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La filosofia della Dop economy: il rinascimento agroalimentare italiano

La filosofia della Dop economy: il rinascimento agroalimentare italiano

L’opera prende avvio dal concetto di Dop economy, elaborato dall’autore nel 2019 e progressivamente affermatosi nel dibattito pubblico internazionale, per sviluppare una riflessione organica sul ruolo delle DOP e IGP italiane nel contesto contemporaneo

18 aprile 2026 | 14:00 | C. S.

È stato presentato a Roma, in un incontro promosso da Fondazione Qualivita e Origin Italia, il libro “La filosofia della Dop economy” di Mauro Rosati, pubblicato da Treccani con prefazione di Umberto Galimberti. Dopo i saluti istituzionali dei presidenti Cesare Baldrighi e Cesare Mazzetti, sono intervenuti Maurizio Martina, Stefano Patuanelli e Paolo De Castro. Le conclusioni sono state affidate al ministro Francesco Lollobrigida.

Con questo volume, Mauro Rosati propone una lettura ampia e originale della Dop economy, interpretandola come una delle espressioni più significative del rinascimento agroalimentare italiano, che nell’ultimo quarto di secolo ha accompagnato l’affermazione del made in Italy nel mondo. Il libro restituisce al sistema delle Indicazioni Geografiche una centralità che supera la sola dimensione produttiva e commerciale, mettendone in luce il valore culturale, sociale, identitario e istituzionale.

L’opera prende avvio dal concetto di Dop economy, elaborato dall’autore nel 2019 e progressivamente affermatosi nel dibattito pubblico internazionale, per sviluppare una riflessione organica sul ruolo delle DOP e IGP italiane nel contesto contemporaneo. Non solo un sistema economico legato al cibo di qualità, dunque, ma una visione capace di interrogare il rapporto tra territorio, comunità, regole, saperi e futuro.

Nella prima parte del volume viene approfondita la filosofia del sistema delle Indicazioni Geografiche attraverso i valori che lo strutturano: economia, cultura, identità, comunità, istituzioni e democrazia. Valori che prendono forma nelle filiere produttive e nei territori, delineando un modello di sviluppo fondato su equilibrio, responsabilità e coesione.

La seconda parte del libro si concentra sui territori e ricostruisce una vera e propria geografia delle piattaforme produttive italiane, mostrando gli effetti concreti delle filiere DOP e IGP nei rispettivi contesti economici e sociali. A questa prospettiva si affianca l’analisi del patrimonio storico e culturale da cui i prodotti a Indicazione Geografica hanno avuto origine, mettendo in evidenza la continuità di una tradizione agroalimentare che, pur attraversando trasformazioni e cambiamenti, ha conservato nel tempo un legame profondo con i luoghi e con le comunità.

Nella terza parte, il volume guarda alle prospettive future del sistema italiano, soffermandosi sia sui risultati e sulle esperienze che ne hanno fatto un modello internazionale, sia sulle criticità che oggi lo attraversano: il rapporto con la distribuzione, la sostenibilità ambientale, il ricambio generazionale, la tenuta delle comunità produttive. Ne emerge l’idea della Dop economy come una vera architettura civile, nella quale il valore si costruisce lungo l’intera filiera attraverso qualità del lavoro, trasparenza e radicamento territoriale. La conclusione si concentra sul modo in cui anche sistemi maturi, come quello della produzione di cibo di qualità attraverso i Consorzi di tutela, possano rappresentare per la società un contributo concreto e autorevole di fronte alle crisi del presente.

Un progetto culturale per il Paese

Il libro si inserisce in un percorso culturale più ampio promosso da Fondazione Qualivita e Origin Italia, che proseguirà nel corso del 2026 attraverso iniziative e presentazioni nei territori, in collaborazione con Consorzi di tutela, Università e partner istituzionali, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza pubblica del sistema delle produzioni italiane di qualità e del loro contributo allo sviluppo del Paese.

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