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L'oliva da tavola Peranzana sempre più vicina alla DOP

L'oliva da tavola Peranzana sempre più vicina alla DOP

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la domanda di registrazione. Nel Foggiano 6.500 aziende e 9.000 ettari coltivati. L'Oliva Alta Daunia Peranzana si appresta a entrare di diritto nell'olimpo delle eccellenze agroalimentari italiane certificate

06 luglio 2026 | 16:00 | C. S.

La Oliva “Alta Daunia” nella sua varietà più pregiata, la Peranzana, ha superato un nuovo e decisivo scoglio verso il riconoscimento europeo. La Commissione Europea ha infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea la domanda di registrazione della Denominazione di Origine Protetta (DOP), avviando di fatto il conto alla rovescia per l'approvazione definitiva.

Da ora si apre una finestra di tre mesi – il cosiddetto periodo di opposizione – durante il quale i Paesi membri dell'UE potranno presentare eventuali contestazioni. Le opposizioni potrebbero essere motivate, ad esempio, dalla violazione di diritti su un marchio preesistente o da un potenziale rischio di inganno per i consumatori circa l'origine o l'identità del prodotto. Se nessuno solleverà obiezioni, la Commissione procederà con l'iscrizione formale nel registro europeo delle DOP, conferendo al nome "Oliva Alta Daunia" lo status di proprietà intellettuale collettiva, tutelata contro usurpazioni, imitazioni o evocazioni illecite.

Un traguardo che rappresenta il coronamento di un percorso lungo e meticoloso. «Il marchio Peranzana è ormai un riferimento a livello nazionale, come dimostra la crescita costante delle vendite – sottolinea Giuseppe Lipartiti, presidente del Consorzio Alta Daunia Peranzana –. Le sue eccellenti qualità merceologico-sensoriali stanno conquistando sempre più mercati».

A fare da trait d'union tra il prodotto e il suo territorio di origine ci ha pensato il direttore del Consorzio, Nazzario D'Errico, che ha seguito il progetto sin dall'inizio. «Stiamo lavorando per rafforzare il legame tra identità territoriale e brand commerciale – spiega D'Errico –, un elemento fondamentale per consolidare la competitività delle imprese nei mercati internazionali. Dopo circa dodici anni dedicati alla ricerca storica, scientifica e alla promozione della varietà, abbiamo ottenuto l'accesso all'iter conclusivo del riconoscimento Dop».

Il lavoro non è stato portato avanti in solitudine. Il Consorzio si è avvalso della preziosa collaborazione di enti di ricerca di altissimo profilo, come l'Università di Foggia, il Crea e il Cnr, che hanno contribuito in modo determinante alla validazione scientifica delle peculiarità della Peranzana.

A testimonianza dell'importanza della fase istruttoria, lo scorso luglio si era tenuta a Torremaggiore, presso il Castello Ducale, la riunione di pubblico accertamento. All'incontro erano presenti i funzionari del Masaf (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) Armando Morelli e Laura Madotto, i rappresentanti della Regione Puglia Nicola Laricchia, Luana Meleleo e Pasquale Maselli, oltre al presidente Lipartiti e al direttore D'Errico.

I numeri parlano chiaro e raccontano la portata di questa eccellenza pugliese. Nell'area dell'Alta Daunia, infatti, sono circa 6.500 le aziende olivicole che coltivano la Peranzana su una superficie di 9.000 ettari. La produzione annua si attesta su 300.000 quintali di olive da olio e 30.000 quintali di olive da tavola, numeri che rendono l'area uno dei bacini produttivi più rilevanti del Mezzogiorno.

Con il riconoscimento Dop, che ora attende solo il responso dei tre mesi, l'Oliva Alta Daunia si appresta a entrare di diritto nell'olimpo delle eccellenze agroalimentari italiane certificate, rafforzando non solo la tutela del prodotto ma anche l'intero comparto produttivo e l'identità di un territorio che da sempre vive di olivo.

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