Italia
Osservatorio per l'olio veneto: 350mila euro per rilanciare il comparto
Il nuovo strumento censirà gli uliveti e pianificherà gli investimenti. Oltre il 70% della produzione regionale si concentra nella provincia di Verona
24 giugno 2026 | 17:30 | C. S.
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il 23 giugno, all'unanimità il progetto di legge che istituisce l'"Osservatorio Olivicolo Veneto". Un via libera trasversale per uno strumento che punta a tutelare, valorizzare e rilanciare un comparto in difficoltà ma considerato un'eccellenza del territorio e custode del patrimonio ambientale regionale.
Primo firmatario del provvedimento (Pdl n. 13) è il capogruppo di Forza Italia, Alberto Bozza, che ha definito l'Osservatorio "uno strumento indispensabile" per sostenere politicamente la filiera dell'olio. "Permetterà di censire e mappare i terreni delle coltivazioni – ha spiegato Bozza – offrendo alle istituzioni gli strumenti per un sostegno mirato, anche a livello di finanziamenti. Rafforzeremo così un comparto che oggi vive una congiuntura economica difficile, ma che va tutelato perché rappresenta un'eccellenza del nostro territorio".
Un osservatorio per monitorare e pianificare
Il nuovo ente avrà il compito di predisporre, catalogare e aggiornare periodicamente una banca dati territoriale sugli uliveti veneti. In particolare, dovrà rilevare l'individuazione geografica delle coltivazioni, le caratteristiche agronomiche e fitosanitarie degli appezzamenti, le qualità produttive degli oliveti e l'identificazione dei conduttori. Attenzione anche al patrimonio storico: saranno censiti gli oliveti di particolare pregio e rilevanza culturale.
Sarà Veneto Agricoltura a promuovere la collaborazione attiva delle imprese del settore, incentivando la gestione sostenibile, la prevenzione dell'abbandono e il recupero delle aree in stato di degrado, oltre alla partecipazione a programmi di formazione e innovazione tecnologica per accrescere la competitività.
I numeri di una legge "tutta veronese"
Sebbene a vocazione regionale, l'impatto del provvedimento si concentra in larga parte sul territorio di Verona. I dati parlano chiaro: oltre il 70% della produzione di olive da olio del Veneto viene dalla provincia scaligera. Stesso rapporto per le superfici: su 5.100 ettari di uliveti censiti in Regione, più di 3.500 si trovano nel Veronese.
A sottolineare il peso locale del provvedimento è stato il capogruppo della Lista Stefani, il veronese Matteo Pressi: "La proposta, per la quale ringrazio il collega Bozza, crea un nuovo strumento per sostenere un settore importante dell'agricoltura veronese. L'ho convintamente sostenuta e votata".
Risorse per fiere, formazione e promozione internazionale
La legge stanzia complessivamente 350.000 euro per interventi mirati. Le risorse saranno destinate a:
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Valorizzazione e promozione, in Italia e all'estero, delle DOP dell'olio veneto;
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Partecipazione delle aziende alle più importanti fiere del settore, per favorire nuove opportunità di crescita;
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Formazione tecnica e professionale degli operatori, con particolare attenzione al ricambio generazionale;
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Contrasto all'abbandono dei terreni olivetati, per il recupero del paesaggio collinare, la biodiversità agricola e la stabilità idrogeologica.
Il provvedimento, ora in attesa della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, rappresenta il primo tentativo organico per mettere a sistema una filiera frammentata. Con l'obiettivo dichiarato di farne, in futuro, un modello anche per altre regioni italiane.
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