L’olio Toscano IGP accelera sulla sostenibilità “certificata”. Il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP ha l’ambizione di essere il primo consorzio del comparto olivicolo a dotarsi della relazione di sostenibilità: lo strumento introdotto dalla riforma europea della Dop Economy (2024/1143) consentirà ai nove mila soci del Toscano IGP di definire, calcolare valorizzare le buone pratiche ambientali, sociali ed economiche messe in campo. L’obiettivo generale della riforma è alzare i livelli di tutela dei disciplinari dei prodotti di eccellenza del nostro agroalimentare a denominazione DOP e IGP allineandoli alla mission del Green Deal e del Farm to Fork. I primi passi in questa direzione sono stati illustrati in occasione dell’assemblea annuale del Consorzio di Tutela che si è tenuta alla Certosa a Firenze a cui ha partecipato l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Leonardo Marras. Il Consorzio di Tutela, che ha chiuso l’annata olivicola con una produzione attorno ai 22 mila quintali di prodotto certificato, si affaccia alla prossima campagna olivicola con un bersaglio preciso.
“Ci siamo prefissati l’obiettivo di essere il primo consorzio di tutela del comparto oleario a denominazione a produrre la relazione di sostenibilità. Non è un adempimento obbligatorio ma noi crediamo sia importante offrire ai nostri consumatori anche questo elemento di distintività. L’obiettivo la campagna olearia 2027. Le modalità per renderla pubblica sono ancora al vaglio: potrebbe essere un QR code o un’attività di marketing mirata. - ha spiegato Fabrizio Filippi, Presidente del Consorzio di Tutela – Insieme alla qualità, all’origine e alla tracciabilità vogliamo poter comunicare la sostenibilità che non è uno spot, nemmeno un costo: è un investimento per migliorare la competitività delle imprese olivicole, che devono affrontare una concorrenza sleale sempre più agguerrita, e garantire trasparenza e sicurezza ai consumatori. Questo nuovo strumento, che conferisce ancora più potere, autonomia e allo stesso tempo di responsabilità ai Consorzi, cambia l’approccio nella definizione del valore del nostro Toscano IGP ancorando la qualità alla multidimensionalità del concetto di sostenibilità. E’ una implementazione che ci porterà in una nuova fase”.
Lo studio, che condurrà alla stesura della relazione, si inserisce nell’ambito del progetto Sofig. Il documento è il frutto di un lavoro di analisi del Pin di Prato e sviluppato attraverso la condivisione dal basso con gli attori della filiera - dagli olivicoltori ai frantoi - che ha permesso di fissare, per la prima volta, una griglia di indicatori oggettivi: dalla quantità di acqua impiegata a quanti kW/h di energia sono necessari per produrre un litro di olio, dalla percentuale di imprese condotte da donne al numero di ettari condotti con metodo biologico per citarne alcuni. “Consentirà di rafforzare l’immagine del Toscano IGP e di renderlo ancora più distintivo rispetto alla moltitudine di oli concorrenti presenti soprattutto sui mercati esteri, dove spesso viene comunicata una sostenibilità che non trova riscontro nella realtà. – ha spiegato il professor Giovanni Belletti del Dipartimento di Economia e Impresa dell'Università di Firenze – Molti prodotti concorrenti sono infatti ottenuti con modelli produttivi poco sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Documentare e certificare la sostenibilità significa offrire ai consumatori strumenti concreti per distinguere chi opera con trasparenza e responsabilità da chi si limita a dichiararla.”
La filosofia della riforma è quella di considerare la qualità delle produzioni a denominazione non più solo il frutto di una particolare area geografica o del metodo di produzione, ma al modo, al come, è stato ottenuto. La filiera. “Questo lavoro ci ha permesso di individuare non solo buone pratiche ma anche inefficienze economiche e sprechi che riducono le marginalità, e che costituiranno sicuramente un metro di paragone per i nostri soci. E’ stato un lavoro utile anche in questo senso. - ha spiegato ancora Filippi - La sostenibilità è ancora oggi un concetto astratto che ha favorito la pratica ingannevole del Greenwashing. Ma anche una chiave per accedere più facilmente al credito, ai bandi pubblici e ai fondi europei. La sostenibilità certificata diventerà così un elemento distintivo del Toscano IGP, capace di creare valore per le imprese, offrire maggiori garanzie ai consumatori e rafforzare il legame tra prodotto, territorio e comunità. E’ una grande opportunità per tutta la filiera e per il territorio”.
“La strada intrapresa dal Consorzio di Tutela è quella giusta. Il Toscano IGP rappresenta la Toscana sotto ogni profilo: ambientale, paesaggistico, sociale, storico ed economico. – ha dichiarato l’assessore Leonardo Marras – Essere protagonisti di questo percorso rappresenta un passo avanti importante, coerente con i valori che l’olio extravergine Toscano IGP esprime in termini di sana alimentazione, qualità e rispetto dell’ambiente. Documentare e misurare questi aspetti significa poterli comunicare e valorizzare sui mercati, rafforzando l’immagine del Toscano IGP e del Made in Tuscany.”
Il Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP nasce nel 1997 e ottiene nel 1998 il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta. Oggi riunisce quasi 8.000 soci su tutto il territorio regionale, rappresenta circa 7 milioni di piante ed è espressione dell’intera filiera: produttori, frantoi e imbottigliatori. Il marchio Toscano IGP e il relativo disciplinare garantiscono che tutte le fasi della produzione – dalla raccolta delle olive alla frangitura fino al confezionamento – avvengano in Toscana, per un olio 100% toscano.