Libri
Tra le montagne del Canton Ticino, attorno al lago
Non c’è bisogno di andare troppo lontano da casa per scoprire insospettabili segreti e restare coinvolti in inquietanti misteri. La sparizione, un romanzo di Andrea Fazioli recensito da Paola Cerana
09 ottobre 2010 | Paola Cerana

âEra una bella giornata di giugno. Dal balcone si vedevano scintillare i tetti di Lugano, fin sulla riva del lago. Qualche nuvola passava in fretta, subito scacciata dal vento. Sullâacqua, motoscafi e barche a vela intrecciavano le loro traiettorie ...â
Eâ questa lâatmosfera che accompagna i protagonisti del nuovo libro di Andrea Fazioli, La sparizione, edito da Guanda.

Fazioli è un giornalista e scrittore svizzero, di Bellinzona, già conosciuto e apprezzato per i suoi precedenti romanzi, Chi muore si rivede, Lâuomo senza casa e Come rapinare una banca svizzera. Con le sue parole, riesce sempre a colorare di un âgialloâ avvincente lâapparente tranquillità del Canton Ticino, movimentando di colpi di scena le quiete giornate dei suoi abitanti.
In realtà è un tiepido pomeriggio dâottobre e io mi accingo a partecipare alla presentazione del libro, curiosa di conoscere questo scrittore di cui ho tanto sentito parlare. Mentre al di là del lago, nella città di Lugano, una vivace Oktober Fest anima le strade e le piazze di musica, sapori e profumi golosi, la piccola Melide sembra farsi ancor più assorta per accogliere lâevento. Fazioli, infatti, ha scelto di presentare il suo romanzo in questo pittoresco paesino, abbracciato dalle colline che sâinchinano sul lago, anche in occasione del quindicesimo anniversario della biblioteca comunale.
Lâatmosfera è, quindi, intima e amichevole, lontana dalle formalità che di solito impregnano simili incontri culturali. E ne sono proprio contenta. Credo dâessere lâunica italiana in platea ma mi sento a casa, tra gente sorridente che mi saluta come se mi conoscesse, e quando lâautore entra in sala ho la sensazione che il romanzo â lâanima â si ricongiunga finalmente con il proprio corpo. Sì, perché quando si legge un libro e lo si apprezza, si vorrebbe anche poter guardare negli occhi e ascoltare la voce di chi lâha creato, per sentire vivere i personaggi e le loro emozioni oltre le pagine. La sensazione che ho, quando lâautore prende la parola, è di trovarmi di fronte ad una persona schietta e sensibile, proprio come il suo stile narrativo, e quegli occhi azzurro cielo sembrano riflettere la stessa profondità dâanimo che trapela dalla vicenda raccontata nel libro.
Con grande disinvoltura, Fazioli ha saputo far respirare La sparizione senza svelare troppo, aumentando, quindi, la curiosità e stuzzicando la fantasia in chi non avesse ancora letto il romanzo.
La storia si sviluppa tra le montagne del Canton Ticino, attorno alle acque del suo lago, solo apparentemente immobile. Non câè bisogno di andare troppo lontano da casa, infatti, per scoprire insospettabili segreti e restare coinvolti in inquietanti misteri.
La vicenda ruota attorno a Natalia, una liceale tranquilla e serena, che si trova a dover affrontare, insieme alla madre, il dolore della perdita del padre, noto medico di Lugano, colpito improvvisamente da un infarto. Alla sofferenza intima, privata, già acuta di per sé, incombe come un macigno lâombra di un altro delitto, talmente sconvolgente da procurare uno shock alla ragazza che, di colpo, smette di parlare. I suoi ricordi tuttâa un tratto si oscurano, i pensieri si annebbiano e la confusione impedisce a Natalia di esprimersi, alzando così un muro silenzioso tra lei e gli altri. In casa, nel frattempo, vengono ritrovate delle carte, dei documenti del padre, che rivelano lâesistenza di un inquietante segreto, qualcosa di cui nessuno, in famiglia né in paese, sospettava.
Natalia, isolata nel suo silenzio, ha paura. Sarà Elia Contini - il protagonista dei precedenti romanzi di Fazioli â a districare i fili che intrecciano tutti questi eventi. Contini non è più un detective, come nelle altre storie, ma traffica in un giornale di provincia. Tuttavia, non ha perso il vizio di cacciarsi nei guai o, forse, sono proprio i guai a cercare lui. Lâex poliziotto e la ragazza che tace cercheranno, insieme, di risolvere lâenigma in cui si sono trovati coinvolti, in un clima di suspense che lascia però sempre respiro allâironia e al buon gusto.
Fazioli, mescola abilmente realtà e immaginazione, prendendo per mano il lettore e invitandolo a passeggiare insieme a lui per le strade di casa sua. La storia, infatti, è frutto della fantasia ma i luoghi sono reali, i protagonisti sono rubati alla vita quotidiana e il loro linguaggio è colorato spesso da espressioni dialettali che li rendono più veri e famigliari. Emerge, così, un sottobosco umano e psicologico fitto, affascinante ma anche torbido e denso di contraddizioni. Perché il piccolo Canton Ticino non è solo quiete e silenzio. Eâ anche vita notturna, locali ambigui, corruzione, sfruttamento e prostituzione. Tutti lo sanno, eppure nessuno lo dice.
Eâ così che il silenzio della paura diventa la paura del silenzio.
La sparizione, in realtà è più di una: spariscono persone, spariscono certezze, spariscono parole ma sparisce anche la tensione, alla fine, lasciando solo il piacere di una lettura densa di emozioni e di spunti su cui riflettere.
Uscendo dalla sala di Melide, con la copia autografata del libro sottobraccio, lancio uno sguardo al lago, che poeticamente unisce e separa la Svizzera dallâItalia. Qualche nuvola passa in fretta, subito scacciata dal vento ⦠sullâacqua, motoscafi e barche a vela intrecciano le loro traiettorie, esattamente come nel romanzo.
Mi sorge spontanea una considerazione, a conferma del fatto che i libri non sono solo una piacevole compagnia, un divertimento, ma anche uno stimolo per riflettere e crescere: chissà mai che Andrea Fazioli, con le sue belle parole, la sua sensibilità e il suo sguardo trasparente, innamorato della sua terra, non aiuti a far sparire anche i confini tra due Nazioni così vicine eppure, troppo spesso, così incomprensibilmente lontane.
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