Mondo

Coi e Università di Davis: è ora di ricucire

Il nuovo direttore esecutivo, a pochi giorni dall'insediamento, vola negli Usa e invita l'Olive Oil Center a partecipare, come osservetore, ai prossimi lavori del comitato chimico del Consiglio Oleicolo Internazionale

29 gennaio 2011 | Ernesto Vania

La prima visita ufficiale del francese Jean-Louis Barjol, nuovo direttore esecutivo del Coi, è stata negli Stati Uniti.

Lo scorso 14 gennaio ha incontrato i maggiori esponenti dell'olivicoltura e del commercio dell'olio di oliva negli Stati Uniti, riconoscendo che gli Usa sono un mercato fondamentale per la crescita del consumo.

A questo scopo ha annunciato che probabilmente verrà prorogato il programma di promozione dell'olio di oliva anche per il biennio 2011-2012. Questo dopo che il Coi ha potuto riscontrare la crescita di popolarità dell'olio di oliva presso i consumatori statunitensi.

La visita ufficiale è stato anche un modo per ricucire uno strappo, verificatosi nei mesi scorsi, tra il Coi e l'Olive Oil Center dell'Università di Davis.
Dan Flynn, patron dell'Olive Oil Center, aveva infatti avallato una ricerca che avrebbe dimostrato la truffaldinità degli oli esportti negli Usa. Tale studio però è stato contestato, su basi scientifiche, dal Comitato dei Chimici del COI.

Uno scontro che non ha però avuto conseguenze irreparabili se, nel dicembre dell'anno scorso, l'Olive Oil Center ha visto riconosciuto il suo Panel dal Coi.
Nonostante questo, come ricordato da Jean-Louis Barjol, il laboratorio dell'Olive Oil Center, non è ancora stato accreditato dal Consiglio Oleicolo Internazionale.
Un invito e un incoraggiamento a far di più, rinnovando annualmente l'accordo di collaborazione col Coi.

Jean-Louis Barjol ha inoltre invitato il team dell'Olive Oil Center a partecipare, in qualità di osservatori, alla prossima riunione del Comitato Chimici, dove verranno anche esaminati i risultati dei test relativi alla validità del metodo dei diacilgliceroli negli oli di oliva.
Tale riunione è importante perchè avverrà dopo quella del Codex Alimentarius, in programma il 22 febbraio, dove verranno esaminate le possibili modifiche alla normativa Codex riguardante gli oli d'oliva.

Potrebbero interessarti

Mondo

L’eccellenza dell’olio extravergine premia Italia e Mediterraneo: i vincitori del Mario Solinas 2026

Si conferma ancora una volta il ruolo centrale del Mediterraneo nella produzione di olio extravergine di oliva di alta qualità. Il Consiglio Oleicolo Internazionale ha annunciato i vincitori dell’edizione 2026 del prestigioso Mario Solinas Quality Award per l’emisfero nord

23 aprile 2026 | 17:30

Mondo

Conflitto in Medio Oriente, allarme FAO: a rischio sicurezza alimentare globale

La guerra nel 2026 aggrava le fragilità dei sistemi agroalimentari e delle catene di approvvigionamento. Crescono i costi, diminuisce l’accesso al cibo e si moltiplicano i rischi per i Paesi più dipendenti dalle importazioni

23 aprile 2026 | 13:00

Mondo

I crostacei soffrono quando bolliti vivi

Una ricerca svedese dimostra che gli scampi reagiscono agli stimoli nocivi e agli antidolorifici. Sempre più Paesi introducono divieti, mentre il dibattito etico si intensifica anche nell’industria alimentare

23 aprile 2026 | 10:00

Mondo

L'olivicoltura rigeneravita finanziata dalla Fondazione PepsiCo

L’obiettivo è promuovere un modello agricolo più sostenibile, capace di migliorare la salute del suolo, ottimizzare l’uso delle risorse idriche e aumentare la resilienza delle colture agli effetti del cambiamento climatico coinvolgendo sempre più produttori olivicoli

23 aprile 2026 | 09:00

Mondo

Fioritura dell'olivo in anticipo nella Penisola Iberica

Le coltivazioni tra Spagna e Portogallo mostrano uno sviluppo fenologico avanzato, con un’elevata presenza di infiorescenze. Determinanti le piogge invernali e le temperature miti, ma persistono criticità nei terreni con scarso drenaggio

22 aprile 2026 | 11:00

Mondo

La Tunisia dell'olio di oliva cambia rotta: valorizzare l'origine

Con volumi così elevati, la priorità della Tunisia dell'olio di oliva non è più aumentare la produzione, ma valorizzare meglio l’origine, sviluppare il biologico, rafforzare il posizionamento premium e incrementare la quota di prodotto confezionato

21 aprile 2026 | 11:00