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Olio extravergine d'oliva, dalla ricerca nuove conferme sui benefici dei polifenoli

Olio extravergine d'oliva, dalla ricerca nuove conferme sui benefici dei polifenoli

Presentato a Vini d’Abbazia lo studio dell’Università La Sapienza di Roma sulle proprietà nutraceutiche dell’extravergine. Al centro del confronto il ruolo di oleocantale e oleaceina nella prevenzione e nel benessere, insieme alla proposta di un tavolo permanente per valorizzare la filiera olivicola del territorio

24 giugno 2026 | 10:00 | C. S.

L’olio extravergine di oliva come simbolo della dieta mediterranea, ma anche come alimento dalle importanti proprietà nutraceutiche e dalle potenziali applicazioni future in campo biomedico. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Olio extravergine: la cultura del benessere”, promosso dalla Camera di Commercio Frosinone Latina nell’ambito della quinta edizione di Vini d’Abbazia e ospitato negli spazi dell’Ex Infermeria dei Conversi dell’Abbazia di Fossanova.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di approfondimento scientifico e di valorizzazione di una delle produzioni più identitarie del territorio, grazie alla presentazione dello studio realizzato dall’Università La Sapienza di Roma sui benefici nutraceutici dell’olio extravergine di oliva.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, che ha evidenziato come Vini d’Abbazia abbia scelto di ampliare il proprio racconto affiancando al vino anche l’olio extravergine, eccellenza strettamente legata alla storia e all’identità del Basso Lazio.

Nel suo intervento, Acampora ha ricordato il ruolo svolto nei secoli dai monaci benedettini, cistercensi e certosini nella coltivazione dell’ulivo e nella conservazione di un patrimonio agricolo e culturale che ancora oggi caratterizza il paesaggio locale.

Nel corso dell’incontro Acampora ha inoltre lanciato la proposta di istituire un tavolo di coordinamento dedicato alla promozione dell’olivicoltura del Basso Lazio, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra associazioni di categoria, produttori e istituzioni. Un modello che richiama l’esperienza già avviata nel comparto vitivinicolo e che punta a costruire una strategia condivisa per la valorizzazione della filiera olivicola.

Lo studio presentato durante il convegno è stato realizzato dall’Università La Sapienza di Roma con il supporto della Camera di Commercio Frosinone Latina, attraverso l’Azienda Speciale Informare, e con la collaborazione del Capol – Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina e delle aziende che hanno fornito i campioni di olio sottoposti ad analisi.

Tra i relatori Alessandro Rossi, medico consulente del Comitato Scientifico del Capol, ed Eugenio Lendaro, professore di Chimica e Propedeutica Biochimica del Dipartimento di Biotecnologie Medico-Chirurgiche del Polo Pontino dell’Università La Sapienza.

Rossi ha ripercorso le origini delle ricerche, avviate all’inizio degli anni Duemila a partire dall’osservazione del legame tra alimentazione e insorgenza di alcune patologie tumorali. «Gli studi condotti sugli oli del nostro territorio hanno evidenziato come alcune sostanze presenti nell’extravergine possiedano importanti proprietà antineoplastiche. Oggi disponiamo di evidenze molto solide sul ruolo dei polifenoli dell’olio extravergine di oliva, pur nella consapevolezza che il percorso scientifico deve proseguire», ha spiegato.

Sul piano biochimico, il professor Lendaro ha indicato nell’oleocantale e nell’oleaceina le molecole più promettenti contenute nell’olio extravergine. In particolare, l’oleaceina avrebbe mostrato in alcuni test una capacità di inibire i processi infiammatori superiore a quella dell’ibuprofene.

«La sfida principale è riuscire a ottenere queste sostanze in quantità significative, poiché si formano esclusivamente durante la lavorazione dell’olio. Per questo abbiamo sviluppato tecnologie green che consentono di arricchire l’olio in polifenoli e di concentrarli senza l’utilizzo di reagenti chimici», ha spiegato il docente.

Le attività di ricerca sono oggi rivolte anche a nuovi ambiti di studio, grazie a progetti sviluppati con l’Istituto Superiore di Sanità sulla prevenzione del tumore al colon e con l’Università La Sapienza sugli effetti degli oli arricchiti in modelli sperimentali di Alzheimer.

L’appuntamento ha confermato il ruolo di Vini d’Abbazia come luogo di confronto tra imprese, ricerca e istituzioni, capace di raccontare non solo la qualità delle produzioni agroalimentari del territorio, ma anche le prospettive di innovazione e sviluppo delle sue filiere strategiche.

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