Italia
Oliveti in trincea: nasce il piano strategico per salvare l'oro verde dell'Alto Garda
Oltre 400 olivicoltori in rete, un canale WhatsApp, incontri tecnici e monitoraggio degli insetti: la Comunità Montana scende in campo contro abbandono e parassiti. L'obiettivo è difendere un paesaggio che è identità, cultura e turismo
16 luglio 2026 | 09:00 | C. S.
Non è solo una questione di olio. È una battaglia per il paesaggio, per la storia, per il volto stesso dell'Alto Garda. Con questa convinzione la Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, in collaborazione con Aipol, ha dato ufficialmente il via al Programma strategico per l'olivicoltura, un progetto voluto dal presidente Franceschino Risatti per rispondere a una crisi che da anni incombe sulle colline del lago.
L'allarme non è nuovo, ma la risposta, questa volta, si annuncia strutturata e corale. L'iniziativa coinvolge oltre 400 olivicoltori – professionisti e hobbisti, grandi aziende e piccoli appezzamenti – distribuiti nei sette Comuni rivieraschi del Parco, da Salò a Limone sul Garda. Un esercito silenzioso che la Comunità Montana intende sostenere e mettere in rete, per arginare lo stillicidio di abbandoni e degrado che minaccia una delle colture più iconiche del territorio.
Il paradosso dell'olivicoltura eroica
Le ragioni della crisi sono note e amare: produzioni sempre più ballerine, colpite da eventi climatici estremi e dall'avanzata di nuovi parassiti; costi di gestione in salita; e, soprattutto, compensi che troppo spesso non ripagano l'impegno e gli investimenti richiesti. In Alto Garda, dove gli ulivi crescono su terreni impervi e terrazzamenti affacciati sul lago, si parla a ragione di "agricoltura eroica". E come tutte le imprese eroiche, anche questa ha bisogno di un sostegno concreto per non soccombere.
«L'olivicoltura non è soltanto un'attività economica – sottolinea Risatti – è l'elemento identitario del nostro paesaggio, un patrimonio culturale e turistico che dobbiamo preservare per le future generazioni».
Un canale WhatsApp per restare aggiornati
Tra le novità più apprezzate del programma c'è la nascita del canale WhatsApp «Olivicoltura Alto Garda». Uno spazio aperto, gestito dai tecnici Aipol, pensato per diffondere in tempo reale aggiornamenti, informazioni tecniche e contenuti dedicati agli operatori del settore. Il successo è immediato: già 220 iscritti, a testimonianza di un'esigenza di comunicazione e di comunità che era rimasta finora inascoltata.
Cimice asiatica e margaronia: i nemici di oggi
Ma il programma non si ferma alla comunicazione. Questa mattina, nella sala civica Castellani di Gargnano, è partito il primo di una serie di incontri tecnici dedicati ai principali nemici dell'ulivo. Sul tavolo, due parassiti particolarmente insidiosi:
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La cimice asiatica, responsabile del fenomeno della cascola – la caduta prematura dei frutti – che sta mettendo a dura prova molte aziende;
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La margaronia, un lepidottero fino a poco tempo fa considerato un dannoso secondario per le foglie, ma che ha esteso il suo attacco anche alle olive in fase di accrescimento, sorprendendo gli stessi tecnici.
Gli esperti hanno illustrato come riconoscere insetti e sintomi e quali strategie adottare per contenerli, con una parte pratica in campo che si è svolta dalle 9.30 alle 11. La partecipazione era libera e senza prenotazione, segno di una volontà di apertura e inclusione che coinvolge anche i coltivatori non professionisti.
Un'estate di formazione e patentino fitosanitario
L'appuntamento di Gargnano è solo il primo. Nel corso dell'estate seguiranno altri incontri dedicati alle principali avversità dell'olivo, corsi di potatura e eventi formativi. Un'attenzione particolare sarà riservata agli hobbisti, che potranno conseguire il patentino obbligatorio per l'utilizzo professionale dei prodotti fitosanitari, un passo fondamentale per garantire sicurezza e competenza in un settore sempre più esigente.
Mosca olearia sotto controllo: 47 trappole nei Comuni
Parallelamente, prosegue senza sosta il monitoraggio della mosca olearia, il parassita storico che ogni anno mette a rischio il raccolto. Sono già attive 47 postazioni di trappole distribuite nei Comuni del Parco, e gli olivicoltori che desiderano aderire all'attività di controllo possono ritirarle direttamente presso la sede della Comunità Montana. Un sistema di sorveglianza capillare che consente di intervenire tempestivamente, riducendo l'impatto dei trattamenti e salvaguardando la qualità dell'olio.
La sfida del futuro: tassa di soggiorno per gli ulivi?
Intanto, cresce il dibattito sul ruolo del turismo nella tutela del paesaggio agricolo. Diversi sindaci dell'Alto Garda hanno già sollevato la proposta di destinare una quota della tassa di soggiorno agli oliveti, un'idea che trova sempre più consensi e che potrebbe rappresentare un volano importante per finanziare interventi di manutenzione e recupero.
L'olivicoltura dell'Alto Garda, oggi più che mai, è chiamata a una sfida che va oltre la produzione. È una sfida culturale, ambientale ed economica. E con questo programma strategico, la Comunità Montana e i suoi olivicoltori sembrano pronti a raccoglierla.
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