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Pasqua 2026, gli italiani non rinunciano ai dolci ma spendono con più attenzione

Pasqua 2026, gli italiani non rinunciano ai dolci ma spendono con più attenzione

Tre su quattro compreranno uova e colombe. Vincono i prodotti industriali, ma cresce l’interesse per l’artigianale. Il prezzo resta il primo fattore di scelta

03 aprile 2026 | 10:00 | C. S.

Anche nel 2026 gli italiani non sembrano intenzionati a rinunciare ai dolci pasquali, ma lo faranno con un occhio molto più attento al portafoglio. Uova di cioccolato e colombe continueranno a occupare un posto centrale nelle spese legate alla festività, anche se l’aumento dei prezzi sta spingendo una parte dei consumatori a ridurre quantità e budget.

A fotografare il quadro è un’indagine dell’Osservatorio Shopping DoveConviene, che ha analizzato intenzioni e abitudini di acquisto degli italiani in vista della Pasqua. Il risultato è un mercato ancora vivace, ma attraversato da una crescente prudenza.

Secondo i dati raccolti, quasi 3 italiani su 4 (75%) acquisteranno dolci pasquali. Il prodotto più diffuso resta l’uovo di cioccolato industriale, in particolare quello con personaggi e licenze, scelto dal 54% degli intervistati. Una preferenza che conferma quanto il segmento continui a essere trainato soprattutto dagli acquisti destinati a bambini e famiglie.

Accanto ai prodotti della grande distribuzione, però, si consolida anche l’attenzione verso proposte più ricercate. Le uova artigianali raccolgono il 34% delle preferenze, mentre la colomba artigianale si attesta al 32%. Più indietro le colombe industriali (25%) e i dolci tipici locali (17%), che mantengono comunque uno spazio importante all’interno delle tradizioni territoriali.

Più di un uovo per famiglia, ma il caro prezzi pesa

La Pasqua si conferma una ricorrenza all’insegna dell’abbondanza. Otto italiani su dieci prevedono infatti di acquistare più di un uovo di cioccolato, con la fascia più frequente compresa tra 2 e 4 unità (62%).

Ma dietro questa apparente stabilità si intravede un cambio di passo. Rispetto al 2025, cresce infatti la quota di chi pensa di contenere la spesa: quasi 1 italiano su 5 (19%) dichiara che comprerà meno uova di cioccolato rispetto allo scorso anno. La ragione principale è una sola: l’aumento dei prezzi.

Il tema del costo emerge con forza anche tra coloro che rinunceranno del tutto all’acquisto di dolci pasquali. Si tratta di una minoranza, pari all’8%, ma significativa: oltre la metà di chi non comprerà nulla indica proprio il prezzo troppo elevato come motivo principale della scelta.

Budget sotto controllo e acquisti guidati dalle offerte

La spesa per la Pasqua, insomma, resta importante ma sempre più pianificata. I budget dichiarati mostrano una distribuzione piuttosto netta: il 32% degli italiani prevede di spendere fino a 20 euro, un altro 32% si colloca nella fascia tra 21 e 40 euro, mentre il 20% stima una spesa compresa tra 41 e 60 euro.

A incidere sulle decisioni non è solo quanto spendere, ma anche quando comprare. Le offerte promozionali si confermano infatti uno degli elementi più influenti nel comportamento d’acquisto. Il 63% degli intervistati afferma di scegliere il momento dell’acquisto in base alle promozioni disponibili.

Questo spiega anche perché la maggior parte degli acquisti si concentri a ridosso della festività: il 66% compra i dolci pasquali nelle ultime due settimane, mentre solo il 17% si muove con largo anticipo. Una dinamica che riflette una spesa sempre più tattica, costruita intorno alla convenienza.

Non conta solo il prezzo: la sorpresa continua a fare la differenza

Se il costo è il primo driver razionale, l’acquisto dell’uovo di Pasqua continua però a mantenere una forte componente simbolica ed emotiva. A pesare nella scelta, infatti, non è soltanto il cioccolato ma anche ciò che si trova all’interno.

Secondo l’indagine, per il 71% degli italiani la sorpresa conta molto o abbastanza nella decisione finale. Un dato che conferma come il valore percepito del prodotto resti strettamente legato all’esperienza del regalo e al suo significato, soprattutto nei nuclei familiari con bambini.

Il supermercato domina, l’online resta marginale

Sul fronte dei canali di acquisto non ci sono grandi sorprese: il supermercato continua a essere il luogo privilegiato per comprare dolci pasquali. La grande distribuzione raccoglie infatti l’84% delle preferenze, confermandosi il principale punto di riferimento per questo tipo di spesa stagionale.

Più contenuta la presenza dei canali tradizionali, come pasticcerie artigianali, cioccolaterie e negozi di vicinato, mentre l’online rimane su livelli ancora molto bassi, con quote inferiori all’1%.

Il dato conferma che, almeno per i prodotti simbolo della Pasqua, gli italiani continuano a preferire un acquisto fisico, immediato e quotidiano, spesso legato alla spesa ordinaria e alla possibilità di confrontare direttamente prezzi e promozioni.

Tradizione sì, ma con attenzione alla spesa

Il quadro che emerge è quello di una Pasqua ancora profondamente radicata nei consumi degli italiani, ma vissuta con un approccio più selettivo rispetto al passato. La tradizione tiene, l’acquisto resta diffuso, ma si consolida una logica più attenta alla convenienza e al rapporto qualità-prezzo.

In altre parole, gli italiani continueranno a mettere uova e colombe nel carrello, ma sempre più spesso lo faranno dopo aver controllato offerte, budget e valore percepito.

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