Italia
Vendemmia 2026: la viticoltura di precisione al banco di prova
Çobo Winery, Vallepicciola e le realtà altoatesine Abbazia di Novacella, Nals Margreid, Cantina San Michele Appiano raccontano l’annata 2026, confermando l’importanza fondamentale della gestione millimetrica del vigneto tra analisi tecniche e timing di raccolta, di fronte alla sfida degli sbalzi climatici
27 agosto 2026 | 09:00 | C. S.
La vendemmia 2026 si apre sotto il segno della precisione in vigna: di fronte a un andamento stagionale caratterizzato da forti escursioni termiche e da finestre di maturazione sempre più ristrette, la risposta dei produttori non è la resa alle nuove condizioni climatiche, ma la gestione attenta del vigneto. Attraverso le voci di cinque aziende vitivinicole leader, la mappa di un’annata in cui l’intervento agronomico e la visione enologica hanno fatto e faranno la differenza.
ALBANIA
È partita da pochi giorni la vendemmia di Çobo Winery, cantina situata sui rilievi di Berat, nel sud dell’Albania: «Siamo appena partiti con la raccolta del Puls, vitigno autoctono a bacca bianca che usiamo per le basi del nostro metodo classico Shëndeverë. Una vendemmia anticipata di circa 10 giorni rispetto al solito» dichiara Muharrem Çobo, proprietario della cantina insieme al fratello Petrit.
«Nonostante le temperature alte, siamo contenti della qualità dell’uva dal punto di vista tecnico: Cabernet e Merlot hanno sofferto un po’ di più il caldo, mentre i vitigni autoctoni Shesh-i-Zi, Puls e Vlosh sono in condizioni ottimali, anche dal punto di vista organolettico». Per quanto riguarda la quantità, Çobo prevede «un’annata generosa, con un +10% di uve raccolte rispetto all’anno precedente. Siamo fiduciosi e continuiamo con il nostro lavoro per ottenere degli ottimi risultati da quest’annata».
TOSCANA
Primo stacco a inizio agosto per Vallepicciola, nel Chianti Classico: «È una vendemmia che è appena iniziata, ma che stiamo vivendo con grande entusiasmo. Il lavoro fatto fin qui in vigna è stato importante e molto attento, e oggi vediamo una squadra di cantina motivata e pronta a dare il massimo» afferma Gaia Cinnirella, nuova enologa della cantina di Castelnuovo Berardenga.
«È la mia prima vendemmia a Vallepicciola e sono particolarmente felice di viverla insieme a un team così coinvolto. È ancora presto per parlare dei vini che nasceranno, ma le prime sensazioni assaggiando i giovani mosti in cantina sono molto positive e le aspettative sono alte: vogliamo avere un solido fil rouge tra i nostri vigneti ed i vini che nasceranno per esprimere pienamente il carattere di Vallepicciola e del suo territorio».
ALTO ADIGE
A breve in partenza anche la vendemmia in Alto Adige, da Nals Margreid, che prevede di iniziare la vendemmia già nei prossimi giorni con le varietà più precoci come Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon. «Le temperature insolitamente elevate dell’annata hanno accelerato lo sviluppo vegetativo della vite, determinando però anche la formazione di acini di dimensioni contenute, elemento che lascia prevedere una produzione quantitativamente inferiore rispetto alla media» spiega Harald Schraffl, enologo della cantina.
«Proprio in considerazione delle temperature elevate e della precocità dell’annata, abbiamo scelto di non effettuare la sfogliatura nella zona dei grappoli. Il fogliame svolge infatti un’importante funzione protettiva, schermando le uve dall’eccessiva esposizione solare e riducendo il rischio di scottature».
«Inizieremo il prossimo 24 agosto con le prime uve di Sauvignon al Marklhof. Subito dopo, sempre a fine agosto, procederemo con il Pinot Nero. Nei vigneti situati in Valle Isarco, invece, partiremo attorno al 7 settembre» racconta Werner Waldboth, direttore dell’Abbazia di Novacella.
«Siamo contenti di quello che abbiamo visto finora nei nostri vigneti, sia in termini di qualità che di quantità, che probabilmente sarà in linea con quella dell’anno scorso. Vista la vendemmia precoce, la grande sfida sarà identificare il momento giusto per vendemmiare le diverse varietà, per avere il giusto equilibrio tra zuccheri e acidità».
«L'annata 2026 è stata finora caratterizzata da temperature superiori alla media, ma senza particolari problemi di siccità. La crescita vegetativa della vite è risultata equilibrata. Fondamentale, come sempre la precisione e la puntualità dei nostri soci nella gestione dei vigneti» spiega Jakob Gasser, enologo della Cantina San Michele Appiano.
«Al momento prevediamo un anticipo di circa 3-4 giorni rispetto al 2025, con la raccolta nelle zone precoci già a fine agosto e l’inizio della vendemmia vera e propria intorno al 7 settembre. Dal punto di vista quantitativo ci aspettiamo una produzione in linea con la media, grazie a un accurato e tempestivo lavoro di diradamento e vendemmia verde, determinante anche per garantire un'elevata qualità delle uve».
«Un aspetto particolarmente significativo di questa annata è stato il numero molto ridotto di interventi fitosanitari, tra i più bassi mai registrati negli ultimi anni» prosegue Gasser. «Inoltre, l'inerbimento spontaneo presente in tutti i nostri vigneti, con erbe e fiori tra i filari, sta svolgendo un ruolo fondamentale nel trattenere nel terreno l'acqua apportata dai temporali, migliorando la disponibilità idrica per le viti e favorendo l'equilibrio dell'ecosistema vigneto».
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