Italia
Sequestrate a Palermo oltre 60 tonnellate di olio tunisino: era dichiarato extravergine ma risultava vergine
L'assessore pugliese all'Agricoltura Francesco Paolicelli plaude all'operazione e chiede controlli sempre più rigorosi lungo tutta la filiera: "Difendere l'olio di qualità significa tutelare produttori, imprese e consumatori"
15 luglio 2026 | 09:30 | C. S.
Oltre 60mila chilogrammi di olio proveniente dalla Tunisia sono stati sequestrati nel porto di Palermo nell'ambito di un'operazione di controllo che ha accertato una difformità tra il prodotto dichiarato e quello effettivamente importato. L'olio era stato presentato come extravergine, ma dalle verifiche è risultato essere olio di oliva vergine.
L'olio era destinato a un oleificio in provincia di Reggio Calabria e avrebbe fruttato circa 325 mila euro.
“Ringrazio il personale dell'ICQRF, dell'Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza per l’operazione condotta nel porto di Palermo, che ha portato al sequestro di oltre 60.000 kg di olio proveniente dalla Tunisia vergine spacciato per extravergine", ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
L'operazione è stata accolta con favore dall'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, che ha sottolineato l'importanza dei controlli per garantire la trasparenza del mercato e la tutela del comparto olivicolo.
«Difendere l'olio di qualità significa proteggere un patrimonio della nostra terra e sostenere migliaia di olivicoltori e imprese», ha dichiarato l'assessore, evidenziando come episodi di questo tipo confermino la necessità di mantenere alta l'attenzione contro frodi e irregolarità.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha ribadito la necessità di contrastare con fermezza ogni tentativo di ingannare i consumatori e danneggiare le aziende che operano nel rispetto delle regole.
Secondo Paolicelli, la presenza sul mercato di prodotti dalla provenienza incerta, privi di un'adeguata tracciabilità o commercializzati con caratteristiche diverse da quelle reali, rappresenta una minaccia per l'intera filiera agroalimentare. Le conseguenze, ha osservato, riguardano non solo il reddito degli olivicoltori e la competitività delle imprese, ma anche la tutela dei consumatori.
«L'immissione sul mercato di prodotti presentati per ciò che non sono rappresenta un grave danno per la nostra economia e un pericolo che non può essere sottovalutato», ha aggiunto.
L'assessore ha quindi ribadito la necessità che tutte le istituzioni continuino a operare nella stessa direzione, rafforzando le attività di prevenzione e i controlli in ogni fase della filiera produttiva e commerciale.
Infine, Paolicelli ha confermato l'impegno della Regione Puglia a sostegno del settore olivicolo, definendo la tutela dell'autenticità dell'olio un elemento strategico per difendere il reddito dei produttori, la competitività delle imprese e la fiducia dei consumatori.
«Proteggere il nostro olio significa difendere una delle espressioni più importanti dell'identità e dell'economia dei nostri territori», ha concluso.
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