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La crisi dei prezzi dell'olio di oliva italiano infiamma le piazze

La crisi dei prezzi dell'olio di oliva italiano infiamma le piazze

A Bari la mobilitazione di olivicoltori e frantoiani contro il crollo del 50% dei prezzi e l'invasione di prodotto estero. Nel documento presentato in Fiera del Levante, la ricetta per uscire dall'emergenza: bolla elettronica per l'olio sfuso, stoccaggio doganale dedicato e una nuova Pac basata sui risultati

19 giugno 2026 | 15:40 | T N

Si è tenuta a Bari, in Fiera del Levante, la manifestazione nazionale "Uniti per affrontare la crisi del mercato olivicolo". Un evento che ha visto la partecipazione di olivicoltori, frantoiani e organizzazioni di produttori provenienti da tutta Italia, riuniti per presentare un documento di proposte concrete volto a scardinare le dinamiche che stanno mettendo in ginocchio il settore .

Per rispondere a questa emergenza, il Comitato nazionale, che riunisce le realtà di base della filiera, ha elaborato un piano articolato. Il documento, visionato dall'agenzia, si sviluppa su diversi fronti: misure immediate, riforme nazionali e una visione per la nuova Pac post 2027.

Un piano di controllo immediato per fermare l'emorragia

Il primo capitolo del documento è dedicato alle misure emergenziali per arginare le distorsioni del mercato. La richiesta più innovativa è l'introduzione della bolla elettronica per l'olio sfuso per tutte le movimentazioni superiori ai 100 kg . Oggi la tracciabilità dell'olio, spiegano i produttori, è spesso ricostruita a posteriori e non segue la merce nel suo movimento reale. Un sistema di controllo digitale e in tempo reale, invece, consentirebbe di monitorare ogni spostamento, rendendo molto più difficile l'occultamento di prodotto estero.

A questa si affiancano altre richieste concrete:

  • Sostegno finanziario e stoccaggio: Attivazione di una garanzia pubblica per consentire la dilazione pluriennale dei debiti bancari dei produttori, accompagnata da un sostegno temporaneo per i costi di stoccaggio dell'olio italiano tracciato .

  • Protocolli di condotta: Obbligo per buyer e operatori commerciali di redigere documentazioni specifiche per verifiche di condotta, aumentando la trasparenza nelle transazioni.

  • Disciplinare per la ristorazione pubblica: Priorità, nelle gare per le mense scolastiche e ospedaliere, per gli operatori che garantiscono tracciabilità e qualità certificata .

  • Stoccaggio doganale dedicato: Creazione di magazzini doganali esclusivi per l'olio importato, separati da quello italiano, per facilitare i controlli e prevenire le frodi .

Riforma della filiera e una nuova Pac

Le misure tampone, però, non bastano. Il Comitato chiede una vera e propria riforma strutturale della filiera, a partire dal Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), che deve trasformarsi da semplice registratore passivo a strumento intelligente di analisi, con l'istituzione di un indice nazionale di rischio per concentrare i controlli sugli operatori più a rischio .

Sul fronte dei prezzi, la richiesta è di riformare il sistema di rilevazione delle borse merci, ancorandolo ai costi di produzione reali e creando un cruscotto nazionale che renda il mercato più trasparente . Viene inoltre proposta una chiara distinzione tra olivicoltura produttiva, da sostenere per l'efficienza, e olivicoltura di presidio, da valorizzare per la sua funzione ambientale, paesaggistica e sociale .

Lo sguardo è poi rivolto al futuro della Politica Agricola Comune (PAC) post 2027. "La nuova PAC – si legge nel documento – deve superare una logica prevalentemente procedurale e orientarsi a una logica di risultato" . Le risorse pubbliche, quindi, dovrebbero premiare chi dimostra di creare valore per la filiera, con misure specifiche per l'olio confezionato di qualità e per i contratti di filiera che stabilizzano i rapporti tra produttori e industria .

La manifestazione di Bari rappresenta un campanello d'allarme per le istituzioni. Di fronte a un mercato sempre più distorto e a una concorrenza sleale che rischia di spazzare via un'intera eccellenza del Made in Italy, gli olivicoltori hanno scelto l'unità per chiedere un cambio di passo. Le loro richieste, dal controllo digitale della merce alla riscrittura delle regole europee, disegnano la strada per un possibile rilancio. Resta ora da vedere se la politica sarà in grado di raccogliere la sfida.

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