Italia

Una bottiglia grande quanto l'Italia del vino

Una bottiglia grande quanto l'Italia del vino

A Vinitaly ci saranno sei statue di epoca romana provenienti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti di Firenze, tutte opere scultoree che evocano il mondo mitologico e simbolico legato al vino e al culto di Bacco

11 aprile 2026 | 09:00 | C. S.

Una bottiglia lunga trenta metri e alta dieci che reca sull'etichetta la scritta "Dentro c'è l'Italia", perché in una bottiglia grande cento volte il normale c'è spazio per contenere i vitigni che caratterizzano i territori italiani da Nord a Sud. È questo il nuovo concept dello spazio espositivo del Ministero dell'Agricoltura che accoglierà le migliaia di visitatori attesi per la 58ma edizione di Vinitaly, la più grande fiera del vino e degli spiriti d'Italia e una delle più rinomate al mondo. 

"A dicembre abbiamo raggiunto un grande risultato, la Cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio dell'Unesco dopo un percorso che era cominciato proprio a Vinitaly tre anni fa insieme a Gianmarco Mazzi sottosegretario alla Cultura e oggi ministro del Turismo. La cucina italiana è stata considerata degna di tutela perché porta con se non solo l'arte di cucinare le eccellenze che provengono dalle varie regioni d'Italia, ma perché alla base della nostra cultura enogastronomica c'è la convivialità, lo stare insieme. La nostra cucina non sarebbe quello che è senza il vino. Il legame del vino con la Cucina è inscindibile, il vino è uno dei pilastri. E a Vinitaly celebriamo la sua centralità con questa grande bottiglia grande cento volte il normale. Lo spazio espositivo si aprirà al pubblico animandosi anche all'esterno con spettacoli continui che narreranno l'identità di questo elemento della Cucina italiana, i performer attireranno i visitatori all'interno per esplorare i vitigni alla base dei nostri grandi vini. C'è un dialogo costante tra il vino e l'arte che tutto il mondo ama, grazie al Ministero della Cultura e al ministro Alessandro Giuli quest'anno potremo ammirare sei statue sul mito di Bacco provenienti dagli Uffizi e da palazzo Pitti. Come ministro dell'Agricoltura voglio lanciare un messaggio di ottimismo, il vino italiano continuerà a essere una eccellenza apprezzata nel mondo e Vinitaly ne è la vetrina per eccellenza", dichiara il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

L'esperienza che il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste vuole offrire ai visitatori è infatti arricchita da due grandi contributi. All'interno dello spazio espositivo ci saranno sei statue di epoca romana provenienti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti di Firenze, tutte opere scultoree che evocano il mondo mitologico e simbolico legato al vino e al culto di Bacco rese disponibili grazie al prezioso contributo del Ministero della Cultura.

"Ancora una volta l'Italia è caput mundi dell'enogastronomia e delle eccellenze vitivinicole italiane. Le straordinarie opere che esporremo sono tracce vive di una civiltà in cui il vino, già nell'antichità, era linguaggio di relazione, espressione di un principio alto di convivialità. Il vino continua, oggi come allora, a incarnare una forma intima e profonda di riconoscimento: è racconto, identità, memoria condivisa. Attraverso di esso parte della cultura italiana si narra a sé stessa e si offre al mondo, con quella naturale eleganza che unisce arte, bellezza, storia e senso della comunità", dichiara il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Le statue, giunte a Verona grazie al contributo di Generali Italia, provengono dalla Galleria degli Uffizi e da Palazzo Pitti. Dalla prima sarà possibile ammirare il gruppo statuario di Bacco e Satiro, quello di Bacco e Ampelo, la Ninfa con pantera e le statue di Bacco e di Hora. Da Palazzo Pitti una statua di Bacco di epoca romana. Tutte queste opere faranno parte di un percorso espositivo che metterà in luce la straordinaria ricchezza della viticoltura italiana. 22 vitigni, dal Nebbiolo del Piemonte al Primitivo della Puglia, dal Nero d'Avola di Sicilia al Friulano del Friuli passando per i vitigni caratteristici delle regioni del Centro Italia come Sagrantino per l'Umbria e il Montepulciano per l'Abruzzo solo per citarne alcuni. I vitigni lasceranno il loro segno nei visitatori che, guidati da 3 sommelier della Federazione italiana sommelier, potranno vivere un'esperienza olfattiva alzando delle campane di vetro che ne custodiscono le essenze. 

Il secondo elemento, e il più innovativo, sarà rappresentato dall'attività all'esterno dello spazio espositivo ideata dal direttore artistico Giuliano Peparini e realizzata da Inda. I performer della Peparini Academy racconteranno l'identità del vino e inviteranno i visitatori a entrare nello spazio espositivo dove appunto sarà possibile scoprire i capolavori artistici e i grandi vitigni italiani caratteristici dei territori. Un'esperienza in cui arte, cultura e natura dialogano tra loro. 

"Lo spettacolo crea un dialogo tra tradizione e contemporaneità - spiega Giuliano Peparini - ispirandosi a grandi opere del repertorio europeo di autori come Francesco Redi, Euripide e Claudio Monteverdi, mettendo in luce una visione poetica, sensoriale e sacra del vino, inteso come fonte di gioia, trasformazione e legame collettivo. Attraverso una scrittura scenica immersiva, viene presentato come simbolo vivo di identità, memoria e condivisione, capace di raccontare storie intime e collettive. Affermiamo che il vino, oltre alla sua dimensione economica, resta un potente simbolo di cultura e vita".

Le performance, che andranno in scena continuamente durante l'apertura del quartiere fieristico, avranno come interpreti giovani talenti che "la collaborazione tra fondazione Inda e Peparini ha voluto valorizzare dando ai giovani artisti l'opportunità di esibirsi davanti a un pubblico internazionale. La fondazione tiene alla crescita dei giovani come custodi della memoria e promotori di cultura", afferma Francesco Italia presidente di Fondazione Inda.

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