le nostre attività e i nostri gusti sono diventati veramente internazionali. Ciò ha risvegliato in noi l’interesse a unirci a voi nell'OIV.

Abbiamo imparato dai britannici a leggere Shakespeare. Ma fino a poco tempo fa non seguivamo la sua osservazione, che “il vino è un’assai gioviale creatura”.

Il vino era conosciuto in India sino dagli inizi dello scorso millennio, seppur meno del "Soma Rasa" o dell’ "Amrut", considerati nettare degli dei e capaci di donare vigore ai nostri avi.

Durante la lotta per l’indipendenza c’è anche stata una campagna contro le dipendenze e contro l’alcol, che veniva visto da parte di alcuni come un'imposizione straniera. Cosi ci siamo divisi in due categorie: gli astemi e i grandi bevitori.

Ci tornano ora alla mente le parole attribuite a Benjamin Franklin:

Nell’acqua ci sono i batteri
Nella birra c’è l’amicizia
Nel vino c’è la saggezza

Cos’è la saggezza?

Se il terreno, la luce del sole, la vigna e la muffa nobile sono elementi naturali, è allora fuor di dubbio che il vino sia esso stesso parte della natura e del patrimonio dell'umanità. La saggezza consiste nel comprendere che, come scrive André Simon, “l’alcol del vino è come la tela sulla quale l'artista dipinge la sua opera. Non è dalla tela che siamo attratti, ma dal dipinto che essa ospita".

In India il dipinto sta ora arricchendosi di nuovi colori. A partire dagli anni ’80, con il recupero dei vigneti, in particolar modo nel Maharashtra e a Bangalore, abbiamo fatto molti passi avanti; (i) lo scorso anno sono state vendute 2 milioni di casse di vino indiano, (ii) esistono 82 singoli produttori, con 22.000 ettari di vigneti, (iii) nel 2009 è stato istituito il Comitato Indiano per la trasformazione dell’uva per garantirne la qualità. Siamo stati a lungo esportatori di uva, che rimane un prodotto agricolo particolarmente importante. Adesso esportiamo anche un po’ di vino. Nei prossimi anni contiamo di giocare un ruolo sempre più importante nel commercio mondiale del vino, ma questo è in corso d’opera, e i cambiamenti verranno di pari passo con l’evoluzione dell’economia indiana.

Sono felice di annunciare che stiamo attivamente definendo l’adesione dell’India all’OIV. Hanno partecipato a questo fine numerose istituzioni indiane, incluso il Ministero dell'Industria della Trasformazione Alimentare e il Ministero degli Esteri. Noi dell'Ambasciata sosteniamo vivamente questa adesione e siamo sicuri che le procedure si concluderanno molto presto. Non vediamo l’ora di unirci a voi.

In attesa di ciò, vorrei proporre un brindisi a tutti voi e ai comitati che trattano tutti gli aspetti dell’uva e del vino e lavorano per la promozione di questo nobile prodotto, frutto della terra e del lavoro dell’uomo. Potrei in realtà proporre molti brindisi, perché, se vogliamo raggiungere i livelli di consumo francesi, in futuro ogni indiano dovrà aumentare il proprio consumo di vino di circa il 6000%! Santé!

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