Italia

Sostenibilità certificata per l'olio extravergine di oliva Igp Toscano

Sostenibilità certificata per l'olio extravergine di oliva Igp Toscano

Non più solo qualità. Fissata una griglia di indicatori oggettivi: dalla quantità di acqua impiegata a quanti kW/h di energia sono necessari per produrre un litro di olio, dalla percentuale di imprese condotte da donne al numero di ettari condotti con metodo biologico

20 giugno 2026 | 10:00 | C. S.

L’olio Toscano IGP accelera sulla sostenibilità “certificata”. Il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP ha l’ambizione di essere il primo consorzio del comparto olivicolo a dotarsi della relazione di sostenibilità: lo strumento introdotto dalla riforma europea della Dop Economy (2024/1143) consentirà ai nove mila soci del Toscano IGP di definire, calcolare valorizzare le buone pratiche ambientali, sociali ed economiche messe in campo. L’obiettivo generale della riforma è alzare i livelli di tutela dei disciplinari dei prodotti di eccellenza del nostro agroalimentare a denominazione DOP e IGP allineandoli alla mission del Green Deal e del Farm to Fork. I primi passi in questa direzione sono stati illustrati in occasione dell’assemblea annuale del Consorzio di Tutela che si è tenuta alla Certosa a Firenze a cui ha partecipato l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Leonardo Marras. Il Consorzio di Tutela, che ha chiuso l’annata olivicola con una produzione attorno ai 22 mila quintali di prodotto certificato, si affaccia alla prossima campagna olivicola con un bersaglio preciso. 
 
“Ci siamo prefissati l’obiettivo di essere il primo consorzio di tutela del comparto oleario a denominazione a produrre la relazione di sostenibilità. Non è un adempimento obbligatorio ma noi crediamo sia importante offrire ai nostri consumatori anche questo elemento di distintività. L’obiettivo la campagna olearia 2027. Le modalità per renderla pubblica sono ancora al vaglio: potrebbe essere un QR code o un’attività di marketing mirata. - ha spiegato Fabrizio Filippi, Presidente del Consorzio di Tutela – Insieme alla qualità, all’origine e alla tracciabilità vogliamo poter comunicare la sostenibilità che non è uno spot, nemmeno un costo: è un investimento per migliorare la competitività delle imprese olivicole, che devono affrontare una concorrenza sleale sempre più agguerrita, e garantire trasparenza e sicurezza ai consumatori. Questo nuovo strumento, che conferisce ancora più potere, autonomia e allo stesso tempo di responsabilità ai Consorzi, cambia l’approccio nella definizione del valore del nostro Toscano IGP ancorando la qualità alla multidimensionalità del concetto di sostenibilità. E’ una implementazione che ci porterà in una nuova fase”.
 
Lo studio, che condurrà alla stesura della relazione, si inserisce nell’ambito del progetto Sofig. Il documento è il frutto di un lavoro di analisi del Pin di Prato e sviluppato attraverso la condivisione dal basso con gli attori della filiera - dagli olivicoltori ai frantoi - che ha permesso di fissare, per la prima volta, una griglia di indicatori oggettivi: dalla quantità di acqua impiegata a quanti kW/h di energia sono necessari per produrre un litro di olio, dalla percentuale di imprese condotte da donne al numero di ettari condotti con metodo biologico per citarne alcuni. “Consentirà di rafforzare l’immagine del Toscano IGP e di renderlo ancora più distintivo rispetto alla moltitudine di oli concorrenti presenti soprattutto sui mercati esteri, dove spesso viene comunicata una sostenibilità che non trova riscontro nella realtà. – ha spiegato il professor Giovanni Belletti del Dipartimento di Economia e Impresa dell'Università di Firenze – Molti prodotti concorrenti sono infatti ottenuti con modelli produttivi poco sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Documentare e certificare la sostenibilità significa offrire ai consumatori strumenti concreti per distinguere chi opera con trasparenza e responsabilità da chi si limita a dichiararla.”
 
La filosofia della riforma è quella di considerare la qualità delle produzioni a denominazione non più solo il frutto di una particolare area geografica o del metodo di produzione, ma al modo, al come, è stato ottenuto. La filiera. “Questo lavoro ci ha permesso di individuare non solo buone pratiche ma anche inefficienze economiche e sprechi che riducono le marginalità, e che costituiranno sicuramente un metro di paragone per i nostri soci. E’ stato un lavoro utile anche in questo senso. - ha spiegato ancora Filippi - La sostenibilità è ancora oggi un concetto astratto che ha favorito la pratica ingannevole del Greenwashing. Ma anche una chiave per accedere più facilmente al credito, ai bandi pubblici e ai fondi europei. La sostenibilità certificata diventerà così un elemento distintivo del Toscano IGP, capace di creare valore per le imprese, offrire maggiori garanzie ai consumatori e rafforzare il legame tra prodotto, territorio e comunità. E’ una grande opportunità per tutta la filiera e per il territorio”.
 
“La strada intrapresa dal Consorzio di Tutela è quella giusta. Il Toscano IGP rappresenta la Toscana sotto ogni profilo: ambientale, paesaggistico, sociale, storico ed economico. – ha dichiarato l’assessore Leonardo Marras – Essere protagonisti di questo percorso rappresenta un passo avanti importante, coerente con i valori che l’olio extravergine Toscano IGP esprime in termini di sana alimentazione, qualità e rispetto dell’ambiente. Documentare e misurare questi aspetti significa poterli comunicare e valorizzare sui mercati, rafforzando l’immagine del Toscano IGP e del Made in Tuscany.”
 
Il Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP nasce nel 1997 e ottiene nel 1998 il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta. Oggi riunisce quasi 8.000 soci su tutto il territorio regionale, rappresenta circa 7 milioni di piante ed è espressione dell’intera filiera: produttori, frantoi e imbottigliatori. Il marchio Toscano IGP e il relativo disciplinare garantiscono che tutte le fasi della produzione – dalla raccolta delle olive alla frangitura fino al confezionamento – avvengano in Toscana, per un olio 100% toscano.

Potrebbero interessarti

Italia

La crisi dei prezzi dell'olio di oliva italiano infiamma le piazze

A Bari la mobilitazione di olivicoltori e frantoiani contro il crollo del 50% dei prezzi e l'invasione di prodotto estero. Nel documento presentato in Fiera del Levante, la ricetta per uscire dall'emergenza: bolla elettronica per l'olio sfuso, stoccaggio doganale dedicato e una nuova Pac basata sui risultati

19 giugno 2026 | 15:40

Italia

La crisi dell’olio di oliva italiano è certa ma le soluzioni?

A Catania i 30 anni di APO sono stata l’occasione per affrontare il tema del momento: la caduta dei prezzi, cercando però di capire quali soluzioni per preservare il valore dell’olio, dei territori olivicoli e quale futuro e missione possono avere le associazioni di produttori

19 giugno 2026 | 12:50

Italia

Le novità del ColtivaItalia, approvato alla Camera, per l’olivicoltura italiana

I 300 milioni destinati al reimpianto per le aree colpite da Xylella fastidiosa e i 3 milioni di euro per il commissario straordinario per l’emergenza che ha colpito la Puglia. Misure anche per favorire il ricambio generazionale

18 giugno 2026 | 11:35

Italia

Il Gavi Docg consolida la presenza internazionale

Il Gavi Docg chiude il 2025 con circa 14 milioni di bottiglie vendute, confermando un primato tra i vini bianchi italiani sui mercati esteri e segnando anche una piccola inaspettata crescita delle vendite domestiche

17 giugno 2026 | 16:00

Italia

Nel Chianti anche il Rosè Docg: ecco le novità del nuovo disciplinare

Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti Rosé Docg, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e innovazione”

17 giugno 2026 | 12:00

Italia

Oltre il gusto: l'olio extravergine d'oliva è coesione sociale

In un mercato globale dove la sostenibilità viene spesso ridotta ai soli indicatori ambientali o economici, la ricerca Unicusano capovolge la prospettiva: l’olio non è solo un'eccellenza economica, ma un presidio per i lavoratori, le comunità e il paesaggio italiano

17 giugno 2026 | 11:00