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Guide enogastronomiche, mercato in calo tra il 5% e il 10%: il futuro è digitale
Crescono le guide tematiche dedicate a segmenti specifici come street food e pizzerie. In un contesto sempre più digitale, dove l'on line ha sempre più peso, il cartaceo resiste come oggetto di prestigio e collezione
29 aprile 2026 | 16:00 | C. S.
Il mercato delle guide enogastronomiche in Italia attraversa una fase di trasformazione profonda. Negli ultimi anni, infatti, il settore ha registrato una contrazione delle vendite cartacee compresa tra il 5% e il 10% annuo, mentre cresce in modo significativo la fruizione digitale. Un cambiamento strutturale che sta ridefinendo modelli di business e strategie editoriali.
Nonostante l’assenza di dati ufficiali sulle tirature — spesso coperti da riservatezza commerciale — le stime di settore delineano un panorama dominato da pochi grandi attori storici, come Michelin, Gambero Rosso e Slow Food. Realtà che, pur mantenendo una presenza significativa in libreria, hanno progressivamente spostato il proprio baricentro verso piattaforme digitali, app e attività collaterali.
Secondo le stime più aggiornate relative al 2026, le tirature restano comunque rilevanti per alcune pubblicazioni: “Vini d’Italia” del Gambero Rosso si attesterebbe tra le 100mila e le 120mila copie, seguita da “Osterie d’Italia” di Slow Food con 70mila-90mila copie. Più contenuti i numeri della guida Michelin Italia, tra 40mila e 60mila copie, compensati però da un impatto mediatico e digitale ancora senza rivali.
Accanto a questi, si collocano altre pubblicazioni di settore, come le guide ristoranti del Gambero Rosso (30mila-45mila copie) e quelle de L’Espresso, che si rivolgono a un pubblico più ristretto e specializzato.
Un elemento spesso sottovalutato riguarda la distribuzione delle copie: tra il 15% e il 20% delle tirature viene destinato a omaggi per ristoranti, stampa e stakeholder. Una pratica che rafforza la visibilità dei brand ma incide meno sui ricavi diretti.
Il vero cambiamento, tuttavia, riguarda il modello economico. Le guide enogastronomiche non sono più semplici prodotti editoriali, ma veri e propri ecosistemi. Accanto alla vendita dei volumi, crescono i ricavi legati a servizi digitali, eventi, formazione e attività B2B. In questo contesto si inserisce anche Identità Golose, che ha costruito il proprio posizionamento puntando su piattaforme online e sul congresso internazionale, diventando un punto di riferimento per la cucina d’avanguardia.
La consultazione digitale, in particolare, è in forte espansione: le app ufficiali delle principali guide registrano oggi un numero di utenti superiore alle copie vendute. Un segnale chiaro di come le abitudini dei consumatori stiano cambiando, privilegiando strumenti immediati e aggiornati in tempo reale.
Resta invece stabile il ruolo delle guide nel canale Horeca, dove continuano a influenzare le scelte d’acquisto e le carte dei vini. Secondo i dati presentati durante Vinitaly, oltre la metà del valore del mercato vinicolo passa ancora da questo canale, confermando l’importanza strategica delle valutazioni e delle classifiche.
Infine, crescono le guide tematiche dedicate a segmenti specifici come street food e pizzerie. Pur con tirature più contenute — tra le 10mila e le 20mila copie — queste pubblicazioni registrano un’elevata rotazione in libreria, intercettando un pubblico più giovane e dinamico.
In un contesto sempre più digitale, il cartaceo resiste dunque come oggetto di prestigio e collezione. Ma il futuro delle guide enogastronomiche si gioca ormai sulla capacità di costruire piattaforme integrate, in grado di coniugare autorevolezza, accessibilità e presenza multicanale.
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