Italia

Il bio senza pace. Icea perde pezzi

Escono, non senza rimpianti e malumori, alcuni dei fondatori storici dell’istituto di certificazione in Sicilia che dichiarano: “Icea è un progetto stravolto da una gestione di stile berlusconiano”. Pronta la replica di Icea

03 aprile 2010 | T N

Il Consorzio Icea (Istituto Certificazione Etica e Ambientale) perde 5 fondatori storici della sede di Sicilia. Vincenzo Moscuzza, Nino Scuderi, Daniela Sichel, Gaetano Torrisi e Vittorio Turco, 5 tecnici che hanno dato il loro contributo alla nascita del Biologico in Sicilia, prima con Aiabssociazione Italiana Agricoltura Biologica) e poi con ICEA hanno voluto chiudere il loro rapporto con Icea per le cose che hanno subìto in questi anni.
5 validi tecnici che vanno via senza rimpianti ma certi di aver dato il loro contributo anche al consolidamento del movimento Bio in Sicilia e sicuri di voler continuare a farlo ancora fuori da Icea dentro altri ambiti.
Icea perde pezzi importanti della sua Storia e si ripete ciò che è accaduto in altre Regioni Italiane ed anche con la fuoriuscita dell’Aiab che era stato il maggior soggetto fondatore di Icea. Tali epiloghi sono nel Dna di Icea o dipendono dall’attuale Governo del Consorzio Icea?
Il gruppo dei 5 fondatori di Biosì ha gestito la sede operativa siciliana di Icea dal 1994 al 31 marzo 2010.
I problemi sono cominciati quando il sesto componente di Biosì e responsabile amministrativo, Walter Tropea fù nominato Referente di Icea in Sicilia contro la volontà dei suoi 5 Soci che ne avevano potuto apprezzare le sue non spiccate qualità amministrative.
Tale nomina determinò, nello stesso Tropea, un palese conflitto di interesse che sta per sfociare in azioni legali da parte di alcuni soci verso lo stesso, ma ha determinato anche la perdita della fiducia da parte dei 5 fondatori verso il loro responsabile che aveva approfittato proprio dei 5 Soci per rimanere, nonostante tutto, “timoniere della barca” Icea in Sicilia.
Con il preliminare di vendita ad Icea delle proprie quote i 5 Soci fondatori di Biosì hanno voluto chiudere una stagione che ha lasciato loro tanta amarezza per i comportamenti del loro responsabile Tropea sostenuti dalla Presidenza di Icea che dall’esterno di Biosì ha condizionato alquanto tutta la triste vicenda.
Vincenzo Moscuzza ha dichiarato: “…ce ne usciamo, consapevoli che con questo Presidente Paparella, Icea non ha più molto futuro e non rappresenta più le istanze di tanti Soci fondatori; Icea è un progetto stravolto da una gestione di stile berlusconiano. Chi non è col Presidente se ne va o viene fatto uscire e la base di Icea è ormai incapace di cambiamento perché appiattita sulle posizioni del Presidente. E l’ultima assemblea di dicembre 09, a cui ero presente, me ne ha dato la conferma: sulle linee politiche future proposte da Paparella c’è stato un misero dibattito. L’unico intervento che poneva problemi è stato il mio e qualcuno ha ribattuto al mio. Poi... l’Assemblea si è conclusa… ”


AGGIORNAMENTO del 16 aprile 2010

Egregio Direttore,
leggo il comunicato stampa da voi rilanciato circa la fuoriuscita da Icea Sicilia di cinque tecnici. Sono indignato per la distorsione dei fatti contenuta nel testo che Vincenzo Moscuzza ha deciso di emettere, frustato dalla propria incapacità a governare le vicende interne di una società - BioSì - che opera sulla base di un incarico di Icea per l’organizzazione dei servizi logistici di Icea in Sicilia.

Tengo a precisare che dette vicende interne di BioSì nulla hanno a che vedere con l’operatività di Icea in qualità di ente di certificazione che risponde a precisi criteri di indipendenza e imparzialità accreditati da Accredia e sottoposti alla vigilanza del Mipaaf e delle Regioni.

Nel corso di questi anni nessun atto di esclusione o emarginazione personale è stata fatta nei confronti di alcuno dei tecnici nominati dal comunicato di Moscuzza e tantomeno nei suoi confronti. La loro scelta rimane una scelta ispirata prevalentemente ad aspetti economici e alla difesa di rendite personali di posizione, opportunamente liquidate da ICEA, e nulla ha a che fare con la missione, i progetti e la passione di ICEA e di quanti quotidianamente vi operano come l’attuale personale stabile presente in BIOSì e nell’ufficio di ICEA in Sicilia. A loro il più ampio riconoscimento di tutta ICEA e degli operatori biologici siciliani per essere riusciti a garantire continuità del servizio, pur nella pressione psicologica indotta dai comportamenti di disturbo attuati da Moscuzza. A dirigere il nostro Ufficio in Sicilia è stato ed è tutt’ora Walter Troppa, persona di riconosciuta professionalità e di specchiata moralità e trasparenza che aveva ed ha a cuore solo l’affidabilità e l’efficienza della struttura di controllo di ICEA in Sicilia. A lui, che nel dirigere anche la società BIOSì ha avuto a cuore - anche in questa fase di travagliato rinnovamento societario - la difesa del patrimonio sociale e la tutela degli interessi dei soci, va la più ampia solidarietà e sostegno di tutta ICEA.

E a riprova della qualità del lavoro in Sicilia, voglio ricordare un evento per tutti: nell’isola, l’attuale sistema operativo ICEA è stato capace di promuovere una manifestazione di rilevante evidenza internazionale che dona lustro e prestigio a tutto il biologico siciliano come il BIOLMIEL, premio internazionale per i migliori mieli biologici del mondo: evento all’insegna della biodiversità, della qualità dell’ambiente e della valorizzazione degli agricoltori biologici.
Il tempo ha dato e darà sempre giustizia sia del profondo attaccamento alla propria missione istitutiva di ICEA sia della passione e professionalità di quanti ci lavorano: nell’interesse del biologico italiano e di una cultura della sostenibilità. Chiunque abbia tentato di piegare la direzione di ICEA a puri interessi economici di parte e a minarne indipendenza e imparzialità non troverà mai cittadinanza dentro l’Istituto.

Nino Paparella
Presidente ICEA

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